Magazine Sabato 8 giugno 2002

Sono tornati gli anni '80

Magazine - “Andremo al mercatino dell’usato che si tiene in centro ogni domenica, lì ci saranno abiti smessi e bigiotteria che fanno al caso mio, naturalmente acqua in bocca, con tutti una bella stirata e nessuno si accorgerà di nulla. Domani la mia reputazione sarà salva, d’altronde con il mio fisico troverò di tutto, non ho certo problemi di taglia io!”, disse scoccando un’occhiata maligna ai fianchi della sorella.

Non andò tutto liscio, prima di tutto i genitori di entrambe non gli prestarono la macchina, in quanto serviva loro per una gita, e la sorella si rifiutò di usufruire dei mezzi pubblici.
Dopo interminabili trattative si chiamò il nonno chiedendogli in prestito la sua gloriosa panda trenta color caffellatte.
Il nonno acconsentì a patto che il giorno dopo portassero dal veterinario la sua capra, Lenora, che accusava problemi di stomaco da quando aveva divorato un pezzo della fodera di plastica del divano della nonna.
“Siamo intesi che la guiderai tu! Io non voglio essere vista al volante di un catorcio simile, e non voglio essere nemmeno riconosciuta”, disse la sorella finendo di aggiustarsi un foulard in testa e inforcando gli occhiali scuri.
Elisa e la sorella scesero, sotto ad aspettarle stava il nonno con il motore acceso, quando le vide spense tutto e scese dalla macchina, “trattatelo bene il mio gioiellino”, disse porgendo loro le chiavi, poi aprì la portiera posteriore fece scendere Lenora, che appena si accorse della sorella di Elisa cercò di incornarla.

La sorella scappò subito in macchina urlando, tra loro due non correva buon sangue da quando in terza elementare Lenora le aveva leccato uno ad uno tutti gli ombretti Signorinella.
Finalmente arrivarono al tanto sospirato mercatino e la sorella passò in un nanosecondo dall’insultare la guida di Elisa a lanciarsi sulle bancarelle.
Parcheggiata la panda Elisa trovò sua sorella che scavava furiosamente in cumuli di abiti, sembrava un erpice, vestiti schizzavano a destra e a sinistra dalla linea retta della sua determinazione.
Ogni tanto si fermava a litigare difendendo come una tigre uno scampolo di tessuto goffrato rosa fucsia.
Per poco non finì accoppata da due monumentali nigeriane che volevano lo stesso top tigrato e dovette ringraziare la divinità delle modaiole se rubando una gonna borchiata a un travestito che l’aveva già adocchiata, questo non le cambio i connotati ma le diede solo della zoccola.
Elisa era sconvolta dal furore di sua sorella che setacciando un banco dopo l’altro stava battendo il mercato palmo a palmo, accumulando un volume inverosimile di borse con abiti.
Quando non riusciva più a trascinarseli dietro correva con le ultime borse da Elisa le diceva “toh tieni fai la guardia e non allontanarti per nessun motivo”, come se si trattasse del santo Graal.
Elisa la vide provarsi di tutto, pantaloni zebrati, cinture dorate, maglie con maniche a pipistrello, scarpe con un tacco così alto che potevano essere usate come corpo contundente.
Un gruppo di ragazzine freakettone alla ricerca di tuniche indiane e jeans second-hand la guardavano con sommo disprezzo.
Mentre lei, l’incolpevole sorella, subiva quello spettacolo.

Finalmente lo scempio finì. Al terminare dei soldi.
Elisa e la sorella, cominciarono a caricare le cose in macchina, o meglio Elisa cominciò a caricare e la sorella a dare ordini da dentro la macchina e a fare progetti sui possibili abbinamenti dei capi appena acquistati.
Mentre caricava il bagagliaio Elisa si sentì chiamare e giratasi venne investita da un flash in pieno volto, “posso farti una foto vero?”, disse lo sconosciuto. “Ormai”, mormorò Elisa troppo intontita dalla luce per poter dire oltre, l’ignoto fotografatore scomparve immediatamente e l’unico commento della sorella a quell’episodio fu: “questi turisti fotografano proprio di tutto”.
La sorella passò tutta la notte a dare una seconda vita ai suoi acquisti e alle cinque della mattina dopo era già pronta, anni 80’ dalla testa ai piedi per andare al lavoro, non senza aver comprato prima le sue innumerevoli “bibbie” patinate.
Ed è qui che accadde l’irreparabile, proprio in copertina di una di queste, campeggiava con il suo sorriso incerto, i pantaloni scoloriti, la maglietta della squadra di bocce del papà e uno chignon fermato da una matita, la foto di Elisa, l’ultima cosa che vide prima di svenire fu la didascalia “Finalmente l’ultima tendenza della nuova stagione lo sciatto-chic, un ampio servizio all’interno”.
Ora la sorella si è trasferita in Tibet e ogni sei mesi manda a casa lettere di questo tipo, scritte su corteccia d’albero: “Adorati genitori e amorevole sorella finalmente mi sono ritrovata, sto lavorando intensamente per l’allineamento dei miei punti chackra e il mio guru mi dice che sto facendo progressi. Agila, il mio yak, ha avuto due cuccioli e li ho chiamati Dolce e Gabbana”.

Claudia Bonani

di Daniela Carucci

Potrebbe interessarti anche: , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin , MiniVip&SuperVip. Il Mistero del Viavai di Bozzetto: il cinema si fa fumetto , Il segreto del faraone nero, una nuova stoccata letteraria di Marco Buticchi , Auguri Andrea Camilleri! Lo scrittore compie 93 anni, la recensione del Metodo Catalanotti

Oggi al cinema

Soldado Di Stefano Sollima Azione U.S.A., Italia, 2018 Nella guerra alla droga non ci sono regole. La lotta della CIA al narcotraffico fra Messico e Stati Uniti si è inasprita da quando i cartelli della droga hanno iniziato a infiltrare terroristi oltre il confine americano. Per combattere i narcos l’agente... Guarda la scheda del film