Magazine Sabato 8 giugno 2002

Sono tornati gli anni '80

Magazine - “Sono tornati gli anni 80’!” questa esclamazione lanciata sotto forma di un urlo disumano svegliò Elisa prima del solito, ancora avvolta nel torpore del sonno ci mise un poco a mettere a fuoco sua sorella mentre frugava carponi nell’armadio, quasi volesse esserne ingoiata.
Era abituata alle stranezze di sua sorella, ma per quanto strana fosse non si era mai alzata cosi presto di domenica mattina.
Sparse per terra c’erano una quantità inverosimile di riviste di moda di ogni genere, formato e peso specifico.
“Accidenti la mamma deve aver dato via tutto", disse la sorella rivolta ad un immaginario interlocutore, "io lo dico sempre che deve lasciar stare la mia roba!"

In realtà “è colpa della mamma” era il solito leit motiv quando sua sorella non trovava qualcosa, ma la mamma incriminata di solito non c’entrava proprio nulla, era lei che stufa dei vestiti già dopo due settimane li accumulava in pile informi nell’armadio fino a quando, obbedendo quasi ad una legge fisica, il contenuto superava in volume il contenente e l’armadio esplodeva.
"Ma quella roba l’hai già buttata via da dieci anni" azzardò Elisa da sotto le coperte.
Credo che se in quel momento si fosse confrontato lo sguardo di Erode mentre uccideva innocenti con quello di sua sorella, il primo sarebbe risultato molto più magnanimo.
“Zitta tu, cosa vuoi ricordarti, svanita come sei!” e si rituffò annaspando nella ricerca affannosa.

Quando Elisa lasciò la camera per andare a fare colazione, la sentì borbottare come in un rosario che potesse lenire le pene della sua anima di “fashion victim”. Dorato permanente, scarpe a punta, dorato permanente, scarpe a punta, dorato permanente…
Ogni tanto dalla loro camera provenivano urla del tipo ”accidenti nemmeno le spalline imbottite!” e la mamma che nel frattempo l’aveva raggiunta, ”ma tesoro ti ricordi, me l’avevi suggerito tu. Trovandolo come consiglio in una rivista femminile, avevamo riciclato le spalline come semplici e divertenti presine da regalare a natale”.
“Aaaaaaaarghhhh!” di risposta, poi un momento di silenzio e…”Dove sono le presineeee!!!!?”
La sorella di Elisa si definiva ”trentenne in carriera”, in realtà la “carriera” consisteva nelle relazioni con il pubblico per un noto centro estetico cittadino, insomma fissava appuntamenti, riceveva i clienti e si occupava di smistarli nelle apposite salette e cose di questo genere.
Aveva trovato questo lavoro in virtù del suo glorioso passato da Miss, vincitrice del concorso culetto d’oro quando aveva due anni, premio miglior sosia di Barbie durante il carnevale 1975 alle elementari, e premio ragazza della porta accanto al concorso di bellezza condominiale.

Ormai era in lacrime, si sentivano solo sommessi singhiozzi ed ogni tanto ”le mie colleghe si saranno già adeguate, leggiamo tutte gli stessi giornali per tenerci informate. Pensa per batterle sul tempo ieri sono andata, singulto, all’edicola che, singulti, sta aperta tutta la notte e, singulto, ho comprato le riviste appena uscite alle quattro del mattino, singulto, tutte quelle che, soffiata di naso, avevano notizie sul guardaroba nel cambio di stagione, sospiro e sibilo.
In realtà la sorella di Elisa aveva già speso tutto lo stipendio percepito due settimane prima in un sistema dvd dolby sorround con sedici casse e predisposizione per l’idromassaggio plantare, ma vuoi mettere sosteneva lei quando guardi vacanze di natale in dvd fa tutto un altro effetto, poi in fondo sono solo altre 132 rate!

Non si aspettava certo il colpo basso che il suo punto di riferimento, la sua luce, la sua ragione di vita, il mondo della moda, le avrebbe inferto. Sono stata tradita dove sono i pantaloni alla pescatora? Ed i quadretti vichy? Lo sanno tutti che il minimalismo è morto e sepolto, ma la tendenza sembrava quella di rivalutare solo alcuni aspetti degli “Eighties” in una interpretazione personale, e non cambiare tutto radicalmente in questa maniera.
Elisa si stupì, l’unico discorso in cui sua sorella aveva azzeccato tutti i congiuntivi/verbi, l’aveva fatto su questo argomento.

Colpita da non so quale folgore di consapevolezza, la sorella di Elisa planò come una furia alata sulla sua colazione, facendo volare via con un gesto dell’ampia manica della camicia da notte tutti i cereali che Elisa stava religiosamente accumulando per unirli alla frutta fresca e mangiarseli.
Ho trovato, disse avvolta in una nuvola di cereali, e tu verrai con me. E c’era tanta risolutezza in quel dito ossuto e in quell’unghia laccata pervinca shock n°35, che la indicavano, che Elisa annuì senza nemmeno pensare di rifiutare.

di Daniela Carucci

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