Magazine Domenica 18 agosto 2013

La collezionista di profumi proibiti

Magazine - Bel libro. Coinvolgente ed emozionante senza voler essere strappalacrime, con una perfetta ricostruzione ambientale di luoghi, modi e costumi dell’epoca. Eh sì, signori, perché dell’epoca si deve dire. Infatti La collezionista di profumi rari di Kathleen Tessaro (Newton Compton, 2013, pag 375, 9,90 Eur) è un ottimo romanzo ad ambientazione vintage che riesce a riportarci con tranquilla capacità indietro nel tempo.

Perfettamente calibrata l’atmosfera anni Venti del Warwick, l’hotel di lusso americano - ricordiamo che era l’epoca sfrenata del Proibizionismo - con la sua variopinta clientela fatta di attori, registi, musicisti, alta finanza, nobiltà europea, quella europea anni Trenta del godereccio Hôtel Hermitage di Montecarlo e dell’effervescente capitale francese, semi-annichilita invece nei primi anni quaranta durante l’occupazione tedesca.

La campagna inglese, anni Trenta, con ancora le ferite aperte dalla prima guerra e Londra della haute, anni Cinquanta sono quasi da manuale, come è viva, palpabile la contemporanea spinta di rinascita in atto a Parigi, la grande Ville Lumière. Storia, direte quindi. Sì, la storia s’insinua abilmente, con squisita educazione, tra le pagine.

Una lettera che viene dalla Francia fa riaffiorare il mistero di un incredibile passato. Grace Munroe, inglese di ottima famiglia, ventisettenne, coniugata non troppo felicemente con un giovane leone rampante in politica, vede rompere la monotonia delle sue inutili giornate tutte uguali, spese tra ricevimenti e tè benefici, da una lettera di un affermato studio legale parigino che contiene un biglietto aereo e le comunica di essere l’erede di una certa Madame Eva d’Orsey. Lei, che non conosce e non ha mai sentito nominare Eva d’Orsey, telefona a Parigi, immaginando un’omonimia, un errore. Ma l’avvocato Tissot non ha dubbi: l’eredità è sostanziosa e l’erede designata è proprio lei.

Il suo viaggio in Francia, che la immergerà in una gaia atmosfera parigina, con abitudini, odori e sapori ben diversi da quelli inglesi, e la premurosa guida del legale incaricato di espletare le pratiche della successione, le dà modo di scoprire i primi misteriosi frammenti della personalità della sua benefattrice.

Esiste un preciso legame personale e commerciale con la Hiver, la più importante azienda di profumi francesi. Ma perché Madame d’Orsey, ricca cinquantenne ammalata ha deciso di lasciare tutto il suo notevole patrimonio a una giovane inglese? Poteva essere un’amica di famiglia? Un frammento di giornale con un indirizzo ritrovato nel suo stupendo appartamento di Place de Vosges che fa parte dell’eredità, le permette di arrivare a un vecchio negozio di profumi della rive Gauche, sopra il quale abita ancora Madame Zed, una fuoruscita della rivoluzione russa. Da lei apprende che Eva d’Orsey aveva lavorato per anni in quel negozio come musa ispiratrice e più di André Valmont, il miglior creatore di profumi francesi, ebreo e morto a Dachau…

Madame Zed conosceva bene la morta. Sa tutto di lei. Giorno dopo giorno, pazientemente, Grace Munroe potrà ricostruire i particolari della vita di Madame d’Orsey, di quando adolescente faceva la cameriera in America, o quando poco più che ventenne il suo pigmalione, il lord inglese, l’aveva trasformata in stella luminosa dell’alta società. Una vita di tradimenti, di amori impossibili, di vendette, di tenerezze precluse, inappagabili e di compromessi che solo la morte ha consentito di rivelare. E il ricordo indimenticabile e incancellabile di un inebriante profumo: Ce soir, che le svelerà gli ultimi imprevedibili segreti, cambierà il suo futuro per sempre.

di Patrizia Debicke van der Noot

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