Magazine Mercoledì 14 agosto 2013

«Mi sento inferiore ai miei coetanei». La posta del cuore

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Magazine - Cara Antonella,
ti scrivo perché ho un problema di amicizia. Sono una ragazza di 26 anni e sono senza amici. Ti spiego meglio. In passato ho avuto molti e alcuni gravi problemi familiari e personali (solo per farti alcuni es. drop out, presunta depressione e cure psicologiche e psichiatriche, grave lutto familiare, uso di droghe durante l'adolescenza) sino circa all'età di 20 anni quando finalmente sono riuscita a chiudere una relazione sentimentale malsana e ho deciso di iscrivermi all'università. Attualmente sono laureata e sto cercando lavoro nell'ambito che desidero e per cui ho studiato, ho una relazione con una persona fantastica e sono seguita da uno psicologo molto in gamba.

Si potrebbe dire che sono una ragazza normale esternamente come tutte le altre, invece soffro molto perché mi sento molto sola e incapace di instaurare relazioni positive e durature nel tempo con gli altri. Prima uscivo con conoscenti solo per paura di rimanere da sola poi ho preferito interrompere queste relazioni poco produttive. In università avevo conosciuto delle ragazze come me, con i miei interessi, mi sentivo finalmente di essere al loro pari e non sempre al di sotto, ma poi, non capisco come mai, si ripete sempre lo stesso epilogo: cominciamo a frequentarci come amiche, sembra vado tutto bene, io sono la persona più contenta ma poi per un motivo o per l'altro queste persone si allontanano da me, è come se io cercassi di rincorrerle e loro sfuggono. Perché? Non mi sento alla loro altezza? Vorrei tanto capire il motivo di fondo di questo problema per poterlo risolvere.

Non mi sento una persona problematica: i miei disagi sono riuscita a superarli nel tempo e con tanta sofferenza, sono una persona forte e nonostante le avversità vado avanti, ho imparato a lottare. L'unico motivo di questa mia difficoltà relazionale lo imputo a una sorta di senso di inferiorità nei confronti delle mie coetanee, mi sembra che con i tutti i miei gravi 'problemi' che ho dovuto affrontare di essermi persa le varie tappe dell'amicizia e del resto, io non ho mai avuto un'amica del cuore per esempio. E poi attualmente altra nota negativa è la mancanza di lavoro e la conseguente ristrettezza economica che mi limita molto. Tu cosa ne pensi di tutto questo?
Grazie in anticipo della risposta,
incantevole

Cara incantevole,
Mi vengono in mente un paio di ipotesi, dovrai vedere da te se almeno una è quella giusta. Certo che se mi avessi scritto che ne pensa lo psicoterapeuta avrei avuto più dati. Descrivi bene la tua situazione, ma non parli delle interazioni.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che semplicemente tu non conosca ancora i codici della comunicazione tra coetanei, quindi commetta ingenuità che potrebbero essere: aprirti troppo o troppo presto; spaventare le ragazze con il tuo vissuto senza aver prima dato prove del tuo equilibrio nuovo; affrontare argomenti impegnativi e magari mancare di quella leggerezza indispensabile. Sono solo esempi che dovrai interpretare con una revisione dei tuoi comportamenti.

La seconda ipotesi è che, malgrado il tuo senso di inferiorità, il tuo passato di fatto ti renda superiore alle coetanee e, anche se non lo esprimi, sia facilmente leggibile. Insomma: che percepiscano la tua diversità. Che, attenta, è un bene prezioso. Uniformarsi a ogni costo non è un bene, ti impoverirebbe intellettualmente e emotivamente: credo che concordiamo sul fatto che il tuo vissuto problematico abbia rappresentato anche un arricchimento. È possibile che tu non senta una distanza che oggettivamente c'è.

In entrambi i casi il mio suggerimento è: silenzio e ascolto. Partecipare e esprimere opinioni solo su argomenti neutri o sui problemi delle altre e, se ritieni necessario usare degli esempi, parla di terze persone, non di te. Impara la leggerezza di cui ho scritto sopra, evita di dare l'impressione di dipendere dalle nuove amiche, rifiuta qualche invito, non uscire ogni volta che ti chiamano. E soprattutto impara i codici di comunicazione, possibilmente con una certa spontaneità.
Mi chiedo se tu ne abbia parlato con il tuo ragazzo. Un confronto onesto potrebbe servirti.
Ciao incantevole, puoi farcela e lo sai. È l'ultimo traguardo, sai anche questo.

di Antonella Viale

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