Magazine Lunedì 12 agosto 2013

Il diario segreto del conte di Montecristo di Tom Reiss. La recensione

L'isola di Montecristo

Magazine - È da poco uscito Il diario segreto del conte di Montecristo di Tom Reiss (Newton Compton, 2013, 9,90 Eur). Questa la dettagliata scheda libro. L’autore: Tom Reiss è un giornalista e scrittore americano, autore del best seller internazionale L’orientalista, che, con questo testo, ha vinto l’edizione 2013 del Premio Pulitzer (biografie e autobiografie).

Reiss ha soggiornato lungamente in Francia e, per svolgere ricerche in archivi militari e musei, ha sfidato le distruzioni operate da rivoluzioni e guerre, poi, finalmente è riuscito ad accedere ai preziosi documenti inediti custoditi da Elaine, bibliotecaria del Musée Alexandre Dumas di Villers-Cotterêts, dedicato alla storia dei tre Dumas. La donna era morta senza rivelare la combinazione della sua cassaforte.

Solo la sua tenacia e la complicità dell’intelligente sindaco della cittadina, che l’ha fatta forzare e gli ha messo a disposizione il contenuto per il tempo necessario a fotografarlo, hanno avuto ragione del destino. La vita e la storia privata del generale nero poteva tornare finalmente alla luce.
Quasi un thriller che ha trasformato Reiss in detective. Altro che biografo tradizionale!

Il libro è una biografia tanto ben romanzata da meritare il titolo: Il diario segreto del vero conte di Montecristo, è un’ardita ricostruzione della vita, delle avventure dell’uomo che ispirò tante pagine della scrittura di Alexandre Dumas.

La schiavitù, il conte nero, la rivoluzione, una carriera fulminante e la gloria ma alla fine la disgrazia e il tradimento, queste le cinque parti della storia del grande generale nero della rivoluzione francese, Alex Dumas, padre di Alexandre Dumas père e nonno di Alexandre Dumas fils, nato a Santo Domingo nel 1762 e morto di cancro a Villers-Cotterêts nel 1806, lasciando un orfano di neppure quattro anni e la famiglia in precarie condizioni economiche.

Il grande uomo che con i suoi anni di prigionia nel Sud dell’Italia - era stato catturato mentre tornava dalla campagna d’Egitto - ha ispirato la figura di Edmond Dantès in Il conte di Montecristo, uno dei capolavori di Alexandre Dumas père, era un valoroso cavaliere mulatto, bello, alto, imponente (più di un metro e ottantacinque quando l’altezza media era venti centimetri meno) e fu il primo dei tre Alexandre della famiglia (il terzo fu l’autore della celeberrima La signore delle camelie).

Alex Dumas (vero nome Thomas Alexandre Davy de La Pailleterie) era nato nella colonia francese di Saint Domingue nel 1762. Era figlio di uno spregiudicato aristocratico, il marchese de la Pailleterie, e di una bella nera, Cessette Dumas. Battezzato Thomas Alexandre, era appena un ragazzo quando il padre lo vendette per pagarsi il viaggio di ritorno in patria. Nel giro di sei mesi però il marchese lo riscattò dalla schiavitù e lo fece portare in Francia, dove lo riconobbe e gli permise di crescere nel lusso a Parigi come suo erede, l’aristocratico conte Davy de La Pailleterie, affidandolo ai migliori insegnanti e maestri di scherma.

Era un’epoca illuminata in cui la Francia promulgava una serie di leggi all’avanguardia che gridavano l’uguaglianza tra gli uomini e la libertà per gli schiavi negri. La Rivoluzione benedirà e sancirà il principio, mentre il primo impero rimetterà senza scrupoli i negri in catene.

Ma il marchese padre spendeva troppo, il patrimonio familiare era agli sgoccioli e i creditori alle porte.
Il giovane mostrò carattere e, sfidando il volere paterno, rinunciò a trine e velluti, ripudiò il suo cognome e servendosi di quello della madre (Dumas) si arruolò per otto anni nei dragoni come soldato semplice. Aveva dato il via al suo luminoso futuro nell’esercito. Le sue successive prodezze e le sue azioni in combattimento, molte al fianco di Jean-Louis Espagne, Louis-Chrétien Carrière de Beaumont e Joseph Piston tutti destinati a diventare generali dell’impero, gli valsero encomi e promozioni sul campo, esaltate dalla fervida memoria del figlio nei personaggi dei Tre moschettieri.

Era l’epoca tormentata e sanguinosa del progressivo disgregarsi della monarchia. Con il crudele trionfo della rivoluzione francese, Dumas, riuscendo miracolosamente a tenersi ai margini del Terrore, fu nominato colonnello, poi generale. A trentadue anni alla testa di 53.000 uomini guidava la possente Armata delle Alpi.

Poi fu la volta dell’Italia con Napoleone, contro gli Austriaci. Quindi l’Egitto, come comandante della cavalleria ma la diversità di vedute con Bonaparte su come condurre la campagna gli provocò i primi problemi. Dopo la disfatta della flotta francese a Abukir, il suo tentativo di riguadagnare la Francia fu vano. Imprigionato dai borbonici e gettato in una segreta italiana, tornò in libertà solo dopo tre anni.

Ma la sua carriera era finita. Da ardente repubblicano non poteva approvare la politica imperialistica di Napoleone, cosa che provocò il suo congedo dal servizio. E la politica napoleonica mirava a ingraziarsi le nazioni schiaviste. Tutte le buone leggi che promettevano uguaglianza e libertà venivano abbattute una dopo l’altra come fuscelli. Ormai Alex Dumas, l’uomo straordinario, il modello ideale di un protagonista moderno, era costretto a vivere confinato nella sua casa. Solo la nascita di Alexandre nel 1802, venne a rallegrare i suoi ultimi anni di vita.

Un personaggio grande, forse scomodo, ma che non meritava di essere dimenticato dalla storia e dagli uomini (la sua statua eretta a Parigi solo nel 1913, probabilmente vittima del razzismo nazista, fu fatta distruggere nell’inverno 1941-42).
Un applauso a Tom Reiss per avercelo fatto ricordare.

Una curiosità che merita una menzione. Lo zio di Alex Dumas, Charles Davy de La Pailleterie usava per i suoi commerci, che comprendevano anche il traffico di schiavi, un porto su un’isola di fronte a Santo Domingo in territorio neutrale a cavallo del confine tra la colonia francese e quella spagnola. L’isola era chiamata Montecristo.

di Patrizia Debicke van der Noot

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Oggi al cinema

Calcutta Tutti in piedi Di Giorgio Testi Musica 2018 6 agosto 2018. Calcutta riempie l’Arena di Verona con un sold out annunciato mesi prima. La serata che ha emozionato 13.000 persone si trasforma in un evento cinematografico per tutti quelli che avrebbero voluto esserci.Calcutta - Tutti... Guarda la scheda del film