Magazine Mercoledì 17 luglio 2013

Addio a Vincenzo Cerami. È lutto nel cinema

Magazine - È un altro pezzo del cinema italiano che se ne va. Si è spento oggi a Roma, a 73 anni, lo sceneggiatore Vincenzo Cerami, autore di alcune pagine memorabili del nostro cinema degli ultimi quarant'anni.
Sua la scrittura dietro a un film premio Oscar come La vita è bella (1997), giudicato dall'Academy miglior film straniero nel 1999 per la mano dietro alla macchina da presa di Roberto Benigni: Cerami, pur candidato, non si portò a casa la statuetta, ma senza quella storia sempre in bilico tra riso amaro e tragedia, è difficile pensare a un'affermazione tanto netta dell'istrione toscano.

Allievo di Pier Paolo Pasolini (del quale fu aiutante alla regia e di cui sposò la cugina), Cerami debutta come scrittore come un romanzo diventato simbolo di una certa Italia, Un borghese piccolo piccolo (1976) ritratto impietoso di un manierato travet ministeriale e della sua caduta nella più animalesca e brutale violenza. Ne uscì immediatamente un film di successo di Mario Monicelli con Alberto Sordi.
Nel frattempo Cerami macinava la scrittura per pellicole di genere: dopo il debutto dietro alla macchina da presa al fianco di Pasolini, Cinecittà voleva i western. E la penna di Cerami sapeva darglieli: Il pistolero dell'Ave Maria, L'odio è il mio Dio, Il pistolero cieco.

Poi, sulla scorta del successo letterario e del film di Monicelli, arrivano gli anni Ottanta e la collaborazione con Marco Bellocchio, Gianni Amelio, Giuseppe Bertolucci, Ettore Scola. E Benigni, l'istrione con cui nel 1988 dà vita al Piccolo diavolo. Seguirà un sodalizio ventennale, tra gli spettacoli di TuttoBenigni e le sceneggiature per il cinema, da La vita e bella fino all'ultimo La Tigre e la neve (2005).

«Ragazzi, leggete Don Chisciotte», ci aveva detto l'ultima volta che l'abbiamo incontrato a Genova.

Da tempo malato, Cerami appena un mese fa ai David di Donatello era stato insignito di un premio alla carriera.

di Matteo Paoletti

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