Magazine Martedì 16 luglio 2013

«Mi piace il fidanzato di mia figlia. Che fare?». La posta del cuore

Una cougar in azione nel film American Pie

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Ciao Antonella,
sono M e ho 45 anni
. Ho deciso di scriverti perchè sto vivendo una situazione alquanto imbarazzante tra le mura domestiche e non so proprio con chi confidarmi.

Nonostante non sia più nel fiore degli anni sono ancora una bella donna, attraente e sportiva, sono contenta di esserlo anche perché da un certo punto di vista me lo sono guadagnato, vado in palestra tre volte a settimana da vent'anni e sto molto attenta a quello che mangio.

Da un po' di tempo a questa parte sto ricevendo diverse attenzioni da un ragazzo molto più giovane di me e nonstante io sia felicemente sposata, la cosa non mi dà fastidio, anzi la trovo molto eccitante, mi riscopro giovane e perché no, desiderata.
Il problema è che il ragazzo in questione ha 25 anni e si vede da qualche mese con mia figlia, che ha 5 anni meno di lui.

Le prime volte che l'ho visto, mi è piaciuto subito; alto aitante e dallo sguardo magnetico, ma non ho mai provato attrazione per lui, fino a quando non ha cominciato a guardarmi maliziosamente.
Subito pensavo fosse una mia impressione anche se di solito non mi sbaglio mai, come in questa situazione.., (sai come funziona il sesto senso femminile) ma poi senza neanche accorgermene ho cominciato a contraccambiarlo con sguardi e sorrisini ammiccanti tanto che adesso posso tranquillamente dire di essermi presa una cotta per lui.

Mi sento in colpa nei confronti di mia figlia perché so che sta con un ragazzo che non la merita e che allo stesso tempo io desidero.
La situazione mi sta sfuggendo di mano, non so proprio cosa fare, forse dovrei cercare di impedirgli di invadere la nostra intimità familiare, ma l'idea di non vederlo più mi spaventa, perché grazie ai suoi sguardi mi fa sentire viva come quando ero ragazza.
Cosa devo fare?
Grazie,
M.

Cara M,
usi nomi e dati con troppa disinvoltura, al contrario di tutti gli altri, che hanno paura di essere riconosciuti, quindi li ho tolti.
Mi è già capitato di farlo e scoprire che, altrimenti, sarei stata l'inconsapevole e ingenua latrice di messaggi trasversali. Tu ti riconoscerai di sicuro.

Ti trovi a appartenere a una categoria etichettata in modi diversi con il passare dei decenni: nave scuola, Mrs. Robinson, milf e questo mi dispiace, perché gli uomini possono fare la stessa cosa e, se mai, si prendono le congratulazioni di amici e colleghi. Quindi sarei dalla tua parte.

Non c'è niente di sorprendente in quello che ti succede, infatti succede da sempre. Casomai mi viene da pensare che ti annoi un tantino, tra palestra e controllo chili e che un poco di attività intellettuale e sociale non troppo frivola ti farebbero bene. Pensaci.

Quello che devi fare lo sai benissimo: giù le zampe dal ragazzo di tua figlia, il mondo e le palestre sono pieni di giovani uomini interessati a relazioni con donne adulte, devi solo guardarti intorno.
Ma questa cotta malsana, che puzza di competitività, deve finire subito. E tua figlia non deve sapere, il ragazzo non deve essere allontanato; allontanati tu, invece di stargli addosso a ricevere e ricambiare sorrisi.

Non intrometterti, non vendicarti a fin di bene: tua figlia deve crescere da sola e sbagliare e soffrire come tutte.
No, non sono indulgente e comprensiva come al solito, perché questa mail trasuda ipocrisia e non mi convince.

Sì, capisco che forse avresti avuto bisogno di essere portata per mano alla consapevolezza dell'enormità che stai facendo a tua figlia. Invece la consapevolezza te la do con un bello scossone: a 45 anni è obbligatorio essere cresciute.
L'amore materno non è né scontato, né obbligatorio, il senso di responsabilità sì.

Rileggiti, non sentirti in colpa, ma assumiti le tue responsabilità e renditi conto.
Capisco la tua fragilità, ma non voglio giustificarla perché c'è di mezzo tua figlia, che dovrebbe essere una priorità.
Coraggio,

di Antonella Viale

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