Concerti Magazine Lunedì 27 maggio 2002

Il Koto del Chiossone

Negli ultimi tempi pare che la parola “Giappone” sia solo sinonimo di “Mondiali di calcio” pertanto, già coinvolti nell’ebbrezza estatica pallonara, sovrapponiamo con estrema facilità il Sol Levante a Nakata, ai dubbi amletici Totti-Del Piero e a samurai rigorosamente vestiti in tuta Adidas.
Per fortuna a Genova esiste un bellissimo (ma non sempre (ri)conosciuto) Museo D’Arte Orientale (il Chiossone) che, grazie alla sua mirabile collezione, ci ricorda una realtà più consona alle tradizioni e alla storia di quel Paese.

Proprio all’interno di questa suggestiva cornice, sabato 25 maggio, s’è tenuto un concerto di musica giapponese: un’occasione pressocché unica per tutti gli appassionati di cultura nipponica e non solo.
Protagonisti due cordofoni, assai famosi nella storia della musica asiatica: il koto (una sorta di cetra a 13 corde con ponticelli mobili, suonata orizzontalmente) e lo shamisen (strumento a tre corde pizzicato da un plettro di grandi dimensioni, simile ad una spatola da stuccatori).
Due le musiciste impegnate nella performance, Maho Takasu e Noriko Ota Zallio, assai conosciute in Giappone per la loro attività di concertiste.

Come tutta la musica che proviene al di fuori dei nostri confini occidental-acustici, anche quella nipponica non è di facilissima assimilazione: richiede un orecchio allenato e notevoli aperture mentali, eppure non s’è trattato affatto di un evento minoritario: la sala principale del Chiossone, adibita ad auditorium, ha registrato il tutto esaurito con qualche posto improvvisato per terra o sugli scalini.

Il repertorio spaziava dalla produzione classica (due i brani di Yatsuhashi Kengyo, compositore del Seicento, quasi coevo del nostro Monteverdi) a quella contemporanea con qualche puntata nel melos popolare (Nihon no Warabeuta di Fuji Bondai). Ci sono stati alcuni momenti di virtuosismo quando Noriko Ota Zallio sembrava quasi improvvisare scale modali su una trascrizione di canzoni per l’infanzia (Hanetsuki).
La curiosità del pubblico, alla fine, è riuscita a conquistare le due interpreti che, con la cortese disponibilità tipica dei giapponesi, hanno addirittura consentito a qualcuno di pizzicare le corde dei loro koto. Non succede tutti i giorni.

Riccardo Storti

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

In the mood for love Di Wong Kar-wai Drammatico Hong Kong, Francia, 2000 Un uomo e una donna a Hong Kong, nel 1962: storia dei brevi incontri ritrosi tra Chow Mowan e Su Lizhen, vicini di casa che scoprono casualmente che i rispettivi coniugi sono amanti e inscenano, come in una prova, le rispettive rivelazioni.... Guarda la scheda del film