Magazine Sabato 13 luglio 2013

Il Vaticano paese ospite d'onore al Salone del Libro 2014

Una delle sale della Biblioteca Vaticana

Magazine - Dopo il Cile, la Santa Sede: nel 2014 Città del Vaticano sarà il paese ospite d'onore al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma al Lingotto dal 8 al 12 maggio 2014.
Dopo la partecipazione alla Biennale di Venezia con un proprio padiglione, con questa mossa lo Stato Pontificio realizza un altro scarto con la tradizione: nonostante la Santa Sede, da millenni, conservi un patrimonio bibliotecario e documentale imponente (per quanto spesso poco accessibile e in larga parte conservato presso la Biblioteca Vaticana), è la prima volta che lo Stato Pontificio partecipa a una fiera del libro.

Così, nel nuovo corso impresso alle cose vaticane dall'elezione di papa Francesco, anche l'atteggiamento nei confronti del mondo della cultura sembra cambiare. Con un occhio di riguardo al mercato, ché la Fiera del Libro è un'occasione di conoscenza, ma anche di business.
Come da tradizione il Vaticano, in quanto paese ospite d'onore, sarà presente al Salone di Torino con un proprio stand nel quale offrire una panoramica delle proprie proposte editoriali, delle eccellenze artistiche e culturali: non mancheranno reading, convegni, dibattiti e tavole rotonde. Il programma, sottolinea il presidente del Salone Rolando Picchioni, «Sarà messo a punto da un Comitato presieduto dal cardinale Gianfranco Ravasi, che lavorerà per declinare l'immensa storia culturale e spirituale della Chiesa».

«Abbiamo appena ammirato reperti straordinari come i papiri che ci ricordano come la scrittura e il libro abbiano radici antichissime e stabiliscono un legame diretto fra il Salone di Torino e civiltà molto lontane nel tempo - ha spiegato il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, in occasione della visita al cantiere di restauro del Museo Egizio - Qui all’Egizio monsignor Ravasi tenne nel dicembre 2011 una magnifica lezione magistrale sugli scarabei sacri».

Annunciando la partecipazione al Salone del Libro 2014, Bertone ha parlato di «gioia della Santa Sede per questa straordinaria manifestazione», sottolineando il ruolo determinante assunto dalla Chiesa nei secoli per conservare (ma non sempre per diffondere) il patrimonio librario e culturale dell'umanità: «Proprio ieri abbiamo celebrato la festa di San Benedetto - ha continuato il prelato - Grazie agli amanuensi del suo ordine monastico, salvò il patrimonio di cultura dell’antichità greca e romana, e con pazienza e dedizione ci ha tramandato i testi non solo della religione cristiana ma anche di un’altra religione del Libro come l’Islam».

«Che la prima volta della Città del Vaticano al Salone Internazionale del Libro coincida con il Pontificato di un Santo Padre di origini piemontesi – ha sottolineato il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota - costituisce un evento doppiamente eccezionale e straordinario. Sono orgoglioso di poter vivere questo evento storico come Presidente del Piemonte e sono sicuro che il territorio di origine della famiglia di Papa Francesco saprà come sempre essere all’altezza della situazione».

Il sindaco di Torino, Piero Fassino, inscrive la presenza del Vaticano al Salone del libro come tassello di un mosaico più complesso, in vista della riapertura del Museo Egizio e delle celbrazioni per il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco: «Il Vaticano è sì uno Stato, ma parla a nome della Chiesa universale: pensiamo a come le tre grandi Religioni del Libro siano unite proprio dalla centralità che riconoscono a questo strumento di trasmissione e conoscenza del pensiero. La presenza del Vaticano al Salone farà da ponte a un 2015 in cui – oltre alla riapertura del Museo Egizio – Torino celebrerà i duecento anni dalla nascita di Don Bosco e i 130 dalla nascita di don Giacomo Alberione, fondatore delle Edizioni Paoline».

Durante la conferenza stampa, non è mancato un riferimento a Papa Francesco e alla concreta possibilità di una sua visita al Salone. Spiega il segretario di Stato Bertone: «Le iniziative culturali promosse dal cardinal Ravasi, testimoniate dal grande successo riscontrato dal padiglione vaticano alla Biennale di Venezia e dagli incontri del “Cortile dei Gentili”, sono state lanciate sotto il pontificato di Benedetto e sicuramente aumenteranno con la creatività di Papa Francesco. Non ne ho ancora parlato esplicitamente con lui nei nostri frequenti confronti, ma credo che, con tutti questi elementi, una visita alle sue terre d’origine si possa prevedere. Vorrà dire che gli prepareremo la bagna caoda e costruiremo tutti gli eventi al meglio».

di Matteo Paoletti

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