Magazine Mercoledì 3 luglio 2013

«Mi ha tradita e l'amante è incinta». Lo psicologo risponde

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Magazine - Buongiorno,
cercherò di riassumere in breve. Io ho 38 anni, mio marito 44.
A dicembre mio marito, dopo 12 anni di coppia, ha iniziato a tradirmi con una amica appena separata per la quale ha sempre avuto un piccolo debole.
Lui ha sempre ma dico sempre negato tutto, anche ora dopo che ho scoperto la cosa. Proprio non se ne parla.

Mi ha fatto passare per gelosa paranoica, visionaria, accusata di avere io una relazione e tutto quello che ci va quando fai qualcosa di sbagliato.
Chiaramente dopo 12 anni insieme saprei dire anche esattamente il momento in cui ha iniziato. Sono cambiate abitudini, orari e tutto quello che ci va. Non lo ho mai accusato direttamente in quanto mi fidavo ciecamente di lui e pensavo di essere esagerata e offenderlo nella mia poca fiducia.

Il fatto che prima che lui iniziasse la relazione, o poco dopo la avesse iniziata, avevamo parlato di noi e di quello che mancava... lui aveva scaricato tutto su di me e io mi ero impegnata a rimediare sentendomi tremendamente in colpa. Avevamo insomma affrontato il problema. Questo però non ha impedito la cosa.
Ho passato mesi tremendi vedendo mio marito che riusciva a distreggiatrsi tra le cose ma trascurando comunque a livello gestuale e verbale me.

Un giorno a forza di indagare ho trovato la mail incriminante. Le dice che l'amava che meritava il primo posto nella sua vita, che mancava, che non dormiva la notte pensando di fare l'amore con lei e tutto quello che ci va. Premetto che la nostra vita sessuale è sempre stata molto intensa anche prima del tradimento. Durante il tradimento non ha comunque subito variazioni.

Dopo aver letto la mail ho telefonato a lei e l'ho mandata a quel paese anche se in modo più colorito e ho telefonato a mio marito dicendo che tutto era finito.
Lui è andato in crisi, ha telefonato alla sua ex amante lasciandola subito. L'unica cosa che mi ha detto è che è stato uno scivolamento ma ha sempre asserito di non essermi stato infedele. Li per lì ci avevo creduto anche perché la sua ex amante aveva detto che erano solo buoni amici. Chi potrebbe mentire a quel punto?

Dopo circa un mesetto vedo sul suo cellulare un messaggio in segreteria dell'ex amante. Lo ascolto e lei è li che piange disperatamente con il conforto di un amico chiedendo a mio marito di chiamarla e viene fuori che a metà febbraio ha abortito. Non ho mai saputo se mio marito sapesse o meno della cosa. Non mi pareva dalla faccia che ha fatto ma come credergli?
Mai avrei pensato che fosse così bravo a mentire. Dopo che gli ho detto di questa telefonata non abbiamo più parlato della cosa. Ha troncato ogni rapporto con questa persona.

Con me è diventato gentilissimo come mai lo era stato e mi cura e coccola come non mai.
Chiaramente per me non è facile. Non so capire il perché? Lui non ne parla, cambia discorso se c'è un piccolo accenno anche indiretto e addirittura mi chiede come mai sono così in questo periodo. Non so se mi sta prendendo in giro o cosa. Ora dice che vuole stare solo con me e il nostro bambino.

Non ho potuto parlare con nessuno di questa cosa, me la sono tenuta per me. Sono dimagrita 7 kg e ho le angoscie continue. Dubbi continui.
Lei cosa ne pensa. È stata veramente un parentesi tra i nostri problemi di coppia stagionata divisa da mutui, figli, problemi? È vero che ha troncato però ha detto all'altra ti amo e meriteresti di essere al primo posto e chissà cos'altro a voce. Che pensare? Ne parlissimo almeno ma lui è proprio chiuso.
Mi può aiutare? Non capisco più nulla. So che voglio stare con lui ma ogni volta che lo vedo penso a quando andava con l'altra e io a casa ad aspettarlo fiduciosa.
Grazie

Buongiorno moglie (tradita) di 38 anni.
Cosa ne penso? Penso che forse lei si pone delle domande riguardo al passato mentre invece dovrebbe chiedersi come sarà il futuro.
Penso che a volte le cose capitino senza che vi sia una premeditazione o un progetto o una particolare motivazione. A volte capitano e basta. E non ci sarebbe niente da dire se non fosse che, ci sono dei casi in cui, anche se non c'è una vera intenzione o consapevolezza di farlo, qualcosa si rompe. E ciò che si rompe a volte si puo aggiustare ed altre volte no.

Non sono neanche sicuro che si riesca sempre ad  aggiustare così bene quel qualcosa da farlo sembrare come, o anche meglio, di prima.
Eppure, questo è quello che bisognerebbe cercare di fare. Aggiustare, ricostruire, ricreare.
Alcune volte funziona, funziona davvero. Ma non avviene per caso e nemmeno se si fa finta che non sia successo niente. Bisogna metterci impegno.

Perché, all'interno di un rapporto di coppia un tradimento è un segnale, un segnale che non sempre ha un epilogo negativo ma che, di sicuro, si presenta come una incrinatura nel rapporto. Incrinatura che, a seconda dei casi, può essere piu o meno fatale e che, come tale, va affrontata e, se possibile, superata. Cosa che, a volte, può persino portare a sviluppi più positivi del previsto.
Ma, appunto, va affrontata, capita, elaborata da entrambi. Anche se in modi diversi e con ruoli diversi.

Dunque non mi soffermerei sul come e quando e perché è avvenuto il tradimento ma vorrei fare una riflessione su come e sopratutto su chi deve cercare, se vuole, di riaggiustare cio che si è, in qualche modo, rotto. Prima che si rompa davvero del tutto.
E sto parlando della fiducia.

Ecco io penso che (ma più precisamente dovrei dire la teoria clinica che seguo mi fa dire...che) all'interno di una coppia che vive all'alba del terzo millennio ci deve essere una grande condivisione e più fiducia e complicità di quanta non ne fosse necessaria in passato, per poter affrontare le sfide della convivenza.
E da quello che lei scrive, mi sembra che, a questo punto, dopo questa rivelazione, tra lei e suo marito quello che davvero deve essere ricostruita è proprio la condivisione, la fiducia e la complicità. Se possibile. E per fare questo non credo proprio che basti metterci una pietra sopra e fare come se si trattasse di una dimenticanza o di una parentesi di poco conto.

Per cui l'unico consiglio che le posso dare è che dovrà costringere suo marito a parlarne e a dare una spiegazione più che soddisfacente di quello che è accaduto. E, soprattutto, di quello che intende fare in futuro.

Ho messo la parola costringere in corsivo perché capita spesso che gli uomini non siano né capaci, né tantomeno abituati a parlare. Ed a questo proposito, c'è da aprire un altro discorso: chissà se suo marito sa davvero, cosa è successo. Cosa è successo a lui stesso e cosa è successo alla vostra relazione.
E cosi, nel dubbio, non ne parla. E utilizza la mitica strategia dello struzzo: faccio finta che, se non se ne parla, allora non c'è davvero niente di cui parlare. Come a dire: se non lo vedo io non lo vede nessuno e se per me va bene così allora va bene così per tutti.

Ma, come dicevo, questo simpatico sistema di gestire i rapporti, anche se poteva essere in voga il millennio scorso, non può più essere utilizzato oggi.
Perché oggi è proprio questo il pericolo più grande per una coppia: fare finta che ci sia solo un modo di vedere le cose e per la paura di confrontarsi accettare che, in fondo, potrebbe non essere successo niente.
E questo vale, in modi diversi, sia per lei che per suo marito.

Lui non ne parla, e si comporta come se fosse tutto normale, visto che considera chiusa la faccenda, e lei non ne parla perché ha paura di chissà che. Ma vive di incubi e di fantasmi.
C'è solo una indicazione per tutti e due: sedetevi a un tavolino, ordinate qualcosa da bere e poi, guardandovi negli occhi, incominciate a parlarvi, ad aprirvi, ad ascoltarvi. Ma non per giustificare, piuttosto per capire.
Per capire come progettare assieme il vostro futuro.
Se avrete la voglia di farlo e la pazienza di rifarlo e di rifarlo ancora, può anche darsi che ne esca qualcosa di buono.

Buona fortuna,

di Marco Ventura

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