Attualità Magazine Sabato 29 giugno 2013

Addio Margherita Hack, voce libera del pensiero scientifico

Sabato 6 luglio alle 14 il festival Collisioni di Barolo (Cn) ricorda Margherita Hack con la proiezione di Il perchè non lo so, la video-autobiografia della scienziata, accompagnata da una riflessione sulla laicità a cura di Marco Revelli.

Magazine - Scienziata, attivista, grande divulgatrice. Ma soprattutto icona dell'impegno e della libertà di pensiero. È impresa ardua inquadrare in una sola etichetta Margherita Hack, l'astrofisica che sapeva raccontare la scienza alla gente, scendendo dalla cattedra su cui pure era stata per buona parte della sua vita.
La scienziata toscana se n'è andata oggi all'età di 91 anni, dopo una vita passata a studiare le stelle. E a farci appassionare ai segreti dell'universo.

Nata a Firenze il 12 giugno 1922, Margherita Hack si laurea in fisica nel 1945 e nel 1964 diventa la prima donna italiana a dirigere l'Osservatorio Astronomico di Trieste. Ruolo che la impegnerà fino al 1987. Nello stesso anno in cui ottiene un posto da sempre riservato ai colleghi maschi, la scienziata fiorentina diventa professore ordinario di Astronomia presso l'Università degli Studi di Trieste, dove insegnerà fino ai primi anni Novanta.

Ma la carriera di Margherita Hack non è soltanto quella Accademica: uno dei più grandi pregi della scienziata è infatti stato quello di incuriosire generazioni di italiani con una divulgazione di alto livello: con linguaggio semplice e chiaro, l'astrofisica è riuscita nell'impresa di appassionare ai segreti dell'universo un paese - l'Italia - da sempre poco sensibile alla cultura scientifica.

Quando l'abbiamo incontrata, al Festival della Scienza, ci aveva incuriosito parlando di alieni e ufo, prima di stimolarci a pensare in maniera libera sui misteri delle galassie e dell'universo (leggi la nostra intervista a Margherita Hack).

E proprio per diffondere i principi del metodo scientifico e della libertà di pensiero, nella vita di Margherità Hack non si può scindere ciò che è stata la sua attività di scienziata e divulgatrice, dall'impegno civile e politico: atea convinta, membro di alto livello del Cicap e militante prima coi Radicali, poi col PCI, della scienziata si ricordano decenni di battaglie e prese di posizione per la laicità dello Stato e per la libertà di pensiero al di fuori di ogni dogmatismo.

Quando due anni fa la rivista Micromega la candidò come Senatrice a vita, lei si schermì: «È un onore, ma non credo di meritarlo: non ho scoperto nulla».

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