Magazine Domenica 30 giugno 2013

Entra nella mia vita di Clara Sanchez. La recensione

La gran via di Madrid, capitale dove è ambientato l'ultimo romanzo di Clara Sanchez

Magazine - Nel suo nuovo romanzo, Entra nella mia vita (Garzanti, 2013, 446 pp., 18.60 Eur), a mio vedere Clara Sanchez non è riuscita a rinnovare del tutto in questo suo nuovo romanzo l’intensa e magica suspence di Il profumo delle foglie di limone.

Clara Sanchez ha nelle sue mani un’arma affilata, vero acciaio di Toledo: un modo di scrivere bello e raffinato che si fa leggere piacevolmente ma stavolta, per lo meno per due terzi del libro, non è riuscita a coinvolgermi davvero. Mi è parso di cogliere tra le sue righe qualcosa di sforzato, di artificioso. Ogni tanto stentavo ad andare avanti.

Le due voci narranti di Veronica e Laura mi davano la sensazione di un ritmo lento, a tratti quasi ossessivo. L’autrice indugiava pigramente su sensazioni, impressioni e paure legate alle vita di queste due sorelle sconosciute tra loro, prima bambine poi quasi adulte, strascicando la drammaticità di una storia che nasce da un fatto reale, anormalmente normale. Pochissimi anni fa infatti è stata scoperta la tomba vuota di una neonata creduta morta alla nascita, nel 1984.

La Sanchez aveva in mano un vero jolly, un fatto di cronaca, quello che viene chiamato rapimento in culla, la compravendita di bambini o meglio di neonati, ancora oggi di grande attualità in Spagna. Un crimine che, pare, fosse molto diffuso a quell’epoca ma che è venuto alla ribalta solo da poco più di dieci anni.

Qualche idea della trama. La prima, la più giovane ma senza dubbio la più forte delle due protagoniste, Veronica, è una bambina con una famiglia cosiddetta normale fatta di un padre Daniel, tassista con un lavoro sicuro, una madre Betty e un fratello minore Angel, che un giorno scopre nella cartella con i documenti dei suoi genitori la foto di un’altra bambina, poco più grande di lei che si chiama Laura (seconda voce narrante della storia).

Ma la famiglia di Veronica non è completamente normale. Sì, il padre, il fratello e i nonni materni forse stanno saldamente su uno dei piatti della bilancia ma sull’altro c’è l’esaurimento nervoso della madre che tiene la donna in continua apprensione sulla condotta dei suoi ragazzi, la sua tristezza e la sua ossessione di poter ritrovare una figlia, una bambina perduta, creduta morta durante il parto. Ma sarà vero?

E quando Betty, la mamma, si ammala gravemente, la sua realtà/fantasia che ha già contagiato Veronica, ormai diciassettenne, negandole un’infanzia serena, la spingerà a assumersi segretamente il compito di proseguire le sue ricerche sulle tracce della fantomatica Laura della fotografia. E non la distoglieranno dal continuare né le raccomandazioni di Ana, amica d’infanzia di Betty, una ricca viaggiatrice, diventata quasi un nume tutelare della famiglia, né quelle dello psichiatra che l’aveva curata per l’esaurimento. Sarà una ricerca che la condiziona pesantemente, quasi le distrugge la vita, che le chiede di immolarsi sull’altare di una folle verità che nessuno vorrebbe, perché sono troppi gli altri invischiati in un vortice di folle e perversa abiezione, con l’interesse che domina e annichilisce.
Ma volente o nolente Laura diventerà la sua bandiera. Si batterà per lei contro tutto e tutti coloro che vorrebbero schiacciare sua sorella Laura con la droga, farne una schiava impotente per impedirle di reagire e distruggerla psichicamente.

Siamo alla terza e ultima parte e il libro vola. Prende, conquista. Questi personaggi descritti così minuziosamente nel corpo e nello spirito acquistano palpabile e intensa credibilità. Con il loro coinvolgimento morale così sentito e la loro inquietudine talvolta difficile da accettare. Pare quasi di conoscerli.

Però, anche se sappiamo tutti quanto spesso la verità possa arrivare al di là dell’immaginabile, Entra nella mia vita costringe a riflettere fino a che punto di egoistica aberrazione può spingersi l’essere umano e a desiderare di non sentire mai più una storia simile.

di Patrizia Debicke van der Noot

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