Concerti Magazine Martedì 25 giugno 2013

George Michael, 50 anni di successi, eccessi e cadute

Magazine - Due Grammy Awards, tre Brit Awards, 40 singoli e 20 milioni di copie vendute con un solo disco (Faith). Ma anche cinque arresti per possesso di droga e atti osceni in luogo pubblico, 30 giorni di ricovero ospedaliero nel solo 2011 e 1.6 milioni di sterline per un concerto privato per Vladimir Putin.
Ci ha pensato il Telegraph a rendicontare i numeri dell'universo George Michael: tra successi, eccessi e cadute, forse il miglior per festeggiare i 50 anni di un artista unico.

Dal debutto, giovanissimo, come icona sexy ed etero con gli Wham! all'autoironia queer e antimachista del suo Outside, George Michael ha saputo traghettare il sapore e lo spirito dei plasticosi anni Ottanta nel più maturo gusto dei Novanta. Reinventandosi di continuo, affiancando ai cambiamenti del proprio stile il continuo successo nelle chart. Un regno, quello di Michael, che si regge su 100 milioni di dischi venduti.

Già, perché dai drink a bordo piscina di Club Tropicana alla hit natalizia spacca classifiche Last Christmas (per 16 anni di seguito nella classifica tedesca dei singoli natalizi), fino al successo del disco solista Faith, George Michael è sempre stato capace di far maturare il proprio stile insieme al suo pubblico.

Nato Georgios Kyriacos Panagiòtou il 25 giugno di 50 anni fa, il figlio di immigrati greci inizia la propria carriera per le strade di Londra, cantando le cover di un altro ragazzo di origine straniera diventato un'icona di Sua Maestà, Freddie Mercury, al secolo Farrokh Bulsara: di cover dei Queen il busker George Michael ne ha in repertorio 39. Le canta accompagnandosi con la chitarra.

Ma George Michael non è solo voce, è anche un fisico da modello perfetto per copertine e videoclip. E il successo arriva proprio con gli Wham!, che dal 1981 ai vocalizzi e ai ritmi facili facili accostano la prestanza (e la voce) del ragazzo di origine greca.

Quando la band si scioglie, George Michael inizia una carriera solista stellare: ad aprirgli la strada, nel 1986, è un duetto con Aretha Franklin, I knew you were waiting (for me). È la prima volta che l'icona black incide con un uomo. L'anno dopo esce Faith: il disco che affranca il cantante dall'immagine di prodotto furbetto, dandogli finalmente l'autorevolezza che merita. E che nei decenni successivi rischierà di perdere per gli eccessi di uno stile di vita sempre sopra le righe.

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