Magazine Lunedì 17 giugno 2013

Ballate della notte scura di Tiziano Sclavi e Secondamarea. La recensione

Una delle illustrazioni di Max Casalini per 'La Ballata della notte scura'

Magazine - Cito testualmente il pensiero degli autori che precede e presenta egregiamente questa antologia poetica musicale, che riporta al pubblico Tiziano Sclavi:

Il mio sogno è sempre stato quello di fondere i generi. Da ragazzo volevo fare lo scrittore, il fumettaro, il cantautore e il regista: me ne sono andate bene due su quattro. Non mi posso lamentare.
Tiziano Sclavi

Il canto può far volare i versi di un poeta, spanderli per le strade come un polline e farli arrivare lontano. Sin dagli inizi dei tempi, la poesia del resto era cantata.
Secondamarea

Interessante e coinvolgente questa novità, libro + cd, con sedici liriche del grande Tiziano Sclavi, padre e inventore del mitico Dylan Dog, l’investigatore dell’incubo, indiscusso e fenomenale eroe del fumetto italiano, accompagnate o meglio condite egregiamente dalle voci e dalla musica dei Secondamarea (Andrea Biscaro e Ilaria Ilaria) e illustrate dai disegni di Max Casalini.
Nella Ballata della notte scura (Squilibri, 2013, 60pp., libro + cd 15 Eur) spesso l’atmosfera noir s’insinua subdolamente di queste poesie di Sclavi scritte nell’arco di più di quarant’anni, arricchite dalle melodie che spaziano dalla filastrocca alla ballata, dalla danza macabra alla canzone d’amore. Un breve sintesi dei testi si impone.

Leggerete una dopo l’altra: Chi ha paura, che gioca con la paura ancestrale, Il grande vuoto e il suo racconto di un melanconico addio, Sfera, un elemento focalizzatore di orrori, Dopo, l’unione finale di corpo e anima, Piove, una ballata che ci fa rabbrividire d’angoscia, Filastrocca della notte scura, che ci riporta agli incubi infantili, Nel buio, breve e intenso racconto che titolava una raccolta di Sclavi ormai introvabile, Gli anni del mare e della rabbia, un’intensa cavalcata con il rimpianto, Fiaba, un macabro ritornello su Barbablù, La ballata della città di notte, che narra un tormentato viaggio nel buio per arrivare al mattino, Canto, con la tristezza del progressivo disfacimento umano, La barchetta che ci traghetta su sponde più tranquille, Per dormire, una sofferta ninnananna, Il lungo addio, con il sogno di un possibile amore, Dieci omini che offrono una realtà da accettare e Danza di un anno, con l’incerto e pauroso alternarsi di bene e male nei giorni e nei mesi che passano.

Un progetto interessante, una nuova avventura e un azzeccato esperimento di squadra, per accompagnare l’atteso ritorno di Tiziano Sclavi sulle scene letterarie.

di Patrizia Debicke van der Noot

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