Concerti Magazine Lunedì 20 maggio 2002

Jesus Christ in salsa "progressive"

Magazine - Ritorna Jesus Christ Superstar con la compagnia filodrammatica dei Basculanti ma cambia la cornice: abbandonato il suggestivo “palcoscenico” della English Church di Piazza Marsala, quest’anno il musical è stato rappresentato presso il Teatro Parrocchiale della Chiesa di S. Pietro e Paolo nel quartiere della Foce, sabato scorso 18 maggio.

Consistente l’affluenza del pubblico, nonostante l’evento sia stato poco pubblicizzato dai media locali ma – si sa – talvolta un ostinato tamtam di voci può battere qualsiasi quarto o quinto potere.
Discreta la resa drammaturgica del gruppo teatrale, assai affiatato e armato delle migliori intenzioni. Scenografia scarna, semplificata al massimo con qualche diapositiva emblematica (non solo fotografie della Palestina ma anche citazioni da exempla artistici quali La flagellazione di Cristo di Piero Della Francesca) e dominata da una croce di legno rivestita di fogli di giornale.
Ottima, invece, la musica: il Great Complotto ha saputo conferire alle note di Lloyd Webber una nuance caratteristica, giocando su timbriche originali e avvalendosi di una ritmica attenta a riprodurre sfumature dinamiche di alta espressività. A coadiuvare l’impianto sonoro del Great Complotto, alcuni nomi del progressive genovese: Luca Scherani, Agostino Macor (Maschera di Cera) e Stefano Marelli (Finisterre).

Ma il protagonista assoluto è stato Giuda, interpretato dal cantante nordafricano Scandar Ayed. La sua presenza scenica carismatica, unita a capacità vocali di rilevante livello, ha ridimensionato il Gesù e la Maddalena dei pur validi Fausto Sidri e Loredana Villanacci. Merita una segnalazione Stefano Marelli nelle vesti di Pilato, ricostruito su una vocalità ricca di accenti personali, ben innestata nel gioco teatrale.
Unico neo, il controllo dei suoni. Soprattutto nel corso del primo tempo, qualche difficoltà non lasciava emergere pienamente i cori nel contrasto con le voci soliste. Comunque questi sono dettagli. perché quando i musicisti dimostrano padronanza dello spartito e gli attori danno il massimo, il risultato va sempre apprezzato.

Tutti dilettanti ma che, dilettandosi seriamente, riescono a offrire grandi lezioni di professionalità.


Riccardo Storti

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