Magazine Mercoledì 12 giugno 2013

Firenze, il festival degli scrittori con Jeremy Irons e Laura Morante

Jeremy Irons

Magazine - Ciò che veramente amo del Festival degli scrittori di Firenze, in programma da mercoledì 12 a venerdì 14 giugno, è la serietà. Non è la solita kermesse piaciona, fatta per contentare tutti e attirare gente a caso con nomi che stanno bene come oggetti di conversazione. Vero che ti schiaffano lì, con assoluta nonchalance, Jeremy Irons a leggere insieme a Laura Morante testi dal e sul cinquecentenario Principe di Machiavelli ma è ben inserito all'interno di un programma coerente e pensato. Questo è un Festival per persone che amano veramente la cultura e la lettura, gente disposta a seguire Colm Tóibín (autore del romanzo biografia su Henry James, The master) in una passeggiata cult sulle orme del maestro dal Cimitero degli Allori a Bellosguardo.

Il programma è ricchissimo e dispiace fare una sorta di elenco, ma per cominciare è necessario, poi seguiremo ogni giornata e quasi ogni incontro.

Irons, la star che non vorrebbe essere definita così, sarà presente in due incontri: oggi, mercoledì 12 alle 20.00 al Cinema Odeon, per un saluto al pubblico prima della proiezione di Trashed – verso rifiuti zero (UK, 2012, 97') un film di Candida Brady; domani, giovedì 13 sempre all'Odeon ore 20.30 per Machiavelli & Co. - Politica e letteratura in occasione dei 500 anni del Principe con testi scelti da Niccolò Machiavelli, Italo Calvino, Milan Kundera, Alan Bennett e Vladimir Nabokov.
Quest'ultimo scritore rappresenta il filo che lega il Festival alla settima edizione del Premio Gregor von Rezzori (autore del libro-viaggio Uno staniero nel paese di Lolita) e Città di Firenze, dedicato alla letteratura straniera e alla traduzione. Il vincitore sarà premiato venerdì 14 giugno e i finalisti sono scrittori che vale la pena conoscere, anche perché raccontano paesi molto diversi: dalla Colombia di Pablo Escobar, devastata dai narcotrafficanti, di Juan Gabriel Vásquez (Il rumore delle cose che cadono, Ponte alle Grazie), alla grigia Manchester degli anni '60 dove ha vissuto un'infanzia molto buia Jeanette Winterson (Perché essere felice quando puoi essere normale? Mondadori); dalla Kabul scossa dalla guerra civile di Atiq Rahimi (Maledetto Dostoevskij, Einaudi) al bizzarro lato di una Israele umoristica e nuova nei racconti di Etgar Keret (All’improvviso bussano alla porta, Feltrinelli), fino al fascino segreto di una vecchia Manhattan narrata da Jennifer Egan (Guardami, Minimum fax). Per la traduzione sarà premiata la fatica di Alessandro Fo, che si è cimentato con l'Eneide.

Come sempre in apertura del Festival degli scrittori si terrà la lectio magistralis di un grande scrittore internazionale. La splendida Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi questa volta ospiterà Patrick McGrath: Scrivere la follia sarà il tema del suo intervento.

E non è tutto naturalmente, i tre giorni saranno densi di incontri che affronteranno i temi più diversi, ma non privi di coerenza e soprattutto hanno il merito di portare in Italia grandi intellettuali a parlare di letteratura, del loro mestiere, di quello che fanno per davvero e di come lo fanno. E anche questo è piuttosto raro, ché nelle grandi kermesse agli scrittori si chiede tutt'altro. Mentre c'è una porzione di pubblico bella sostanziosa che desidera ascoltarli sugli argomenti che conoscono meglio, vuole imparare la magia, vuole da sempre - e per sempre - sapere come si fa, come nasce, cresce e si sviluppa un'idea.

Tutte le info e il programma completo sia sul sito www.premiovonrezzori.org, che sulla pagina Facebook del Festival.

di Antonella Viale

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