Magazine Martedì 4 giugno 2013

'Il pollaio dice no' di Salvo Zappulla. La recensione

Magazine - Un favola, che fa riflettere più che sorridere, adatta più ai grandi che ai piccini e comunque una storia curiosa, quella narrata da: Il pollaio dice no di Salvo Zappulla (Il pozzo di Giacobbe, 2013, 40 pp., 12.90 Eur), con la bella, vivacissima, e indovinata interpretazione grafica di Lucia Scuderi, presentata anche a Torino in occasione dell’ultimo Salone del Libro.

Un azzeccato binomio siciliano quello del giornalista, scrittore ed editorialista di Sortino SR, Salvo Zappulla, che ha pubblicato anche diverse opere di narrativa e fiabe per bambini, tra cui in particolare ricordiamo: Lo sciopero dei pesci, vincitrice del Premio "Prata", e della catanese Lucia Scuderi che nel 2013 ha vinto per la seconda volta il Premio Andersen per la migliore illustrazione (che aveva già ottenuto nel 2004) con l’ambita motivazione: Per un percorso rigoroso e coerente contrassegnato da una inesauribile curiosità e desiderio di scoperta. Per aver saputo, fin dagli esordi, affermarsi per l’originalità di un segno deciso e al tempo stesso caldo e intenso. Per non essersi mai accontentata dei risultati raggiunti confrontandosi con nuove tecniche e, ancor più, modulando il suo segno in rapporto ai testi da interpretare.

Il gallo della storia, il re del pollaio, se ne sta comodo appollaiato sul ramo del fico a leggere il giornale quando una notizia lo colpisce così tanto che ruzzola giù dall’albero.

Toccherà proprio a lui dare il triste annuncio al pollaio: fine della libertà, niente aria aperta, basta razzolare. Con i tempi magri e il poco reddito, i padroni hanno deciso di passare all’allevamento in batteria.
Il pollaio sarà trasformato in una fila di gabbie, insomma in una prigione. Ogni tentativo di ribellione verrà rintuzzato. Muoversi e razzolare in libertà diventeranno un sogno lontano.

Ma non tutto però andrà come gli uomini si aspettano e la pillola da ingoiare, la punizione da affrontare sarà molto dura.
Una favola amara per far riflettere e costringere a ridimensionare il rapporto degli uomini con gli animali.

A voi un assaggio del testo.

La vita… subì una svolta tragica, tristi e depresse dovevano produrre uova senza un momento di svago.

Il gallo non riusciva a darsi pace, si sentiva inutile, un re senza esercito e senza poteri. Doveva escogitare qualcosa.

Pensò e ripensò e alla fine trovò l’idea che gli sembrava buona.

Andò a parlare con le galline.

«Dovete ribellarvi» disse loro a bassa voce per non farsi sentire «Dovete mandare in tilt la loro maledetta catena di montaggio!».

«E in che modo?» chiesero le poverette.

«Farete uova quadrate, cubiche per l’esattezza, in modo che non possano rotolare per le condotte e mandare tutto il sistema in crisi» disse il gallo svelando il suo piano.

di Patrizia Debicke van der Noot

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