Visioni - Magazine

Teatro Magazine Lunedì 13 maggio 2002

Visioni

Magazine - Presentata presso il Teatro Garage da una Compagnia genovese, tanto giovane quanto ambiziosa come la Waltersteiner, “Visioni” di Clemente Tafuri (un romanzo in prossima uscita nella collana Stile Libero di Einaudi) e David Beronio.

Un atto unico con un breve antefatto in cui una donna (Nadia Quadrelli), dopo una prima e unica notte d’amore mal digerita col suo amante (Roberto Bobbio), lo uccide.
La proiezione di diapositive, “visioni” di notevole presa (opera di Felice Siciliano), il cui elemento legante è il dolore e in cui si riconoscono Cristo e Hitler, Stalin e i teschi delle vittime dei Khmer rossi, ma anche il mega-sbarco degli Albanesi nel porto di Bari o episodi della guerra del Vietnam, introduce alla seconda parte.

Ora il dialogo avviene tra la donna e l’uomo che ha appena ucciso e si ripresenta, trasformato in una sorta di tormento psichico, sullo sfondo di una scena essenziale (un grande letto e un tavolino con due seggioline stile vecchio bar di campagna).

Le musiche originali di Gianluca Oggianu, vicine a certe sonorità ECM, inquietanti quanto basta e assai efficaci, sono parte integrante dello spettacolo e qualcosa di più.

Non una commedia, ma una pièce, così come la definisce Fernanda Pivano, che da il suo autorevole imprimatur all’operazione, introducendo brevemente la prima rappresentazione.

La grande americanista, come sempre vitale e lucidissima, puntualizza con poche parole il tema su cui ruota lo spettacolo, la ricerca della felicità. O meglio il tentativo di raggiungerla.
E così s’intrecciano, si contorcono, si scontrano (forse con qualche lentezza involutiva di troppo) memoria, stanchezza, dolore, colpa, il vuoto che “è quando dall’alto si vede scorrere il panorama più noioso del mondo
La donna non ha certo trovato la felicità nell’omicidio, da cui anzi guadagna solo la colpa del suo mancato raggiungimento.
Tenta così di liberarsi dai suoi incubi uccidendo ancora.

Allo spettatore resta il dubbio irrisolto se la felicità sia davvero possibile ottenerla.

Giovanni Villani

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