Magazine Martedì 21 maggio 2013

«Mio cognato mi ama e mia sorella mi odia». La posta del cuore

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Magazine - Ciao Antonella,
mi chiamo Mariangela e ho 23 anni; è la prima volta che chiedo consigli online, ma se sono qui a scriverti è perchè mi trovo in una situazione dalla quale non so proprio come venirne fuori.

Un mese fa, ho lasciato il  lavoro da impiegata perché non sopportavo la mia datrice di lavoro, non sopportavo il fatto che una persona così ignorante potesse darmi ordine tutto il giorno e farmi fare cose stupide e inutili e in più sottopagandomi; non riuscivo a dare un senso alla mia vita stando lì, così contro tutto e tutti, ho mollato la presa e ho deciso di iniziare un nuovo percorso.

Il marito di mia sorella è un amministratore condominiale e mi ha offerto il suo aiuto; io ero contentissima e non mi sembrava vero che qualcuno avesse davvero voglia di aiutarmi, che credesse in me, tant'è che pochi giorni fa ho aperto partita iva, convinta di quel che stavo facendo.
Iniziando a frequentare lo studio di mio cognato, ho avuto il sospetto che provasse qualcosa per me; ho provato a parlarne con il mio ragazzo e lui non ha creduto affatto a quello che gli stavo raccontando anzi mi ha accusata di essere egocentrica e come dargli torto?! È impensabile che il marito di  tua sorella si innamori di te!

Così ho provato ad ignorare la cosa, finchè mercoledì scorso, mio cognato mi ha confessato il suo amore per me, innescando una reazione a catena che mi ha portato a questo punto.
Io ho insistito affinchè raccontasse tutto a mia sorella, sua moglie e, lui lo ha fatto, ma una bomba avrebbe fatto meno danni. Mia sorella, essendo sposati da poco, circa 8 mesi, non intende lasciarlo per paura di quello che la gente potrebbe pensare di lei, così sembra che loro due siano giunti ad un accordo di cui non vogliono rendermi partecipe, ma che comporta il nasconderlo ai nostri genitori con cui io convivo tutti i giorni.

Il mio dramma è che il mio ragazzo, con cui stavo da 4 anni, seppur con molti tira e molla e, con il quale dovevo andare a convivere, ha deciso di lasciarmi dicendomi che non si fida più di me perché, dispiacendomi delle situazione venutasi a creare, io l'ho, a suo parere, messo al secondo posto.

Ora mi ritrovo senza il ragazzo che amo, con un lavoro che non ho più interesse di portare avanti perchè mi comporta lo stare in studio con mio cognato che al momento non riesco nemmeno a guardare negli occhi e, con una sofferenza che non posso esprimere apertamente in casa perché non saprei come giustificarla con i miei genitori.

Non so da che parte iniziare a ricostruire la mia vita, non so se mettere da parte questo lavoro e la cosa che odio di più in questo momento è che, seppur io non avrei dovuto rimetterci niente da tutta questa storia, sono l'unica che sta perdendo tutto.
Grazie di avermi ascoltata.
Mariangela

Cara Mariangela,
quello che racconti ha dell'incredibile, quindi ci credo. E, per fare una sintesi, dirò che mi hai raccontato una storia di viltà multiple, in cui sei stata tradita da tutte le persone di cui ti fidavi.

Forse sei stata poco accorta, ma l'età che hai ti assolve. Del resto è normale fidarsi di chi si ama. Ora credo che sia su questo che devi concentrarti (oltre che sulla ricerca di un nuovo lavoro).

Esaminali uno per uno.

Il ragazzo che invece di aiutarti e eventualmente intervenire si è spaventato e ti ha anche addossato la colpa di non aver gli dato abbastanza importanza. Sei stata fortunata: messo alla prova ha fallito miseramente, dimenticalo.

Tuo cognato: ha combinato un disastro dopo otto mesi di matrimonio e si è salvato come poteva, ma che persona è? Due sberle e: stai zitto, non parlarne mai più, come hai osato? E non provare a raccontarlo a mia sorella, altrimenti lo racconterò io a tutto il paese, sparisci dalla mia vita e fatti perdonare subito da mia sorella per quello che avresti voluto farle.
Questa sarebbe stata la reazione giusta, e lievemente modificata potrebbe essere ancora valida, sberle comprese -sono assolutamente pacifista, salvo rare eccezioni- solo da attuarsi con tutti e due (le sberle solo a lui e in privato).
Nel senso che -se me l'ha i raccontata come è successa- tu non hai nessuna responsabilità e tutti ti addossano la colpa e pensano solo a sé.

Allora mettili di fronte alle loro responsabilità, eventualmente minacciando di parlarne con i genitori: per tua sorella è più importante l'immagine pubblica di te?
Falla riflettere sul suo egoismo. Fatti dire qual è il loro progetto e cerca di ricucire con lei.

Lui è un verme, ovviamente non ti ama, trattato come tale e fagli spiegare tutto, sempre minacciando di far uscire la verità. Mi sembra che ciò che più temono sia il giudizio altrui.

Ma mi raccomando, non mettere in atto la minaccia: la gente ha la tendenza a reagire come il tuo fidanzato e dare la colpa alle donne. Invece dovresti allearti con tua sorella. Oppure affrontare una solitudine comune a tanti, senza perdere la fiducia negli altri.
E per questo ci vuole coraggio, ma fidati, ho prove quotidiane che c'è pieno di gente che merita fiducia e la ricambia.

Ora sai con chi hai a che fare, poteva andare peggio. Lo so che quello che ho scritto sembra freddo e privo di partecipazione, non è così, ti capisco benissimo, ma credo che ora tu abbia bisogno soprattutto di consigli sulle azioni, perché sei ancora nel pieno della confusione.

Non mi hai parlato del rapporto con i tuoi, se vuoi riscrivimi per farmi capire meglio. E concentrati sulla ricerca del lavoro: l'indipendenza in questa situazione è fondamentale.
Ce la farai.

Ciao,
Antonella

di Antonella Viale

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