Magazine Sabato 18 maggio 2013

Salone del libro 2013: «Letta non taglierà i fondi alla cultura»

Magazine - È iniziato. Dopo tanta attesa ha preso il via il Salone del libro 2013, l’appuntamento più importante dell’anno per gli amanti dei libri e per gli addetti ai lavori.
I primi giorni sono quelli dedicati all'inaugurazione, ai Ministri che arrivano da Roma, si spera sempre carichi di buone notizie sul fronte sovvenzioni alla cultura, dei grandi ospiti, anche con qualche disdetta: l’incontro inaugurale con Mario Draghi è stato annullato per improvvisi impegni del presidente della BCE.

Questa edizione numero 26 si è aperta sotto una pioggia intensa quasi autunnale ma appena varcata la soglia di ingresso si è catapultati in un mondo da sogno: non solo per la quantità e varietà di libri ma per il calendario di ospiti e incontri che scandiscono la giornata, per le migliaia di ragazzi e bambini che accompagnati dai loro insegnanti invadono gli stand entusiasti e lasciando agli adulti un grande senso di speranza per il futuro.

La stessa speranza che lascia il neo Ministro dei Beni Culturali Massimo Bray, il quale assicura: “Letta non vuole tagliare i fondi alla cultura”.
E sul dibattito tra libri cartacei ed ebook dice: “I libri cartacei continueranno a essere prodotti e a circolare, non sappiamo ancora se le due tipologie sono destinate a convivere ma non dobbiamo difendere una tipologia o un'altra ma cogliere la potenzialità di entrambe”.

A riportare a una realtà non più idilliaca è il presidente Napolitano che nel videomessaggio lancia l'allarme culturale: “In Italia si legge troppo poco: sono meno della metà gli italiani che leggono almeno un libro all'anno al di fuori dei loro doveri di studio o lavoro”.

Il secondo giorno è quello degli omaggi e dei ricordi a scrittori e personaggi che ci hanno lasciato di recente o di cui ricorre l’anniversario: D’Annunzio viene ricordato nel 150 della sua nascita, Paolo di Paolo e Andrea Bajano ricordano Antonio Tabucchi scomparso un anno fa. Un autore che se n'è andato prima del tempo, ma che ha lasciato un’eredità viva, non solo nei libri e non solo in Italia: a un anno dalla morte è stato commemorato dal Brasile alla Corea.

Tabucchi viene definito uno scrittore capace di vivere in uno spazio suo tra il cielo e la terra ma in grado di camminare per il mondo con il suo stile, azzardando un paragone tra le sue sfaccettature di scrittore e uomo di mondo: un po’ come i puffi apparentemente tutti uguali ma ognuno con caratteristiche diverse. E la sua scomparsa è legata ad un’esplosione della sua immagine dalle copertine dei suoi libri ora realizzate con il suo volto alla sua voce che esce dai programmi radiofonici: “se ne è andato ma ritorna con un identità talmente definita come il deposito che lascia il colore sulla tela”.

Si ricorda Italo Calvino con l’anniversario de La giornata di uno Scrutatore , scritto nel '63, facendo i paragoni con il mondo elettorale dei nostri giorni, notando come la legge truffa del ‘53 riguardante i premi di maggioranza, che tanto scosse Calvino, in realtà sia più limpida di quelle attuali.

Piero Fassino ricorda invece Miriam Mafai come dirigente politico, giornalista, combattente per i diritti delle donne e compagna di Giancarlo. Ricorda la sua casa come cenacolo del partito negli anni romani, il suo impegno giornalistico, intrecciato poi con quello politico, la ricorda come testimone di un tempo durato 80 anni in cui la sua grande autonomia di espressione non è mai venuta meno.

La serata si conclude con una Daria Bignardi che alla presentazione del suo terzo libro L’acustica perfetta racconta l'imbarazzo iniziale nello scrivere per paura di venire associata ed apprezzata solo per il fatto di essere un personaggio televisivo. Anche per questo motivo, spiega, l’ultimo suo lavoro è scritto con voce maschile.

E dopo i giorni iniziali di rodaggio e relazioni pubbliche arriva il weekend con grande attesa di pubblico e grandi ospiti: da Gramellini a David Grossman.

di Margherita Pozzi

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