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Il senso civico di Giovanni Villani

Attualità e tendenze Magazine Lunedì 6 maggio 2002

Giovanni Villani, attivo nella promozione culturale e dello spettacolo, viene spesso pubblicato nello spazio dedicato agli interventi dei lettori con le sue annotazioni di costume, su quotidiani nazionali (tra cui Stampa, Corriere della Sera e Repubblica) e locali (Secolo XIX, Corriere Mercantile).
mentelocale.it ha deciso di dargli uno spazio, una rubrica dal titolo Il senso civico di Giovanni Villani.
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Un miracolo in Piazza Lavagna? No, semplicemente il passaggio di uno spettacolo, realizzato nell’ambito della domenica ecologica del 5 maggio.
Liberata piano piano, a partire dalla sera prima (ma non totalmente purtroppo) dall’asfissiante abbraccio di mezzi a 2 – 3 e 4 ruote, autorizzati o meno, ha cominciato a respirare.
Anche se rimanevano quell’obbrobrio del wc “astronautico” colombiano, utilizzato abitualmente solo da chi si buca, (di norma, gli urinatori si esibiscono con altrettanta assiduità en plein air) e oggettistica di risulta varia, abbandonata da tempo in stile discarica, per qualche ora le è stato consentito di tornare alla funzione per cui era stata pensata: una piazza.
Così, finalmente, una spazzatrice meccanica e gli encomiabili operatori dell’AMIU, che combattono ogni notte contro inciviltà e maleducazione, sono riusciti a pulirla a fondo.
Sono riapparse alla vista le lastre dell’antico lavatoio, smantellato chissà perché (in omaggio al progresso?!).
Tornano alla mente le mille promesse di riordino e, soprattutto, di riutilizzo (Colombiane, G8, prossimamente Genova 2004?) sempre vanificate e trasformate nel sistemarvi una pianta. Il contesto architettonico ha riacquistato un certo respiro, insieme agli abitanti e ai visitatori. Non dimentichiamo che, a suo tempo, ci mise mano anche il Barabino, sì proprio l’architetto del Carlo Felice.
Ma è stato il sogno di un momento.
Già verso l’imbrunire i mostri in lamiera e i loro utenti hanno rivendicato il diritto di proprietà e la piazza è stata di nuovo violentata, tornando ad essere tristemente un deposito di merci varie.
Fino a quando?

Giovanni Villani

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