Magazine Mercoledì 24 aprile 2013

«Siamo gay, ma il mio ragazzo non si concede del tutto. Perché?»

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Magazine - Buonasera,
sono un ragazzo di 29 anni per tre anni ho avuto una
sorta di relazione con un altro ragazzo (28anni). La definisco sorta di relazione perché questo ragazzo pur essendo molto attratto da me ha cercato sempre di mantenere le distanze e una certa freddezza.
Mi spiego meglio. Non siamo mai andati a cena fuori, mai un caffè insieme, mai un giro in macchina praticamente ci incontravamo di notte a casa mia o casa sua e finiva tutto là.

La cosa che però mi ha sempre reso perplesso è il fatto che non abbia mai voluto baciarmi e non mi ha mai dato una spiegazione. Perfino il sesso anale rifiutava finché dopo svariate pressioni sono riuscito a persuaderlo anche se da parte sua vedevo poco entusiasmo.

Arrivato all'esasperazione ho chiuso la storia anche se di tanto in tanto ci sentiamo e giusto l'altro giorno discutendo sul "perché non mi baciasse" mi ha dichiarato che dopo aver avuto un rapporto con un uomo si fa schifo e che a lui non piace andare con gli uomini.
Il tutto mi è sembrato molto strano al che ho pensato ad un possibile abuso magari quando era più piccolo.
Gli ho espresso la mia idea e si è al quanto adirato chiudendomi il telefono in faccia!

La mia domanda è questa: è possibile che abbia questo atteggiamento in seguito ad un probabile abuso oppure si tratta semplicemente di omosessualità latente?
Premetto che lui si definisce bisessuale, dice di essere stato con donne ecc ecc.
Spero di essere stato abbastanza chiaro!
Aspetto una sua risposta.


Buonasera ragazzo di 29 anni.
Ho letto quello che mi ha scritto a proposito della sua "sorta di relazione" che ha avuto. Ma adesso, giunto alla fine del suo racconto, non riesco del tutto a capire esattamente cosa vuol sapere.
O meglio, non riesco a capire a cosa può servire, a lei, sapere se il suo compagno, per esempio, sia stato oggetto di abusi o meno.
Oppure sapere che definizione sia più appropriata: omosessuale? bisessuale? omosessuale latente?

E comunque è riduttivo pensare che se una persona ha dei comportamenti sessuali contradittori, allora dev'essere stata per forza vittima di un abuso. A meno che non vogliamo allargare il concetto di abuso. Ed è altrettanto riduttivo continuare a etichettare le persone: prova, imbarazzante, che viviamo tuttora in una società che si definisce democratica ed evoluta ma che nei confronti della sessualità ha ancora una concezione ed una considerazione ancora molto, molto prevenuta e rigida.
O semplicemente ancora molto molto spaventata.

Così come è improprio parlare di omosessualita latente visto che lei stesso racconta che avete slatentizzato abbastanza. A meno che lei non intenda che vorrebbe che lui si "lasciasse andare" più di quanto in effetti non abbia fatto.
Resta l'aspetto della bisessualità, ma credo che sia un argomento ancora piu marginale.
Ma, poi, a ben pensare, qual è il problema? Che non vi baciate? Che vi frequentate (o che vi frequentavate) troppo poco? O che lui non si condeveva abbastanza?

A questo punto, mi chiedo, ma non potrebbe essere che, più semplicemente, tutti questi tentennamenti siano dovuti al fatto che, tra voi due, non c'è intesa?
La sessualità, tutta la sessualità, è una dimensione piuttosto sfaccettata e le relazioni tra le persone sono complicate e l'amore e le emozioni sono variabili impazzite al di là delle definizioni o degli stereotipi o delle etichette.
In altre parole, questi sono problemi che devono affrontare tutti: le emozioni, i gusti, le attrazzioni e le repulsioni, la sicurezza e la passione sono elementi instabili e spesso assolutamente soggettivi.

Io non credo proprio che, solo per quello che lei racconta, sia il caso di parlere di avvenimenti eccezionali a cui dare la colpa nè, tantomeno, fare diagnosi solo perché l'interesse di una persona verso un altra, troppo spesso, non viene corrisposto.
Banalmente, è una storia che l'Umanità conosce da tempo.
Anche se capisco che, quando capita a noi, ci fa soffrire.

Saluti,

di Marco Emilio Ventura

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