Magazine Martedì 23 aprile 2013

«Da quando mi ha lasciato, non riesco più a fare nulla». La Posta del cuore

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Magazine - Cara Antonella,
non so se l'argomento è proprio adatto alla posta del cuore, ma non saprei a chi scrivere e mi piacciono i consigli che dai.
Anche se mi sono lasciata due mesi fa con il ragazzo che credevo fosse quello giusto, quello per sempre insomma, ho un problema più urgente: non riesco più a studiare.

Non sono mai stata proprio una secchiona, ma ho sempre avuto buoni risultati, anche per non avere problemi a casa. Adesso mi mancano due esami e la tesi per laurearmi in giurisprudenza e non ce la faccio

Non sono una che si mantiene gli studi lavorando, mi mantengono i miei anche perché ci tengono alla laurea, al mio futuro. E non passo neanche tutto il tempo fuori a divertirmi, anche se di amici ne ho, anzi, esco poco.

Perché non mi capisco più, non mi è mai successo, apro il libro, prendo gli appunti, ma non so neanche quello che scrivo, sono distratta e mi è anche venuta paura. Paura di non passare questi due ultimi esami, che non sono neanche i più difficili. Tutta roba da imparare a memoria, non c'è tanto da ragionare, eppure non ci riesco. Non riesco neanche a pensare di presentarmi davanti al prof.

Puoi aiutarmi? Conosci un metodo?
Non ho il coraggio di dire ai miei quello che mi succede, mi mantengono con tanti sacrifici e io mi sento ancora più in colpa.
Spero che tu possa aiutarmi,
grazie,
Federica89

Cara Federica,
visto che hai tempo dai un'occhiata all'archivio: troverai parecchie mail come la tua.
Non ho metodi, ma forse posso aiutarti a fare un po' d'ordine. È strano che scriviate alla Posta del cuore per un problema non attinente. Eppure lo avete fatto in tanti.
Questo significa, innanzitutto, che il cuore (spesso) c'entra.

Non so come sia finita la tua storia e neppure quanto sia durata, ma mi dici che era importante. Allora deduco un abbandono e il lutto che avviene dopo. Sì, proprio come se tu dovessi affrontare la morte -non a caso si chiama anche perdita- di una persona molto cara.
Tienine conto, invece di fare l'indifferente con te stessa, soffri e piangi come è giusto, non prolungare il dolore all'infinito con questa scelta di non riconoscerlo.
Hai paura di soffrire e non ti accorgi che soffri eccome perché non riesci a non pensarci e a non scriverne.

La paura mi sembra il tema dominante della tua mail, perché a quella del dolore aggiungi quella del futuro. Lo dici senza accorgertene: i tuoi hanno puntato tutto su di te, tu hai seguito i loro consigli e scelto di conseguenza una professione "sicura".
Ma da quello che ti succede intorno, dai discorsi che ascolti, ti sei accorta che non c'è niente di sicuro, che dopo la laurea hai davanti l'incubo della disoccupazione. E ti sei spaventata. E di fronte alla paura, come abbiamo visto, arretri o ti blocchi.

Questo è il punto e questo è il problema: sei terrorizzata da un futuro senza stampella sentimentale e senza sbocchi certi, quindi dilazioni. Non ti senti di affrontare il passaggio all'età adulta, di rischiare di infrangere i sogni di chi è tanto caro.
L'unico metodo qui è il coraggio, l'assunzione di responsabilità non del dovere da compiere per compiacere, ma del proprio status di individuo che, come ognuno, è tenuto a distaccarsi dal nucleo famigliare, a scegliere in modo autonomo e a costruire il futuro davvero per sè.

Questo è il tuo percorso. E se deve passare, per esempio, attraverso un'estate di lavoro invece che di studio, magari lontana da casa per dimostrarti che puoi farcela, vai.
Mettiti alla prova, ché il tempo non si può fermare e devi corazzarti un pochino come hanno fatto tutti. (Siamo sopravvissuti, credimi).

Ciao Federica,

di Antonella Viale

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