Magazine Mercoledì 17 aprile 2013

Posta del cuore: «Il mio compagno mi obbliga a mentire alla sua famiglia»

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Magazine - Cara Antonella,
seguo sempre i tuoi consigli con interesse. Ora è il mio turno di chiedere conforto.

Il mio compagno da ormai cinque anni vive un rapporto difficile con la sua famiglia. A causa di certi suoi atteggiamenti non troppo ortodossi, i suoi familiari sono perennemente in ansia per quanto riguarda la sua propensione a vivere talvolta al di sopra delle righe, da anima randagia quale è. Abitando in luoghi distanti, spesso si rivolgono a me per avere notizie su di lui, in cerca di rassicurazioni o conferme su quanto lui dice (o non dice).

Mi trovo nella imbarazzante situazione di non sapere cosa fare. Si tratta di persone che stimo, a cui sono affezionata e so per certo che questi miei sentimenti sono ricambiati in ugual misura. Non desidero mentire o omettere nulla quando parlo con loro. Tuttavia il mio compagno insiste perché io non risponda alle loro domande, barricandomi dietro generici 'non so', oppure rispedendo a lui ogni richiesta.

Sia che io scelga l’una o l’altra via, entrambe sarebbero comunque una ammissione di qualcosa da parte mia, giacché loro sanno benissimo che 'io so', nel bene e nel male. Sto pensando ultimamente che l’unica soluzione sia quella di chiudere questa storia, che si sta complicando non poco a causa di questa situazione. Gli atteggiamenti di cui parlo infastidiscono comunque anche me, e forse sarebbe la cosa migliore da fare. La domanda quindi è: essere leali verso di lui, verso la sua famiglia o verso me stessa? Chiedo il tuo parere, anche se forse mi sono già data una risposta da sola.

Grazie!
Anonima


Cara anonima,
sì, ti sei già data la risposta e hai soltanto bisogno di una conferma. Hai ragione a pensare di chiudere, perché il problema non è di lealtà, ma di complicità. Non esiste lealtà nei confronti di una persona che mente con tanta leggerezza. Inoltre - ma non dubito che tu già lo sappia - come mente alla famiglia, di certo lo fa anche con te. Non pensare che ci sia differenza.

Tu stessa sei reticente al limite dell'impossibilità di una risposta sensata. Tranquilla, nessuno ti riconoscerebbe, se ci sarà una prossima volta rilassati e contestualizza: il mondo è pieno di situazioni che si somigliano parecchio.

Liberati dall'anima randagia e cercane una più stabile e leale. Fai bene.

Ciao!

di Antonella Viale

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