Magazine Venerdì 26 aprile 2002

Gaccetta secondo Giovanni Villani

Giovanni Villani, attivo nella promozione culturale e dello spettacolo, viene spesso pubblicato nello spazio dedicato agli interventi dei lettori con le sue annotazioni di costume, su quotidiani nazionali (tra cui Stampa, Corriere della Sera e Repubblica) e locali (Secolo XIX, Corriere Mercantile).
mentelocale.it ha deciso di dargli uno spazio.
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È una figura che spunta dalle pagine di un romanzo o è la sua vita che darebbe diversi spunti ad uno scrittore in cerca di soggetti stimolanti?
Si esce con questo dubbio, di non facile risoluzione, dalla FNAC dove è stato presentato il volume “Giuseppe Gaccetta e il segreto di Paganini”.
Stimolato con grande sensibilità e sagacia dall’autore Giorgio De Martino, questo genovese dei caruggi, ottantotto anni portati con sufficiente leggerezza, supera una comprensibile ritrosia iniziale.
Così suggerisce, precisa, corregge, arricchisce il racconto che della sua storia De Martini fa, estrapolandone, per ovvie ragioni di tempo, gli episodi salienti.
Anche se il numeroso e attentissimo pubblico che affolla la saletta si lascia catturare subito con grande facilità e alla fine solo l’orario di chiusura del negozio determinerà il termine dell’incontro.
A questo punto ci si chiederà: chi è Gaccetta e perché si parla in questo modo di lui?
È semplicemente l’ultimo straordinario trait d’union che porta per via diretta a Niccolò Paganini e alla sua incomparabile tecnica violinistica, attraverso Camillo Sivori, unico suo allievo e poi Francesco Sfilio, maestro veneratissimo di Giuseppe Gaccetta.
Ma l’originalità consiste nel fatto, davvero strabiliante, che questo incomparabile patrimonio di scienza musicale non solo sia restato sepolto per sessant’anni, ma sia tornato alla luce per il classico caso imprevedibile.
Giuseppe Bignami, violoncellista del Carlo Felice, passando, nella primavera del 1997, per Vico Vegetti, entra nella bottega di Gaccetta, che, ormai da più di cinquant’anni, svolge l’attività di falegname. Chiede un ferma puntale per il suo strumento. Viene rassicurato. Torna l’indomani e di ferma puntali ne trova due, perfettamente rifiniti. Al suo sorprendersi inizia a “rompersi l’incantesimo”, Gaccetta confida di essere stato un musicista, in passato suonava il violino. Caso nel caso, dal cognome si scopre che il papà di Bignami aveva lavorato nel laboratorio di Gaccetta, che a questo punto gli regala un vinile prodotto per sé da un’incisione dei nove capricci paganiniani, realizzata nel 1931 nel negozio di Mario Agosto in piazza della Meridiana (col sottofondo del passaggio de tram in via Cairoli!).
Ecco il caso esplode, Bignami ascolta il disco, ne è talmente stupefatto che non riesce per l’emozione a trasmettere quel che ne pensa e lo fa solo per iscritto.
La notizia della strana storia dell’anziano musicista – falegname con bottega nei caruggi, che tramanda la pura tecnica paganiniana, rivoluzionando il sistema corrente di suonare il violino a questo punto comincia a diffondersi. Il Secolo XIX decide di lanciarla a tutta pagina. Ed è storia di oggi, con Gaccetta che, invece, di scomparire nell’ombra e con lui questo filo diretto col grande Paganini (nel testamento la sua volontà di far bruciare il violino alla sua morte!) ha iniziato a tramandarla ad allievi che, spesso sono docenti di Conservatorio o primi violini, con l’ammirazione dei più grandi musicisti contemporanei, un nome per tutti, Uto Ughi.
Così avere davanti quella maschera d’altri tempi, quegli occhi guizzanti tra le rughe dell’età porta l’emozione di sentire la storia in presa diretta.
Una di quelle storie “segrete” vissuta quasi sempre all'ombra dei caruggi dove, se non altro per conformazione urbanistica, di luce ne entra pochissima.


Giovanni Villani

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