Magazine Giovedì 18 aprile 2013

«Mio marito vuol tradirmi con un uomo. Devo assecondarlo?»

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Magazine - Avrei proprio bisogno di un parere.
sono sposata da 7 anni e ho due bimbi piccoli.
Mio marito è in difficoltà da quando ci sono i bimbi che hanno scardinato le sue rassicuranti routine e, probabilmente, esacerbato altre problematiche emotive latenti sue proprie.

So per certo che lui vuole tradirmi (confermato dal suo migliore amico) e che è attirato da un uomo.
Lui aveva già questa propensione prima dl nostro matrimonio ed un po' ci ha sempre accompagnato, per lo meno come sua fantasia sessuale.

Ora lui afferma di aver perso ogni stimolo, anche nei suoi hobby e deve riprendere a breve una terapia psicoanalitica ma nel frattempo l'unica reazione razionale che mi è sembrato sensato avere è stata quella di rassicurarlo e di dirgli che, se ha questa esigenza ed è convinto che togliersi questo sfizio possa rasserenarlo, ha la mia benedizione.

So che sembra un discorso assurdo ma prima di tutto se ha deciso di tradirmi non posso impedirglielo. In secondo luogo sono tanti anni che ha rinunciato a questo aspetto della sua personalità a cui, oggettivamente, non posso rispondere io.
E terzo lui mi ha garantito che mi ama... Avrebbe senso obbligarlo a non tradire (ammesso di riuscirci) e fargli vivere tutta la vita con questa frustrazione?
Tutto sommato si tratta solo di sesso, posso tranquillamente chiudere un occhio.

Ne ho parlato col suo migliore amico che ammira la mia elasticità mentale mentre il mio miglior amico è categoricamente convinto che questa cosa non può che far male alla mia famiglia.
Un consiglio se possibile?
Sono un po' frastornata...
Grazie mille


Buongiorno,
Lei si sente "frastornata" e devo ammettere che anche io ho avuto la sua stessa sensazione, come se nel riassunto della sua storia si intrecciassero diverse tematiche. E non sempre sono riuscito a comprendere come si potessero legare l'una all'altra.
Così provo a riassumere.

Lei incomincia a descrivere una situazione, ahimè, molto frequente, ovvero come la presenza dei figli metta in crisi il rapporto coniugale. E non è strano che i bambini, specie se piccoli, non siano proprio compatibili con le "rassicuranti routines".
Ma a questo punto lei invece che affrontare questa tematica, inserisce l'ipotesi che questa situazione di crisi tipicamente familiare abbia anche esacerbato altre problematiche emotive latenti proprie di suo marito. Che però non spiega. E che invece meriterebbero di essere capite un po' meglio.

Ma subito dopo incomincia a parlare di "tradimento" e della ipotesi che suo marito sia attratto dal fare sesso con un altro uomo. E questo mi fa pensare che lei sia a questo che si sta riferendo quando parla delle problematiche "emotive " di suo marito.
Ma non sono proprio del tutto convinto che ci sia solo questo.
Eppure lei le scrive una di seguito all'altra, come se queste due situazioni - la presenza di due figli che scombussolano la " tranquillizzante routine" e la necessita di "tradire la moglie con un altro uomo" - siano necessariamente conseguenti. Cosa che trovo estremamente semplicistica.

Ma lei non sembra essersi soffermata su questo aspetto, che meriterebbe, almeno, una riflessione un po' più articolata.
E neanche si sofferma su un altro altro "particolare" di cui però, in fondo, si rende conto  essere importante, perché scrive: "ora lui afferma di aver perso ogni stimolo, anche nei suoi hobby e deve riprendere a breve una terapia psicoanalitica".
Ovviamente, anche qui, sarebbe interessante capire come mai, una situazione che appare vagamente depressiva debba avere, come risoluzione, un tradimento.

Ma lei, a questo punto lei fornisce una chiave di lettura dicendo "non posso impedirglielo... sono tanti anni che ha rinunciato a questo aspetto della sua personalità a cui, oggettivamente, non posso rispondere io".
E questo sembra avere un senso.
E assumerebbe un senso ancora più grande se arrivassimo a pensare che  questo aspetto della sua personalità non è poi cosi marginale, tanto da non poter essere più disatteso.

Ma allora potremmo anche pensare che questa sorta di outing possa essere la punta di un iceberg decisamente più ampio che non una fugace notte di sesso.
Ma su questo non sono in grado di esprimermi con sicurezza per cui lo dico solo come una ipotesi, che però la inviterei a prendere in considerazione.

E con questo arriviamo alla sua ultima domanda: che fare?
Mi scusi se adesso "cito", ma : - per sapere qual è la soluzione migliore bisogna prima capire qual è il vero problema.
E credo che la ricerca del vero problema meriti un po' più di attenzione. Dunque non ridurrei il problema alla semplice opportunità di accettare o non accettare il tradimento, ma amplierei la comprensione a quello che davvero significa questa esigenza.

Concordo con il suo amico che ammira la sua elasticità mentale e non ho dubbi che tra lei e suo marito ci sia un intenso rapporto affettivo e di reciproca comprensione (che già non è cosa comune di questi tempi).
E credo che  dovrete contare  proprio su questo vostro buon rapporto per affrontare questo momento di crisi. Crisi che, mettendo insieme tutto quello che abbiamo detto, mi sembra di poter dire che è da valutare un po' più profondamente che non ridurla a un semplice togliersi uno sfizio in un momento di fatica.
O almeno questa è la mia sensazione dopo aver letto e riletto le sue parole.

E le auguro che l'affrontare serenamente e assieme a suo marito le radici di tutto quello che sta accadendo, senza drammatizzare e  senza banalizzare possa davvero permettervi di mantenere unita la famiglia.
Perché, al giorno d'oggi, non esiste soltanto un unico modo di stare assieme: oggi, più che in passato, abbiamo molte possibilità diverse di rimanere uniti.
Perché in fondo, al di là delle formule, ci sono i sentimenti. E si è davvero "uniti" quando si sente, davvero e profondamente, la voglia e la capacità di capire, condividere e armonizzare le proprie e le altrui esigenze del nostro nucleo familiare.
Al di là dei comportamenti che possono essere più o meno condivisi dagli amici.

Spero di averla aiutata a essere un po' meno confusa.

Saluti,

di Marco Emilio Ventura

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