Magazine Mercoledì 3 aprile 2013

«Sono incapace di amare. O ne ho solo paura?». La posta del cuore

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Magazine - Cara Antonella,
ho paura di non essere capace ad amare. La mia ultima ragazza (e ormai la storia è finita tre anni fa) mi ha lasciato dopo due anni anni di vita insieme proprio con quelle parole.
Sul momento le ho prese come una scusa, un'esagerazione, un modo comodo per staccarsi da me senza prendersi la responsabilità dei problemi che pure come coppia avevamo. Eppure adesso, a distanza di parecchio tempo, ci ho riflettuto, e credo che avesse ragione lei.

Per questo ti scrivo. Secondo te è possibile che io non sia in grado di amare? E poi, cosa significa amare?

Mi spiego. Spesso incontro delle donne che mi fanno battere forte il cuore: mi bastano un'espressione, un gesto, uno sguardo e mi sento catturato. Vorrei rivederle, fantastico su quello che potrebbe accadere tra noi, ci ricamo sopra parecchio. Poi, quando ci esco davvero (non spesso, ma a volte succede), quella sensazione lì dopo un po' svanisce insieme all'interesse.

Come ho fatto a uscire due anni con la stessa ragazza non lo so (di questo mio problema me ne sono reso conto dopo che la storia è finita), ma oggi vorrei cambiare, perché vorrei che le farfalle nello stomaco non se ne andassero mai.
Luca

Caro Luca e car* che mi scrivete,
per favore ricordatevi di dirmi qualcosa di più su di voi: età, attività (studio/lavoro), ché altrimenti mi tocca lavorare di fantasia e non vi renderò un buon servizio. Ci conto: nessuno vi riconoscerà, tra le migliaia di persone che leggono e scrivono quassù.

Tornando a Luca, la risposta è: investi così tanto in fantasia, che supera di troppo la realtà. Nessuno è mai all'altezza del sogno. Quindi non ti dico di smettere di fantasticare, ma di riuscire a tornare alla realtà quando è il momento.
Ribalta la situazione: pensa ai difetti che hai e che nascondi bene, finché non approfondisci una relazione, anche d'amicizia. E renditi conto che, come tu devi imparare a accettare e ridurre le aspettative, gli altri quotidianamente accettano te e i tuoi difetti.

Non penso che tu sia incapace di amare, ma che tu sia un filo immaturo e superficiale. Nel vero senso della parola: ti fermi alla superficie e integri con la fantasia. Immagino che sul lavoro o nello studio non ti comporti così.L'amore è vita come il resto, comincia con le farfalle, continua con una certa stabilità -che è un lavoro anche quello- e se si lavora bene non finisce.
Né finiranno le farfalle, usa la tua fantasia per sorprendere e farti sorprendere: avrai farfalle garantite a vita.

Ciao,

di Antonella Viale

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