Weekend Magazine Venerdì 19 aprile 2002

La via dei falchi

Magazine - Già avevo accennato ai del parco del Beigua, una serie di percorsi selezionati dall’Ente Parco, per meglio illustrare le aree di maggior interesse naturalistico. Uno di questi, piuttosto diverso da e è il Curlo – Passo della Gava. Che c’è di diverso? Siamo sempre nel parco, ma il panorama cambia in modo abbastanza radicale. E’ il regno della macchia mediterranea, dei rapaci diurni e di particolari formazioni geologiche.

Il punto di partenza si raggiunge da Arenzano, in prossimità della stazione. Da qui si percorre, se volete anche in auto, la strada che sale alla frazione Terralba, verso la località Curlo. Poco più in basso sorge il , il Museo Vivo delle Tecnologie per l’Ambiente, che vi consiglio di visitare.

Tenendo d'occhio i due pallini rossi, segnavia dell’itinerario, dal Curlo si procede verso case Vaccà, dove si trova il Centro Ornitologico per studio e avvistamento dell’avifauna. Mentre salite tra arbusti e pini marittimi date uno sguardo al cielo. Non è affatto difficile, soprattutto in primavera inoltrata, scorgere una moltitudine di uccelli rapaci di passo e stanziali, molti dei quali in caccia: bianconi, con i loro due metri scarsi di apertura alare, poiane e falchi. I cartelli del sentiero segnalano i punti migliori per dedicarsi all’avvistamento, cosa guardare e le caratteristiche salienti per riconoscere le varie specie in volo.

Si prosegue seguendo le indicazioni, sempre due pallini rossi, sulla sterrata che conduce in alto fino ad arrivare a Cima Ramà e poi prato Liseu. Altri ottimi punti d’avvistamento. Proprio qui in zona può capitare, con un po’ di fortuna, di individuare due piante endemiche, la Dafne odorosa e la Viola Bertoloni, che crescono in associazione con le rocce della zona, le serpentiniti, formazioni geologiche di colore bruno-verdastro e aspetto a scaglie.

Sempre lungo il percorso si incontra il rifugio Gilwell e poco dopo il passo della Gava. Il rifugio è sempre aperto, ma non troverete nulla da mangiare; dovete portarvi voi qualcosa. Le sue mura offrono un gradito riparo in caso di freddo, vento o maltempo.

Per tornare a valle sta a voi la scelta. Si può tornare indietro o deviare verso destra (guardando il rifugio), in direzione di un magnifico sentiero in costa tra i pini neri. In un’ora o poco più vi riporta sopra Arenzano, in vista di località Curlo. Il tratto finale regala una magnifica vista sul mare e il paesaggio circostante, tra roccie, pini e fioriture.

Il tempo richiesto per la salita, non ripida, ma costante, è di circa due ore e mezza. Il dislivello attorno ai 450 metri.

Qualche immagine in più nello slideshow .

Oggi al cinema

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