Concerti Magazine Giovedì 18 aprile 2002

De Gregori senza parole

Non me lo facevo così magro. Per il resto è tutto come me lo aspettavo: t-shirt nera slavata e jeans in tinta che scendono abbondanti sugli stivali da cow-boy a punta. Francesco De Gregori si presenta sul palco del Carlo Felice molto casual e molto familiare. Comincia a cantare senza dire nulla, e in tutte le due ore di concerto dice sì e no tre frasi. Non ha bisogno di tante parole, il Principe per creare il feeling. Quando uno può permettersi di spararti al cuore Pezzi di vetro, Alice e Rimmel così, con noncuranza, quasi non si trattasse delle tue canzoni preferite (l’ho deciso sul momento), non ha davvero bisogno di tante parole.

Dopo un’oretta di concerto guarda l'orologio e parla. Niente di clamoroso: «questa è l'ora in cui, quando vado a sentire i concerti degli altri, mi auguro sempre ci sia l'intervallo per andare a bere qualcosa», dice sornione, e se ne va. Niente proclami, niente strascichi dello sciopero generale.

Due ore di concerto, con un'anima rock per i pezzi veloci (citiamo Niente da capire, Cercando un altro Egitto) e una acustica per i grandi classici (Generale, e La donna cannone su tutti): venti pezzi, compresi due bis richiesti a suon di fischi affettuosi dai loggionisti e qualche lamentela (si fa per dire).

«Non ha fatto neanche un accenno alla situazione politica», osservano tre ragazzi aspettando l'autobus. Ma hanno gli occhi che ancora gli brillano: sono contenti eccome.
«Non ha fatto Canzone per l'estate», dice il cronista (che sono io), «che pure ha inciso recentemente». Ma un piccolo e sentito omaggio a De André, antico amico e maestro, De Gregori lo fa quando un amante del bel calcio gli grida "Forza Roma". Lui, tifoso giallorosso, ringrazia e dice: «però nella città di De André vorrei tifare per la sua squadra». Insomma, tutto bello, anche se non ha indossato nemmeno un cappello, anche se comincia a invecchiare (ma la voce sembra migliorare, sta diventando più calda e accogliente), anche se non ha fatto Raggio di sole, Pablo e tante altre.

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