Tomaino a Palazzo Cattaneo Adorno - Magazine

Mostre Magazine Mercoledì 17 aprile 2002

Tomaino a Palazzo Cattaneo Adorno

Wunder Kammer
Nascent House
Palazzo Cattaneo Adorno - v. Garibaldi 8 (GE)
mostra aperta al pubblico dal lunedì al sabato
dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.30
Fino al 5 maggio


Giuliano Tomaino è un artista ligure.
Un grande amico.
Puro e profondo. Propone segni che lo legano fortemente ad un mondo infantile, primordiale, dove il linguaggio ancora non è arrivato, ma già si possono raccontare grandi storie.
Il cimbello, il cavallo a dondolo, i suoi piedi e le sue mani parlano del concreto e sono fatti di materiali grezzi: ferro, legno, cartone. Un mondo di storie, di sogni e di giochi dei materiali tra loro.
Un grande amico, dicevo, che nell'occasione della sua mostra a Genova ha preferito chiacchierare e bersi un drink con noi e lasciare l'intervista all'email.

Che differenza prova un artista a mettere in mostra i suoi lavori in uno spazio che non è una galleria, ma piuttosto un luogo di lavoro legato al mondo economico?
Uscite dallo Studio le opere devono conquistarsi lo spazio. Sia nelle piccole gallerie di provincia che al Guggenheim o nel mondo economico.
È la prova del fuoco.
L'arte non si comprende, l'arte ti rapisce.

Secondo la tua esperienza la cornice offerta da Palazzo Cattaneo Adorno, storico edificio di una delle vie più importanti della città, ospita i tuoi lavori della contemporaneità con il giusto garbo, con interessante contrasto oppure preferisci in genere luoghi più simili al tuo lavoro, più moderni?
Palazzo Cattaneo Adorno nel cuore di Genova diventa una ideale WUNDERKAMMER. Uno spazio fra il privato e il pubblico che mi piace.

La "Wunder Kammer" è una mostra che rappresenta quasi completamente il tuo percorso artistico. Cosa manca? Se avessi potuto avresti incluso qualcos'altro?
Ogni mostra è una piccola WUNDERKAMMER. Anche quando espongo una sola opera.

È la prima volta a Genova, ma non con i genovesi. Nel tuo lungo elenco di personali ce n'è anche una ai Tre Merli di New York. Cosa pensi dei genovesi e della città? Come ti hanno accolto?
Mi piace Genova. Soldati che l'amava molto diceva che è la più "americana" delle città italiane. Ho degli ottimi amici a Genova e un mio quadro di grandi dimensioni dal titolo "POI PIOVVE DENTRO A L'ALTA FANTASIA" è stato recentemente acquisito dal Museo di Villa Croce. Anche i "TRE MERLI" di New York con Pietro e Paolo erano un pezzetto di Genova.

Presto partirai per Dakar, ci racconti come ti è giunto l'invito e che tipo di lavoro presenterai alla Biennale?
Sono stato invitato dal direttore della Biennale, WADIE, all'interno di un progetto finanziato dalla Provincia di Lucca. Presenterò una scultura in ferro dipinto, 6 MT. per 3 MT. La realizzerò a DAKAR, e si chiamerà "ABRACADABRA".
Dopo l'esposizione, che inizierà il 9 Maggio, l'opera sarà installata in uno spazio pubblico della città. Avrò inoltre una sala per esporre TRE grandi tele.

Che cosa vorresti fare come artista che ancora non ti è riuscito?
L'ARTISTA è un animale in estinzione. Tanti ibridi lo stanno sostituendo.
Vorrei riuscire a salvare la pelle, aspettando "IL CREPUSCOLO DELLA COLOMBA".

ciao TOMA

Immagini tratte dal catalogo della mostra. In alto olio su tela "Voyage dans la lune". In basso, scultura in ferro e biglie di vetro "Fuori... gioco".

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