Un libro per Aldo Trionfo - Magazine

Teatro Magazine Martedì 16 aprile 2002

Un libro per Aldo Trionfo

Il teatro di Trionfo
a cura di Franco Quadri
Ubulibri
con tre testi dell’autore e contributi di Carmelo Bene, Franco Branciaroli, Ettore Capriolo, Cherif, Marisa Fabbri, Mauro Manciotti, Lorenzo Salvati
cop. Teatro della Tosse e Associazione Culturale Lunaria
pp. 336, ill. b/n e colore


Un libro per Aldo Trionfo. Un libro per ricordare un grande uomo di teatro. Un libro per ricostruire la storia importante di una figura che resta “sconosciuta agli stessi genovesi”, come sostiene il curatore del volume Franco Quadri.
Sarà presentato mercoledì 17 aprile alle ore 18 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale. Più che una semplice presentazione sarà un incontro sul Teatro di Aldo Trionfo a cui prenderanno parte alcune personalità del mondo del teatro legate a vario titolo al lavoro e alla vita di Trionfo: Valeria Moriconi, sua interprete prediletta, Emanuele Luzzati, scenografo e suo amico d’infanzia, Franco Quadri, critico teatrale e direttore di Ubulibri, Tonino Conte, regista artisticamente nato con Trionfo, Giorgio Panni, scenografo e stretto collaboratore di Aldo Trionfo.

Dagli anni ’60 in avanti, Aldo Trionfo si è imposto con il suo lavoro e la sua grande passione come una delle figure più importanti della scena teatrale. Attore, regista, scopritore di talenti, direttore artistico di importanti teatri italiani, Trionfo è stato e resta personalità eccentrica e raffinata, che ha sempre proposto un linguaggio e un registro personale, andando controcorrente e indagando “i lati inconsueti del teatro”. Un libro nato dalla volontà dello stesso curatore, Franco Quadri, dal Teatro della Tosse e arricchito nei materiali grazie alla collaborazione dell’Associazione Lunaria. “In effetti”, ammette il curatore, “andando a pescare nel passato in quello che si conosceva è venuta fuori una miniera di materiali.”

Un libro dunque che, nella diversità dei documenti raccolti (interviste, conversazioni radiofoniche, tre dei suoi testi, brani d’archivio, note di regia) e attraverso più di duecento immagini, mette in scena una vita artisticamente molto densa e improntata al rinnovo del codice stesso del teatro. Un ritratto eterogeneo lungo 336 pagine, arricchito da una dettagliata teatrografia e da una bibliografia esaustiva.

A Genova, resta vivissimo un ricordo nella memoria di chi con Trionfo ha vissuto una delle esperienze più particolari della sua storia artistica: la Borsa di Arlecchino. Uno spazio assolutamente unico per l’epoca che, dalla fine degli anni ’50 e per tre stagioni, ospitò la messa in scena di testi inediti dell’assurdo francese: da Ionesco (La lezione, 1957; La cantatrice calva, 1958; Jacques ou La soumission, 1958; Vittime del dovere, 1958; La ragazza da marito, 1960) a Tardieu (Solo loro lo sanno, Il linguaggio delle famiglie, Un gesto per un altro e Il signor Dieci, 1960), da Obaldia (Un coniglio molto caldo, 1958) a Beckett ( Finale di partita , 1959), da Adamov ( Les retrouvailles , 1958) a Genet (Alta sorveglianza , 1960), nonché ‘riviste' poetiche e musicali dello stesso Trionfo.

Un regista che amava usare la musica in modo inconsueto, magari sovrapponendo brani d’Opera ai dialoghi; capace di trasformare il tragico più violento, come quello del “Tito Andronico” di Shakespeare, in una lezione sulla civiltà contemporanea impartita a ragazzi di scuola in visita ad un giardino vittoriano; innovativo al punto da mettere in scena un testo ungherese con al centro la figura di Nerone sotto forma di burlesque con “intermezzi da rivista”. In breve, un artista che seppe proporre una critica della società borghese attraverso testi classici e contemporanei, utilizzando toni e linguaggi impensabili a quel tempo in Italia.

Incontro sul Teatro di Aldo Trionfo
mercoledì 17 aprile alle ore 18
Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale
Partecipano: Valeria Moriconi, Emanuele Luzzati, Franco Quadri, Tonino Conte, Giorgio Panni
Ingresso libero
Per informazioni 010 2487011

Nella foto in alto, courtesy Teatro della Tosse, (da sinistra Tonino Conte), Aldo Trionfo, Giorgio Panni ed Emanuele Luzzati

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