Lavia vs Pagni: palla al centro - Magazine

Teatro Magazine Teatro Duse Venerdì 12 aprile 2002

Lavia vs Pagni: palla al centro

Un nemico del popolo
di Henrik Ibsen
adattamento Arthur Miller
traduzione Masolino D’amico
interpreti Roberto Alighieri (Morten Kiil), Riccardo Bellandi (Billig), Federica Bonani (Petra), Francesco Canepa (Morten), Orlando Cinque (Capitano Horster), Gabriele Lavia (Dottor Stockmann), Orietta Notari (Catherine Stockmann), Eros Pagni (Peter Stockmann), Paolo Serra (Aslaksen), Jacopo Surico (Ejlif), Federico Vanni (Hovstad)
regia Marco Sciaccaluga
scene e costumi Valeria Manari
musiche Andrea Nicolini
luci Piero Niego
coproduzione Teatro Stabile di Genova, Compagnia Gabriele Lavia
Teatro Duse dal 9 al 24 aprile 2002


Tutti dovrebbero andare a vedere questo spettacolo. Tutti a Genova.
Per i classici tre motivi più uno. Primo, il testo è di grande valore e intensa attualità. Secondo, gli interpreti si confrontano in modo vivace e appassionante sulla scena. Terzo, la regia sfrutta debitamente le potenzialità di ogni componente spettacolare - dalla musica alle luci, dalle scene ai décor, dalla caratterizzazione a l’intervento drammaturgico - confezionando uno dramma bien fait che ha i toni di una tragicommedia contemporanea.

Per entrare un po’ più nello specifico, e svelare l’altro motivo d’attrazione, parliamo del testo. Scritto da Henrik Ibsen nel 1882 e ripreso nel ’50 dal drammaturgo americano Arthur Miller, Un nemico del popolo è un dramma denso di tematiche terribilmente attuali: l’ambiente, la democrazia, il ruolo della scienza, ma soprattutto – e qui arriva il motivo in più – entra nell’intimo della vera e propria lotta politica e del suo microcosmo di relazioni - spesso giocata tra pochi, tra chi promuove la necessità etica di un cambiamento, anche a fronte di un alto costo per una comunità, e chi, burocrate allenato, preferisce la strada dell’imbosco, della moderatezza nelle azioni e dunque della lentezza e della non pubblicità per proteggere i grandi interessi privati, ma anche quelli di una piccola comunità, altrimenti vessata dal crollo dell’impresa stessa. In sintesi: l’uomo del libero pensiero vs l’uomo politico; l’uomo moderno di fronte all’uomo del vecchio regime; l’uomo del progresso, anche etico e civile, vs l’uomo dell’immobilismo e della corruzione. Gabriele Lavia vs Eros Pagni. Uno scontro che poche volte è riuscito così azzeccato per la capacità di entrambi di essere veri e propri protagonisti.

Le Terme di Kirsten sono la realtà, ma anche il sogno ad occhi aperti, di una piccola comunità. Una grande impresa messa in piedi da privati e divenuta in poco tempo motivo di evoluzione dell’intero paese, all’improvviso meta ambita per le sue possibilità terapeutiche. Al centro di tutto i due fratelli Stockmann, (Peter il sindaco di Eros Pagni e l’altro, il dottore di Gabriele Lavia) e l’acqua insieme alla struttura del sistema idrico delle terme. Il dottore scopre che l’acqua è avvelenata e che infetterà le persone venute a Kirsten per curarsi. Il sistema idrico va ricostruito più in alto per evitare il contagio dell’acqua con scarichi di altre industrie. Proprio questo ultimo punto fa del sindaco Peter un ipocrita e del Dottore un eroe destinato alla sconfitta. Il dottore infatti aveva spinto fin da subito perché il sistema idrico fosse costruito molto più in alto, prevedendo ciò che viene a scoprire solo successivamente.

Calati in un mondo dominato dalla pubblicità, dalla cartellonistica, dai prodotti come la Coca Cola, i Corn Flakes, o il frullatore, i personaggi di questo nuovo allestimento sono costruiti su uno stile holliwodiano anni’ 50, ma portano nomi norvegesi. Un allestimento dunque testimone anche del percorso drammaturgico di un testo che, nelle mani di Miller assunse toni più rispondenti all’idea di democrazia agli albori delle politiche maccartiste in America.

Una serata che intrattiene ma lancia chiari messaggi e spunti di riflessione.
Una tragicommedia giocata in una cucina, come vuole la tradizione anglosassone degli anni '50, e che sempre seguendo quell'esempio mette in atto un feroce scontro verbale tra gli uomini: lotta per il potere articolata attraverso due diversi stili del linguaggio, diretto e scientifico il primo, ambiguo e allusivo il secondo.

Al Duse fino al 24 aprile 2002, h. 20.30.

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