Magazine Venerdì 15 marzo 2013

«Ci lasciamo di continuo, ma lui torna sempre. È solo per il sesso?»

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Magazine - Salve Dott. Ventura,
Le scrivo per chiederle un consiglio su ciò che sto vivendo ultimamente. Ho 25 anni e il mio ragazzo 29, siamo stati insieme un anno nel quale sono successe tante cose belle, ma forse più cose brutte.
Chiaramente non parlo di tradimento, ma di tanti dispetti che ci siamo fatti fino a stare male! Tutto questo ha sortito degli effetti diversi in noi, a me hanno portato a non fidarmi più di lui ma comunque cosciente di essere molto innamorata, a lui invece hanno portato a mettere in discussione tutto: me come persona e come fidanzata, e il suo amore nei miei confronti, fino al punto di dirmi che non sapeva se mi amava ancora.

Ci sono stati tanti tira e molla fino a quando a dicembre dell'anno scorso io decido di lasciarlo definitivamente. Dopo un mese lui si fa risentire con la scusa del mio compleanno e iniziamo a vederci nuovamente, ma senza intimità: solo baci e dolci coccole, ma non perché nessuno ne avesse voglia bensì non reputavo fosse il caso!
Ci siamo visti per 3/4, giorni siamo stati bene ma non al 100%, almeno io, per cui gli ho detto che forse era troppo presto per tentare un riavvicinamento e che avevo bisogno di tempo, perché mi ero resa conto di non essere totalmente spensierata e questo mi portava a non essere del tutto naturale con lui.

Ora la mia domanda è: ho fatto bene a prendere questa decisione secondo lei? Io ho bisogno di capire se lui mi ama ancora, lo devo mettere alla prova e non so come farlo.
Se penso a tutte le volte in cui ci siamo riavvicinati è stato solo ed esclusivamente per merito suo, perché è lui che non ha mai smesso di cercarmi.
Ma il punto è che non so perché lo fa, se perché mi ama, perché vuole solo del sesso, perché non ha alternative e in attesa di queste cerca me. Come posso fare per capirlo?

C'è un modo per stanarlo? Perché dai comportamenti che ha non sembra per niente essere una persona disinnamorata o almeno io nel momento in cui non voglio più una persona non la cerco, non mi interessa cosa fa, con chi è, se sta con qualcun altro.

In attesa di un suo saggio consiglio, La saluto e La ringrazio per l'attenzione riservatami,
Alessia

Buongiorno Alessia,
ma certo che la sua lettera merita attenzione e ancora più attenzione meritano alcuni suoi passaggi che mi hanno incuriosito, così, se permette, volevo riassumere quello che mi sembra di aver capito.
Lei racconta di una storia, d'amore, con il suo lui, in cui sono presenti cosi tanti «dispetti» da farle dire che, in questo periodo di vita assieme, sono state più le cose brutte rispetto a quelle belle.
E già questo farebbe pensare che, forse, sarebbe meglio metterci sopra la parola fine.
Ma di sicura, la contabilità degli affetti, ha una matematica tutta sua e magari le cose positive erano poche, ma tanto belle.

O forse no. E infatti, poco dopo lei dice che, benché innamorata, in seguito a un lungo tira e molla è lei che decide di lasciarlo.
Ma lui, periodicamente, ci riprova e lei, chissà perché lo asseconda, anche se non ne è del tutto convinta. Anche se poi decide di non andare oltre.
Ho letto bene?

A qusto punto però mi fa una domanda strana: vuole sapere perché lui la cerca. E, ricordando il proverbio la curiosità è femmina a  me viene, rispettosamente, da sorridere.
Lei fa una serie di ipotesi e ha qualche dubbio su quale possa davvero  essere la reale motivazione. Domanda alla quale è facile rispondere in quanto vi è una fortissima possibilità che lui la cerchi non per un solo motivo, ma piuttosto  per un insieme di motivi intrecciati tra di loro.
E  quindi  potrebbe essere che lui la cerchi perché ha, in parte, un sentimento verso di lei (definirlo Amore mi sembrerebbe eccessivo) ma, allo stesso tempo la cerca, anche, per il sesso e anche perché non ha altri impegni. E forse anche per altri mille motivi tutti assieme.

Può essere che questa sia una «saggia» risposta, ma non credo che sia quella che si aspettava; infatti lei si chiede se un ragazzo che si comporta in questa maniera ambigua è innamorato o meno. E, sopratutto, come si fa a stanarlo?
E questo, davvero, mi lascia perplesso. A parte la parola stanare che suona, quanto meno vecchiotta, davvero le importa sapere se lui è innamorato o no? Vuol forse  dire che lei, se lui fosse innamorato, accetterebbe i suoi comportamenti ambigui e una vita di dispetti?
O pensa che, essendo innamorato, smetterà di comportarsi come si è comportato finora e diventerà l'uomo giusto?

Che dire? Forse abbiamo due idee diverse rispetto all'Amore e alle sue dinamiche.
E quindi, per chiarirmi,  le chiederò a mia volta: e lei? Lei è innamorata di lui? O lo vede solo per i baci e le coccole? O non ha niente di meglio da fare? O per tutte queste cose messe assieme?
Ha tutto il tempo che vuole per pensarci.

Ma se vuole, anche, il mio «saggio» consiglio, le ricorderò che abbiamo fatto tutti uno sforzo per emanciparci e diventare più autonomi non solo fisicamente ma anche mentalmente e affettivamente. E che questa autonomia è importante e va coltivata, ma ha anche un prezzo: siamo diventati più responsabili delle nostre azioni. E dunque, non c'è nessun lui da stanare ma, piuttosto c'è una lei che deve trovare, dentro di sè, le ragioni delle proprie scelte. Perché poi sarà solo lei  a viverne le  conseguenze.

Infine, nel salutarla, le ricordo anche che siamo nel terzo millennio. La invito a prestare attenzione a non ragionare con le logiche del millennio scorso. Grazie.
Saluti,

di Marco Ventura

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