Magazine Martedì 19 febbraio 2013

«Per lei son scappato in Norvegia. Che faccio ora?» La Posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Ciao Antonella,
mai avrei pensato di ridurmi a chiedere consiglio alla posta del cuore, ma ora come ora non so dove sbattere la testa.
La mia storia d'amore era partita alla grande: due anni fa faccio l'Erasmus in Norvegia con la mia fidanzata (mai lo rifarei oggi!), lì ci conosco un'altra ragazza norvegese, ci piaciamo ma subito non succede nulla. Nel frattempo la storia con la mia ragazza si logora un po', ma resistiamo giusto per rovinarci l'esperienza fuori di casa a vicenda.

Non ci sopportiamo più, e la storia finisce nel peggiore dei modi: lei torna in Italia dopo tre mesi, io invece resto in Norvegia per altri sei. I miei mi dicono che sono un cretino e non mi mandano più un soldo. Subito mi lecco le ferite, poi mi riapproprio della mia esistenza, anche se il senso di colpa non mi molla: non è che ci siamo lasciati per colpa mia?

Forse sto divagando, però credo che questa premessa serva ad arrivare al punto. Come avrai già capito, la consolazione per me è arrivata presto, con l'altra ragazza di cui ti ho parlato all'inizio. Torno in Italia, mi laureo per dimostrare ai miei che non ho buttato via del tempo e un po' ci riappacifichiamo.
Però pochi mesi dopo son di nuovo in Norvegia, per stare con la mia ragazza: sento che il mio posto è lì. I miei non la prendono bene: taglio i ponti con loro e con l'Italia.
Andiamo a convivere, ma senza conoscerci davvero. Ci vogliamo bene, ma credo di aver fatto il passo più lungo della gamba: lei mi trova un lavoretto, mi traduce i documenti, mi fa da balia per i primi mesi. Però continua a farlo ancora oggi, e non mi va più bene.

Non so dire se mi sono integrato davvero e se questo sia il mio posto nel mondo. Con la lingua faccio fatica, il clima mi uccide e l'unica consolazione che ho è quella di stare con una persona che mi vuole bene. Però corre molto più veloce di me. Ora lei ha l'ambizione di dare un'altra svolta alle nostre vite e mettere su famiglia davvero. Qui si usa così. Però io a neanche venticinque anni proprio non me la sento. Di lasciarla non mi sento, e neanche di tornare in Italia come un fallito.
Che faccio?

Grazie,
Pier

Caro Pier,
scrivi proprio bene, chissà che cosa hai studiato. Saperlo mi avrebbe semplificato l'esistenza, soprattutto se avessi aggiunto che lavoro fai e se è quello che effettivamente desideri. E siccome scrivi proprio bene, la tua confusione è ancora più evidente. Proviamo a fare ordine.

Sei stato mollato perché la tua ragazza non era pronta a accettare il cambiamento radicale implicito in un lungo soggiorno all'estero. Stai per mollare la nuova ragazza per lo stesso motivo: ti ha messo di fronte all'ipotesi di un mutamento radicale e non te la senti.
Dove avete sbagliato entrambi? Non avete affrontato il problema insieme. Non avete neanche provato a diventare grandi insieme: nella tua storia c'è sempre qualcuno che trascina/sorregge l'altro. Una coppia che funziona non è fatta così: certo, chi è più forte aiuta l'altro, ma i ruoli devono essere intercambiabili. E in una coppia che funziona si parla.

Quindi, anche se tra le righe leggo: Per favore, dammi degli argomenti plausibili per uscire dignitosamente da questo casino, farò tutt'altro. Ti inviterò a fregartene alla grande sia dei sensi di colpa nei confronti della ragazza italiana, sia dell'orgoglio che ti impedisce di tornare.
Qualunque cosa accada, quest'esperienza ti servirà, credimi.

Ma quando comincerai a riflettere -è questo che mi aspetto da te, giudicando dalla tua scrittura e dallo stile, che dice parecchio sul tuo livello culturale (ma poco sulla maturità)- ti chiedo di farlo soltanto sulla base di dati oggettivi: mi vuole bene vuole dire ci amiamo oppure mi sento in debito?

Sei in grado di reggere clima, difficoltà con la lingua, integrazione? Quello che stai facendo e le prospettive che può aprire ti soddisfano? E soprattutto sei in grado di parlare con la tua ragazza di tutto questo? Sei in grado di chiederle di affrontare con te i tuoi problemi e il suo? Perché voglio credere che sia possibile procrastinare. Comincia a sbarazzarti dei problemi finti, ragiona su quelli veri, metti alla prova non te stesso, ma la vostra coppia, e avrai le risposte che cerchi. Se no riscrivimi pure.

E tieni conto che anche qui fa un freddo cane, da ogni punto di vista. Se hai delle prospettive fuori dall'Italia, pensa bene anche a quante ne avresti qui.

Auguri, Pier,
Antonella

di Antonella Viale

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