Concerti Magazine Domenica 17 febbraio 2013

Marco Mengoni vince il Festival di Sanremo 2013. La cronaca della serata finale

Marco Mengoni ha vinto il Festival di Sanremo 2013

Magazine - Ore 00.55 Compare la fatal busta con il vincitore: Vince il Festival di Sanremo 2013 Marco Mengoni.

Ore 00.51 Si torna in diretta: stop al televoto. Sarà Marco Mengoni a rappresentare l'Italia all'Eurovision 2013. Di nuovo in scena Bianca Balti, che annuncia il vincitore. Per riempire il tempo, Fazio imita nuovamente Bruno Vespa. Uno dei tormentoni di questa edizione.

Ore 00.39 Marco Mengoni ripropone la sua sicura hit. Intanto panico in sala stampa: un blogger ha anticipato alcuni dati della votazione. Si vocifera che si debba ripetere il tutto per la fuga di notizie. In attesa di conoscere i nostri destini, pubblicità.

Ore 00.32 In attesa del cambio palco, torna in scena Martin Castrogiovanni. Poi largo ai Modà. Vada come vada con il televoto, ad ascoltare il testo, il premio Sergio Bardotti non l'avrebbero potuto vincere.

Ore 00.27 Si riascoltano le tre canzoni finaliste. Iniziano Elio e le storie tese. Volevano arrivare quarti, ma stavolta il pronostico l'han toppato. Speriamo lo toppino alla grande. Per il momento, Elio toppa l'ultima nota. Al posto di un Do, fa un Si. Geniale.

Ore 00.19 Fabio Fazio annuncia il terzetto dei finalisti: Elio e le storie tese, Modà e Marco Mengoni. Il televoto riparte da zero.

Ore 00.03 Torna per la terza volta Bianca Balti. La top fa un giro in passerella, ma a un punto le si impiglia il vestito e si inciampa. Risate sportive e applausi divertiti. Poi sfila Luciana Littizzetto.
Il premio della critica Mia Martini viene assegnato dalla sala stampa a Elio e le storie tese. E vista la classe della loro Canzone mononota, non poteva che andare così.
Il premio per il miglior arrangiamento, decretato dai professori dell'Orchestra, va sempre a Elio e le storie tese. Idem come sopra.
Poi, linea al TgUno.

Ore 23.58 Si parte con l'elenco degli “Ho visto” di Fazio e Littizzetto: una divertente carrellata dei momenti migliori di questa edizione. Un elenco davvero godibile.

Ore 23.52 In una serata che brilla per il ritmo della scaletta e per i toni soffusi (e vagamente soporiferi) della proposta degli ospiti a contorno, è il momento di Birdy, al piano per un altro brano intenso, delicato e in punta di piedi.

Ore 23.34 Spazio ad Andrea Bocelli, il tenore televisivo che il mondo ci invidia. Con un microfono davanti, La voce del silenzio ne esce alla grande. Qualche dubbio in più ce l'aveva fatto venire l'anno scorso nel suo debutto con Gounod nel Roméo et Juliette. Con il classico di Elvis, Love me tender, lo si colloca nel suo ruolo ideale. E si conferma con Quizás, Quizás, Quizás.

Ore 23.27 Simona Molinari e Peter Cincotti con la loro La felicità. Un pezzo destinato a una programmazione lunga (e, a mio vedere) meritata.

Ore 23.25 È il momento di Marco Mengoni con un pezzo cucitogli addosso per la ribalta di Sanremo. Il piglio da hit radiofonica c'è tutta. E non a caso è il brano che ha conquistato il pubblico del televoto. Sarà lo stesso anche per la giuria di qualità?

Ore 23.16 Degli irriconoscibili Elio e le storie tese mascherati da ciccioni fanno scompisciare il teatro e anche Luciana Littizzetto. Poi spazio alla Canzone mononota: un pezzo che ha ormai conquistato l'Ariston e non solo.

Ore 22.49 Dopo la satira di Maurizio Crozza nella prima sera, si va con la comicità più leggera di Claudio Bisio nella finale. In piena par condicio (e dopo gli strali su Crozza) non può toccare temi politici. Ma tra giochi di parole (“Non ho detto Mario Monti, ho detto Mari o Monti”) e ragionamenti in astratto su divorzi, diritti civili, fascismo e comunismo, dove vuole andare lo si capisce benissimo. Però il monologo delude: come già con Crozza, è tutto repertorio. Per un'occasione come il Festival, era lecito aspettarsi uno sforzo maggiore.

Ore 22.41 Rientrano Lucianina e Bianca Balti. E a scendere la scala, ora tocca a Fabio Fazio. Poi, Malika Ayane con la sua E se poi. E all'improvviso, dopo i siparietti con Beppe Fiorello, Nicola Piovani e Lorella Cuccarini in platea, tocca a Fabrizio Frizzi. Con programma in partenza d'ordinanza.

Ore 22.36 I Marta sui Tubi con tanta grinta testimoniano che questo, finalmente, è il festival di tutta la musica italiana.

Ore 22.26 La fresca vincitrice di X Factor, Chiara Galiazzo, dimostra una sicurezza impressionante. Ben consapevole di giocarsi un grosso pezzo di carriera in pochi minuti. Pubblicità.

Ore 22.21 È il momento dell'ospite Martin Castrogiovanni. Il rugbista nel pomeriggio aveva raccontato: “Per stasera ho paura solo di una cosa: di Luciana”. Ma il siparietto che ne esce non mette in imbarazzo il colosso della nazionale. È il primo rugbista che scende sull'Ariston, “come il primo uomo sulla luna”. Luciana diventa davvero un mediano di mischia, che con intelligenza conduce e guida la scena. Alla fine il gigante e la bambina introducono la promessa in gara, Chiara Galiazzo.

Ore 22.14 Spazio a un Max Gazzè particolarmente dandy, con tanto di lente a contatto azzurra in un occhio solo. La sua Sotto casa è un brano che si apprezza, testo alla mano, dopo diversi ascolti. Basteranno per conquistare il televoto?

Ore 22.04 Fabio Fazio introduce il momento mimico del danzatore Luz Forster. Il mito di Pina Bausch rivive sul palcoscenico dell'Ariston. Neanche una parola di commento. E la scaletta corre sciolta e veloce. Dopo un giusto rodaggio, la macchina del Festival gira alla grande.

Ore 21.58 Annalisa fa davvero Scintille sul palcoscenico: grintosa, sicura e divertita di trovarsi padrona della scena.

Ore 21.54 Maria Nazionale dà vita a un'interpretazione di grande classe. La scaletta vola velocissima.

Ore 21.49 Il cantastorie Simone Cristicchi propone finalmente in forma la sua L'ultima volta che sono morto. Prossimamente, lo vedremo a teatro per raccontare la tragedia degli italiani d'Istria.

Ore 21.45 Dopo Bar Refaeli, sul palcoscenico è il momento di Bianca Balti. La top model è simpatica e sta al gioco con Littizzetto, che non gliene risparmia nessuna. Divertente.

Ore 21.38 Spazio ai Modà, lanciatissimi nel televoto. Sapranno conquistare anche sala stampa e giuria di qualità?

Ore 21.30 Daniele Silvestri con la sua intensa A bocca chiusa: un brano da ascoltare con un occhio al testo. Stasera il livello delle interpretazioni è (finalmente) alto. A tutto favore dei brani in gara. Pubblicità.

Ore 21.25 Spazio agli Almamegretta e alla loro Mamma non lo sa. Raiz è in forma smagliante, così come la band. E il pezzo ne esce davvero rinvigorito.

Ore 21.22 Scende sul palcoscenico un manifesto firmato dagli orchestrali della Sinfonica di Sanremo, che denunciano la difficile situazione dell'ente e la sconfortante realtà dei contratti di solidarietà.

Ore 21.16 Tocca a Raphael Gualazzi aprire le danze: finalmente in forma, riesce a dare una interpretazione convincente della sua Ci basta un sogno.

Ore 21.10 Riassunto delle modalità di televoto e via alla gara finale. Ben consapevoli che rispetto alla classifica provvisoria, il voto della giuria di qualità potrà ribaltare le sorti della gara, come ci ha anticipato nel pomeriggio Stefano Senardi.

Ore 21.06 Luciana Littizzetto fa il suo ingresso travestita con un costume da farfalla. Una divertente citazione della farfallina di Belen che tanto tenne banco nella scorsa edizione. Pubblicità.

Ore 21.00 Daniel Harding si congeda dirigendo la marcia trionfale dall'Aida di Verdi. Fa un certo effetto vederlo dirigere con la testa rivolta verso il cielo, con i musicisti appesi sopra la scenografia. “Meno male che dirigo solo per pochi minuti, sennò sai che torcicollo” aveva scherzato prima di salire sul palcoscenico.

Ore 20.51 Come nella prima serata si era iniziato con Verdi (Il va' pensiero, dal Nabucco), nell'ultima si chiude con la Cavalcata delle Walkyrie di Richard Wagner. Diretta dall'icona Daniel Harding, per celebrare il bicentenario dei due compositori. “Giusto mescolare grande musica e pop”, ci aveva raccontato nel pomeriggio il direttore britannico (Leggi la nostra intervista a Daniel Harding).
Poi, quattro chiacchiere con Fazio. E il maestro racconta dell'assurdità delle tifoserie tra verdiani e wagneriani nel mondo dell'opera. Harding risponde in italiano. E dà una grande lezione di stile, modestia e disponibilità.

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