Concerti Magazine Sabato 16 febbraio 2013

Antonio Maggio vince Sanremo giovani 2013: «Addio talent, ho vinto con la giuria di qualità»

Antonio Maggio, vincitore tra i giovani del Festival di Sanremo 2013
© Matteo Paoletti

Magazine - «Quando ho ascoltato per la prima volta la canzone di Antonio Maggio, non avevo idea né di chi fosse lui, né che lui avesse partecipato a X Factor. Semplicemente, mi aveva convinto. E per questo l'ho scelta».
Queste parole Mauro Pagani ce le aveva confidate qualche giorno fa in una pausa delle prove pomeridiane all'Ariston. Ora, il direttore musicale del Festival di Sanremo 2013 si prende la sua prima soddisfazione. E il cantante uscito dai talent show la sua rivincita: Antonio Maggio ha vinto il Festival di Sanremo 2013 nella categoria giovani con Mi piacerebbe sapere, un brano furbetto e orecchiabilissimo, che segna il riscatto dell'ex Aram Quartet.

Già, perché ne sono passati di anni da quando il ragazzone pugliese si era imposto a X Factor con il suo gruppo vocale, era stato scritturato dalla Sony e aveva rilasciato un disco che, esauritasi l'onda lunga della tv, bene non era andato. Chiuso il contratto con la major, Antonio si è rimesso in gioco da zero, con grande umiltà, avviandosi alla carriera solista. Ma il marchio di prodotto da talent show gli era rimasto appiccicato addosso.

«I talent? Sono lo specchio di una nazione». Ci aveva raccontato un paio di mesi fa mentre preparava la sua corsa verso il Festival. «I talent? Sul televoto hanno pesato, ma io ho vinto grazie alla giuria di qualità» Ripete oggi che oltre al primo posto nella categoria giovani si è portato a casa anche il premio della sala stampa web, radio e tv Lucio Dalla (quello della sala stampa quotidiana, in cui si è espresso anche mentelocale, è andato invece a Renzo Rubino).

In questo strano Festival in cui i nodi iniziano a venire al pettine, ci tornano in mente altre parole dalla chiacchierata con Mauro Pagani, che sotto il profilo musicale molto ha scommesso per aprire il Festival a generi nuovi, dal grunge dei Blastema alle contaminazioni elettroniche di Andrea Nardinocchi. E nobilitando i figli dei talent.
«I ragazzi che fanno i talent show, non possono rimanere marchiati per sempre con quell'etichetta – spiega Pagani – non è pensabile che dei talenti si brucino la carriera a vent'anni, perché spremuti troppo in fretta. È innegabile che dalla tv, dalla pressione e dal giudizio continuo, guadagnano una grinta notevole: quando sono arrivati qui, alle prove, hanno dimostrato una sicurezza che non mi aspettavo. Ma per andare avanti devono fare il salto, e da interpreti diventare anche autori: sarebbe interessante proporre dei talent che oltre a forgiare dei cantanti grintosi, sapessero anche sviluppare la loro capacità di scrivere testi. Poco televisivo? Forse, ma nell'era del web, perché non provarci?»

L'altra faccia dei giovani è Renzo Rubino, a dispetto dell'età consumato entertainer, che con la sua Il Postino (amami uomo) ha conquistato il premio della critica Mia Martini nella categoria giovani (leggi la nostra intervista a Renzo Rubino e il racconto del suo show in conferenza stampa).

Due vincitori pugliesi che vincono tra i giovani. «Io e Renzo ci conosciamo da tempo, da un concerto a Brindisi di un paio di anni fa - continua Antonio Maggio - E sono contento di dividere oggi la scena con lui: sono certo che diventerà una delle migliori penne della musica italiana».
«Antonio è uno che si un mazzo così da una vita - replica Renzo - E sono davvero contento che il premio sia andato a lui».

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