Concerti Magazine Sabato 16 febbraio 2013

Sanremo: Maggio vince tra i giovani. Bollani e Veloso incantano

Antonio Maggio, vincitore tra i giovani del Festival di Sanremo 2013

Magazine - Ore 00.46 Arriva il verdetto della giuria di qualità e televoto: tra i giovani vince Antonio Maggio, che dopo essersi imposto con gli Aram Quartet a X Factor, si è affrancato dal marchio dei talent con la sua carriera solista. In questo senso, la scommessa di Mauro Pagani è stata vinta. Antonio riceve il premio in lacrime di gioia. Antonio Maggio vince anche il premio della sala stampa radio-tv-web Lucio Dalla nella sezione giovani con 32 voti. Seguono Ilaria Porceddu (21), Antonio Rubino (12), Blastema (6), Andrea Nardinocchi (3) e Il Cile (2).
E la puntata si chiude con la sua Mi piacerebbe sapere, con il sorriso che gli torna cantando. (Leggi la nostra intervista ad Antonio Maggio).

Ore 00.45 La sala stampa incorona Renzo Rubino con il premio della critica Mia Martini tra i giovani con 27 voti. Seguono Andrea Nardinocchi (21), Ilaria Porceddu e Antonio Maggio (18), Il Cile (11), Blastema (7), Paolo Simoni (6), Irene Ghiotto (2).
Un premio meritatissimo per Renzo Rubino, che noi di mentelocale avevamo intervistato tra i primi, quando ancora non aveva firmato il contratto per la Warner.
Formati come nella vecchia scuola, suonando nei night, con le sue doti di consumato entertainer (a dispetto della giovane età) nei giorni scorsi aveva conquistato anche la sala stampa, improvvisando e scherzando al pianoforte come in un qualunque pianobar (leggi cos'ha combinato).

Ore 00.38 Fine del momento Amarcord con il ventriloquo Josè Luis Moreno e il suo corvo con cilindro Rockfeller. Littizzetto: “Ma è parente di quello del Vaticano, questo corvo?”

Ore 00.29 Spazio al duetto tra Stefano Bollani e Caetano Veloso, con una versione soft (e in italiano) di Come prima più di prima di Modugno. Pubblicità.

Ore 00.19 È il magic moment di Caetano Veloso (leggi la nostra intervista), con una delicata rivisitazione di Fuori piove. Il premio per il migliore testo di canzone viene attribuito a Le parole non servono più di Il Cile, consegnatogli da Caetano Veloso. Leggi la nostra intervista a Il Cile.

Ore 00.11 Sul palco Renzo Rubino, che con la sua Il postino (amami uomo) si è imposto all'attenzione della critica e del pubblico: in scena, è accolto da una vera e propria ovazione.

Ore 00.09 La scaletta si sfilaccia e Fazio si dedica alle imitazioni: lui fa Bruno Vespa, Neri Marcorè Gad Lerner.

Ore 00.04 Spazio ai Blastema e alla loro Dietro l'intima ragione. Una ventata di grunge sul palcoscenico dell'Ariston. Matteo Casadei canta con fatica, ma il sound c'è. Leggi la nostra intervista ai Blastema.

Ore 23.58 Ilaria Porceddu con grande sicurezza interpreta il suo brano in bilico tra italiano e sardo.

Ore 23.46 Parte la gara dei giovani. Apre la danza Antonio Maggio con la sua simpatica Mi piacerebbe sapere.
A seguire, linea al TgUno.

Ore 22.33 È il momento di Stefano Bollani, che in onore a Caetano Veloso si presenta con un pirotecnico brano della musica strumentale degli anni Trenta. Poi spazio al medley con le richieste raccolte tra il pubblico: è il giochino con cui di solito il pianista chiude i concerti e l'aveva annunciato alla stampa già nel pomeriggio. Armonizza e modula tutto al volo, con una naturalezza disarmante: fantastico.

Ore 23.23 Raiz non c'è causa shabbat, ma gli Almamegretta lo sostituiscono con un ottimo Coleman, affiancato dal rapper Clementino per dare vita a una divertente rivisitazione in chiave reggae del Ragazzo della via Gluck. E sul finale Coleman non si lascia sfuggire l'occasione di arringare con un (approvato in prova): “lasciate crescere l'erba!”

Ore 23.16 Chiara Galiazzo dà voce a uno dei brani simbolo di Sanremo, Almeno tu nell'universo, quello che è presto diventato una cosa sola con l'interprete Mia Martini. Scelta coraggiosa, ben eseguita pur con qualche incertezza sulle difficili modulazioni e sul finale.

Ore 22.57 Il ritorno in veste di ospite di sua pippità Pippo Baudo, in versione canuta. L'appellativo che gli mette addosso Littizzetto, Railander, è semplicemente geniale. Lui, da par suo, quel palcoscenico non lo abbandonerebbe più. A forza di aneddoti, chiaramente.
Poi Littizzetto, sempre più conduttrice, istituisce un ironico parallelo tra Fazio e Baudo. Il Pippo nazionale canta pure, parte a raccontare del suo record di conduzioni: la scaletta rischia paurosamente di allungarsi. E Lucianina entra con il Premio città di Sanremo per il recordman dei conduttori.

Ore 22.51 Max Gazzè in frac per il classicone di Nada, Ma che freddo fa. Volonteroso, ma purtroppo la canzone non l'ha fatta sua.

Ore 22.43 Littizzetto: “Un uomo, un walter”. Spazio a Rocco Siffredi, che recita un testo sull'amore sentito e un po' nasty. Giusta introduzione a Elio e le storie tese con Un bacio piccolissimo. Di sera in sera, crescono le fronti e le parrucche della band e si accorciano gli strumenti. Con la grande ironia del pornoattore e il finale con citazione dei Weather Report.

Ore 22.30 La scaletta recupera alla grande il suo tempismo. Spazio al tributo a Mike Bongiorno, un pezzo di storia della tv. A cui oggi la città di Sanremo dedica un monumento, con grido collettivo dell'Ariston: “Allegria!” In mezzo, pubblicità (mai così fuori luogo) e poi linea all'esterno, in corso Matteotti, dove Fazio raggiunge la famiglia Bongiorno. Disvelata la statua al grido di Allegria!, largo alla banda che intona Blue moon.

Ore 22.24 L'atmosfera si fa seria per l'introduzione di Ciao, amore ciao, l'ultimo brano che chiuse in tragedia l'intensa e purtroppo breve carriera di Luigi Tenco. Affidata a Marco Mengoni, con un'ardita riproposizione in versione da big band venata di funk. Cantata comunque molto bene, con la giusta commozione per uno dei brani simbolo della musica italiana.

Ore 22.18 Sul palco, spazio a Maria Nazionale, che accompagnata dal chitarrista classico Mauro di Domenico dà una classica (e insolitamente traballante, per i suoi elevati standard) interpretazione di Perdere l'amore, del compatriota Massimo Ranieri.

Ore 22.10 Simona Molinari e Peter Cincotti portano sul palcoscenico il grande Franco Cerri per una rivisitazione a tutto jazz di Tua, direttamente dal Festival del '59 (cantava Tonina Torrielli). Al pomeriggio, in prova, Cincotti e Cerri si erano lanciati in momenti di indiavolata jam con l'orchestra. Qui l'atmosfera è molto più soft. E anche l'87enne Cerri (che legge tutto da un leggio) ha un discreto limitatore.

Ore 21.59 Simone Cristicchi presenta il pezzo forte di Sergio Endrigo, Canzone per te. Poi conquista il palco Luciana Littizzetto, sempre più mattatrice, in versione Caterina Caselli.

Ore 21.48 I Modà si portano sul palcoscenico Adriano Pennino per il superclassico di Pino Donaggio, Io che non vivo.

Ore 21.41 I figli di se ne vanno e tocca a Raphael Gualazzi, con Luna (tramonti a Nord Est), con cui Elisa si impose nel 2001. Il jazz non è una soluzione felice per occasione.

Ore 21.35 Momento casta con “I figli di”: Rosita Celentano, Gian Marco Tognazzi, Danny Quinn e Paola Dominguin. Il quadro che ne esce è tutto sommato simpatico, pur nella sua estemporaneità in scaletta. E involontariamente fa riflettere sul peso nel nome nella nostra società, non solo in quella dello spettacolo. Poi però, quando devono occupare un paio di minuti per in inceppamento tecnico sul palco (e consentire l'entrata in scena di Gualazzi), ne esce solo un chiacchiericcio imbarazzante. Scaletta in ritardo pauroso: stasera si finisce davvero tardi.

Ore 21.28 Marta sui Tubi portano con sé Antonella Ruggiero. Ne esce una raffinatissima Nessuno, prima su un trascinato tempo libero, poi in un incalzante tempo di swing, condito dai gorgheggi marchi di fabbrica di Ruggiero. Poi la cantante si spertica in una lode dei Marta, che ascolta da lunghissimo tempo grazie al figlio adolescente. Una garbata nota a margine per chi ha parlato e scritto (a sproposito) di un gruppo “nuovo” e “giovane”.

Ore 21.19 La doppia conduzione Fazio-Littizzetto lancia il duetto made in Amici: Annalisa ed Emma che cantano Per Elisa, in un arrangiamento di Pagani (anche direttore). Grintosissime. Leggi cosa ci ha raccontato Annalisa prima di salire sul palcoscenico.

Ore 21.15 Dopo aver dato un volto ai giurati di qualità, pubblicità.

Ore 21.07 Spazio alla presentazione della giuria di qualità, presieduta dal compositore premio Oscar Nicola Piovani, e che vede l'étoile Eleonora Abbagnato, l'enigmista Stefano Bartezzaghi, la compositrice Cecilia Chailly, la presentatrice Serena Dandini, il principe dei dj Claudio Coccoluto, la pianista Rita Marcotulli, lo scrittore Paolo Giordano, la produttrice cinematografica Nicoletta Mantovani (ex di Pavarotti, ricordato con una gigantografia) e Neri Marcorè, in sostituzione del malato Carlo Verdone.
Tra i compiti della giuria, la selezione del migliore testo di questa edizione del Festival.

Ore 21.02 Via di corsa con Daniele Silvestri, che presenta “un pezzo della nostra storia, il pezzo di un artista che è stato quasi mio zio, una persona per cui faccio fatica a usare il tempo passato.” E allora largo a Piazza grande, uno dei tanti capolavori di Lucio Dalla. Dirige Mauro Pagani, con un arrangiamento con un gradevole mandolino a doppiare la linea vocale.

Ore 20.57 Malika Ayane con Cosa hai messo nel caffè. Ne esce una versione sensualissima, garbata e distante dall'originale di Del Turco. Con tanto di coreografia.

Ore 20.46 Via con la quarta e penultima serata del Festival di Sanremo 2013. Si parte con un filmato dalle Teche Rai, con un bianco e nero che racconta gli anni d'oro della Canzone italiana. Poi, Littizzetto e Fazio danno vita a una simpatica gag: il dialogo è un excursus antologico tra i testi e i titoli più improbabili della storia del Festival. Sapori d'altri tempi, per un paese che di passi avanti dagli anni Cinquanta ne ha fatti parecchi. Dai testi di quando a emigrare eravamo noi, a un senso del pudore tutto diverso. Tra cui il verboso commento al Festival del '53 compilato da Camilla Cederna. Chissà che si dirà, tra sessant'anni, di noi poveri cronisti. O dei testi sgangherati di troppe canzoni in gara.

Potrebbe interessarti anche: , Mahmood vince Sanremo 2019 con il brano Soldi. Secondo posto per Ultimo, segue Il volo , Sanremo 2019. Testi e pagelle delle canzoni in gara , Sanremo 2019: Zen Circus con L'amore è una dittatura. Testo e pagella , Sanremo 2019: Ultimo con I tuoi particolari. Testo e pagella , Sanremo 2019: Simone Cristicchi con Abbi cura di me. Testo e pagella

Oggi al cinema

Crucifixion Il male è stato invocato Di Xavier Gens Thriller 2017 Romania, 2004. Una ragazza esagitata, Adelina, viene sottoposta a un esorcismo da padre Dumitru con l'assistenza di alcune suore. La ragazza muore e il sacerdote e le suore vengono arrestati, accusati di omicidio. La giovane giornalista americana Nicole... Guarda la scheda del film