Concerti Magazine Venerdì 15 febbraio 2013

Annalisa a Sanremo 2013 con Emma Marrone: «Siamo amiche. Ed è lei che volevo»

Annalisa Scarrone

Magazine - «In questi anni ho imparato a incanalare l'emotività in maniera costruttiva: ciò che conta, sul palcoscenico, è il fatto di poter cantare e basta». Da ragazzina fragile di Amici, a panzer sulla ribalta dell'Ariston, al Festival di Sanremo 2013 Annalisa Scarrone ha impressionato per la sicurezza con cui ha eseguito la sua Scintille.

«Credevo in tutte e due le canzoni», spiega Annalisa, «Ma sono contenta di portare avanti un brano che mi ha fatto crescere. E lo stesso Sanremo mi ha fatto crescere, perché qui posso finalmente mettere in gioco la cantante e non la persona».

Annalisa, infatti, negli ultimi anni ha patito molto il marchio che le è rimasto addosso di prodotto da talent show. «È un percorso che è andato un po' contro quello che sono io come persona», spiega Annalisa, «Fa parte di quelle cose che non avrei voluto fare. Ho cercato altre strade, ma questa è l'unica che si è aperta. Però il talent l'ho fatto con orgoglio, anche perché altrimenti non ce l'avrei fatta a essere qui».

«Sono nata a Savona e cresciuta in provincia, in Val Bormida, con poche prospettive», continua Annalisa, «Sanremo ha sempre rappresentato per me una luce, un'occasione quasi familiare per incontrarsi, riunirsi, e godersi la musica in una serata tutti assieme».

Questa sera, per la serata dedicata alla Storia di Sanremo, Annalisa canterà un classico come Per Elisa, il brano con cui nel 1981 Alice vinse il Festival. «È un brano a cui mi avvicino con molto rispetto», spiega, «Mi piacerebbe portarla dal vivo e per l'arrangiamento mi sono affidata a Mauro Pagani, che la dirigerà».

Per il duetto, la cantante savonese dividerà il palcoscenico con Emma Marrone, e non con l'amica Alessandra Amoroso. «Sono amica con entrambe», sgombra il campo alle polemiche, «ma Emma è più adatta per questa canzone».

Annalisa passa poi a parlare del suo nuovo disco, Non so ballare, uscito nei negozi in contemporanea con il Festival. «È un progetto a cui tengo moltissimo e nel quale credo davvero tanto. È un bel punto di arrivo. Il disco è concepito alla vecchia maniera: due parti ben distinte, per citare il classico lato A e lato B dei vinili. Il lato A racconta le cose che io vedo e le metto davanti agli occhi di chi ascolta. Il lato B è quello più intimista ed emotivo, che tratta la mia interiorità e ciò che provo. Il disco si chiude con La prima volta, che considero la perla di questo progetto».

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