Concerti Magazine Giovedì 14 febbraio 2013

Festival di Sanremo 2013: Carla Bruni duetta con Littizzetto. Elio spopola. La cronaca

Carla Bruni, tra gli ospiti della seconda serata del Festival di Sanremo 2013

Magazine - Ore 00.24 Prima della buonanotte, sui titoli di coda, l'ultima volta di Fiorello-Modugno con l'immortale Vecchio Frack, cantata da tutto il pubblico. Si saltella dappertutto per il palcoscenico. Peccato la canzone parli di un suicida. Grazie lo stesso, Domenico.

Ore 00.15 Pubblicità, Bar Refaeli e promo di Sanremo. Poi la premiazione dei giovani. Passano Renzo Rubino e i Blastema.

Ore 00.05 Spazio al grunge con i Blastema. Ovvero, un po' di Alice in chains sul palcoscenico dell'Ariston. Leggi la nostra intervista ai Blastema.

Ore 23.59 Sul palco Irene Ghiotto con Baciami. Il ritmo c'è, peccato che la cantante non sia ancora a fuoco.

Ore 23.55 Tocca a Il Cile, lanciatissimo in radio, che con Le parole non servono più non convince come nell'inno generazionale Cemento armato. Il piglio da artista consumato c'è però già tutto. Leggi la nostra intervista a Il Cile.

Ore 23.46 Si parte con la gara dei giovani (i primi quattro stasera, gli altri quattro domani). Apre la gara il talentuoso Renzo Rubino, con Il Postino (Amami uomo), un brano di una classe d'altri tempi, con un'attualità tutta contemporanea (leggi la nostra intervista a Renzo Rubino).

Ore 23.32 Ascoltare dopo Elio tutti i brani in rvm rende il confronto davvero impietoso. Poi torna Marcorè-Alberto Angela a distrarci un po'. Fazio lo intervista nei panni del babbo Piero. Si sorride. Si tratta di un siparietto probabilmente buttato giù di corsa, per colmare il vuoto lasciato dall'esibizione annullata dei Ricchi e Poveri. Il saluto del conduttore a Franco Gatti per l'improvvisa morte del figlio 23enne, lo conferma.

Ore 23.14 It's Elio e le storie tese time, in versione coro gospel pop (per Fazio), chierichietti (per l'uomo della strada). Si parte con Dannati forever, irresistibile satira dei precetti cattolici tra onanismo, comunisti e perfino gli esodati. Poi, per la seconda canzone, via la veste per mostrare la camicia mononota (il Do), in perfetta sintonia con la Canzone mononota. Semplicemente geniale, sia per gli amanti della musica e dell'armonia, sia per gli amanti dei divertissement. E tra mille cambi di ritmo e tempo, finalmente si gode davvero. E così, per scherzo, ci infilano pure l'inno cubano. Grazie Eelst per questo ritorno dopo 17 anni. Roberto Giacobbo dice che con l'81% passa quella meno blasfema e musicalmente molto più interessante. Fantastico.

Ore 23.00 L'ospite internazionale Bar Refaeli presenta l'ospite internazionale Asaf Avidan. Uno scambio tra connazionali, per un tuffo nella profonda radiofonia con la hit del momento. Interpretazione dal vivo davvero intensa. Per citare Stanis La Rochelle, però, la richiesta del bis del solo ritornello è davvero molto italiana.

Ore 22.47 Tocca ad Annalisa Scarrone. Scintille non è affatto male, una polka sfavillante sospinta da un ottimo ritmo da avanspettacolo, giusto mix tra atmosfere d'antan e rivisitazioni pop. E una linea vocale che finalmente si spezza un po'. Complimenti agli autori e all'arrangiatore. Non so ballare si muove su binari molto, molto convenzionali. E il pubblico, come ci racconta lo chef Carlo Cracco, invece premia di misura Scintille. Forse aveva ragione Pagani: "Il pubblico è meglio di come lo dipingono gli analisti".

Ore 22.33 Si riparte da Beppe Fiorello e due chiacchiere due su Modugno. Poi Max Gazzè con I tuoi maledettissimi impegni. Il pezzo è molto nel suo stile: scanzonato e riflessivo, comunque una botta alla serata. Finalmente. Sotto casa è ancora più gazzeiana: frenetica, godibile filastrocca con ritornello killer. E pure il coro finale. Se non si sa se passa il turno, per certo passa in radio. E risveglia pure il pubblico dell'Ariston. Elisa di Fancisca, Arianna Errigo e Ilaria Salvadori, del fioretto femminile, decretano il passaggio di Sotto Casa.

Ore 22.16 Spazio agli Almamegretta con Mamma non lo sa, un pezzo che ha tutto quello che ci si aspetterebbe dalla band: ritmo incalzante in levare, temi sociali e sventagliate di archi su armoniche minori. Onda che vai ha un'impronta più personale (nonostante la scrittura di Zampaglione), delicata e avvolgente.
Sul palco, l'elemento mancante del pacchetto Che tempo che fa, Filippa Lagerback. Passa Mamma non lo sa. Pubblicità e riflessione di metà serata: la trasmissione non decolla e si assesta su una medietà noiosetta. Trasciniamoci verso la seconda parte.

Ore 22.13 Bar Refaeli alla batteria, per dimostrare che non è solo una modella. Quattro secondi netti, con buona pace degli autori. Peccato, come già aveva dato idea in conferenza stampa, la ragazza sembra simpatica: avrebbe potuto fare di più.
Poi spazio agli Almamegretta.

Ore 21.56 Spazio alla favorita dei bookmakers, Malika Ayane, e alla sua Niente. Una volta ascoltatala, si capisce perché. Sofisticata e personale quanto basta, peraltro ben interpretata: peccato non decolli mai. E se poi è il secondo brano: ritmato ma senza mordente, denuncia più pesantemente la mano di Sangiorgi.
Ci si risveglia con l'ingresso di Neri Marcorè, in versione Alberto Angela. Ma in mezzo, pubblicità. E se poi è la canzone che continua la gara. Poi Marcorè si ferma e annuncia il secondo ingresso di Bar Refaeli. Speriamo torni più tardi.

Ore 21.41 Archiviata la pubblicità, spazio a Carla Bruni, prima in versione cantante, poi in quella di sofisticata ex première dame. Fazio l'intervista stemperando un po' gli ossequi dell'ulitma intervista a Che tempo che fa. Ma senza riuscirci troppo: Morandi che sbavava con la Bellucci, mi fa una certa nostalgia. Poi spazio a Littizzetto: Carlà l'accompagna con la chitarra, mentre lei canta la Chanson de Carl Brun. Si sorride. Un quarto d'ora dopo il suo ingresso, alle 21.55 Carlà s'en va.

Ore 21.26 Dopo il Festival vinto nel 2007, ecco di nuovo Simone Cristicchi, che stornella su Mi manchi. La mente va al Vecchio frack di Modugno. Potere della suggestione. Peccato per l'intonazione davvero difficoltosa. Dopo il momento riflessivo, arriva La prima volta che sono morto: con un occhio alla radio e un altro ad appiccicarsi in testa. Peccato per il generoso prestito da un altro collega in gara, Daniele Silvestri. Trova le differenze. Nell'insieme moscetto: un Cristicchi senza ironia, perfetto edulcorato per l'era Fazio.
Jessica Rossi, campionessa del tiro al volo, decreta che il 56% ha scelto di far passare la seconda. Pubblicità.

Ore 21.08 La gara parte con i Modà e la loro e si potesse non morire: sul bridge Kekko, il cantante, è accordato su frequenze diverse da quelle dell'orchestra. Il brano è una cavalcata epica, in stile Vasco. Poi tocca a Come l'acqua dentro il mare, che si muove nei solchi della classica ballad vagamente monotona. Con meno incursioni nel registro acuto, la voce si assesta. I testi pre-adolescenziali, invece, restano. E per il televoto, Max Biaggi ed Eleonora Pedron.

Ore 21.01 Fazio chiama Luciana Littizzetto, ma entra Bar Refaeli. Il conduttore fa il finto cascamorto, poi entra la comica. Lei è bella e simpatica, tutt'altro che top inarrivabile: è il trito giochino messo in piedi dagli autori ne esce maluccio. Da una squadra con le firme - tra gli altri - di Francesco Piccolo e Michele Serra, era lecito aspettarsi qualcosa di più.

Ore 20.48 Mentre sullo schermo scorrono le illustrazioni di Antonio Rubino, Beppe Fiorello inaugura la seconda serata del Festival di Sanremo 2013 con un monologo su Domenico Modugno, del quale interpreta la vita nella fiction che parte la prossima settimana su RaiUno. Intenso. Poi, chitarra alla mano, dà una buona interpretazione di un classico immortale come Vecchio frack, in un medley con Tu si 'na cosa grande. La voce un po' cala, ma il traino alla fiction è sincero. E anche la nostalgia per un'epoca immortale della nostra canzone.
Poi il coup de théatre, con la restituzione della giacca di scena (del 1958, l'anno di Modugno al Festival) alla signora Modugno.

Ore 20.38 Archiviato il TgUno, si parte con l'anteprima di Dose e Presta, nel gradevole stile radiofonico che avevamo apprezzato nella prima sera. Tre minuti di chiacchiere, poi spazio alla pubblicità.

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