Concerti Magazine Mercoledì 13 febbraio 2013

Festival di Sanremo 2013: il pubblico contesta Crozza. Guarda il video

Durante la prima serata del Festival di Sanremo 2013, l'atteso numero di Maurizio Crozza è stato vivacemente contestato da alcune persone del pubblico, che ne hanno interrotto il regolare svolgimento. Il comico si è fermato ed ha accennato ad andarsene, mentre le maschere portavano via dalla sala dell'Ariston i contestatori.

Leggi la cronaca della prima serata del Festival di Sanremo 2013.

Magazine - Fazio e Litizzetto caricature e prigionieri al tempo stesso dei loro personaggi di Che tempo che fa. Uno spettacolo costruito su una formula vivace e molto intelligente, che funziona benissimo ma, dilatata nel tempo, pesa. Soprattutto perché manca di quella naturalezza apparente che invece ne ha decretato il successo.

Confesso di avere avuto un fremito quando ho ascoltato Toto Cutugno cantare il pezzo più strumentale -non sto parlando di musica- piacione e ammiccante della storia della canzone italiana (Un partigiano come presidente). Mi è sembrato di essere tornata a casa. Per un nanosecondo. Poi ho ricontestualizzato (e mi sono anche vergognata il giusto), pensando che tuttavia quello è il Sanremo vero e che, se non va più bene nazionalpopolare, invece di cambiarlo bisogna sostituirlo con una manifestazione più adatta.

Ormai lavoro con un occhio su Facebook, uno su Twitter... e la tastiera che va per conto suo, visto che non sono un granché a scrivere senza guardare lo schermo. Non ho intenti di rapina, né mi illudo di interpretare attraverso i social network gli umori del paese reale: non ho mai scritto per piacere ai lettori. È che ho dei contatti geniali: spesso arrivano al punto prima e meglio di me.
Ieri sera li ho visti tutti entusiasti al pensiero di vedere finalmente una donna intelligente, dotata di senso dell'umorismo al posto delle gnocche di regime; poi critici, avviliti, ma sempre brillanti e arguti. Anche se sono pronta a scommettere che oggi li ritroverò tutti in home a commentare. Tipo: «Complimenti allo scenografo. Sembra l'antro dei Nibelunghi».

«Ma poi, con tutti i mezzi che ci sono per votare, ancora al telefono stiamo?
Io però sono contraria a queste ospitate. perché devi buttare in vacca una roba potenzialmente interessante?»
«Fazio è a suo agio come quando i parenti ti chiedono quando ti sposi».
«Però, che impacciati».
«Non so se x mancanza di luce, di fiori o di gnocche, ma #sanctusremus quest'anno sembra trasmesso in diretta dall'oratorio di Don Bosco».
«Apparse le Parodi come le gemelle di Shining».
«A me Crozza ha fatto ridere. Quasi quanto l'originale...»
«Il pubblico dell'Ariston viene tenuto sveglio con le flebo di Supradyn».

Avessero sbagliato una critica. Fazio ne ha prese solo un paio, Littizzetto una valanga, da gente che la apprezza e posta molto spesso i clip da Che tempo che fa. Questa è la meno caustica: Ogni volta che la Littizzetto si toglie una scarpa, si rompe il tacco di una Manolo Blahnik.
E ahimè, io che la amo e la difendo -soprattutto dalle accuse di turpiloquio- devo convenire e sperare che si ripigli. Ché può farcela, brava com'è. Può superare il peso dell'atmosfera censoria che si taglia col coltello.

Il senso di oppressione delle limitazioni -e del surplus di stress in una situazione stessante e frenetica di per se come la preparazione del Festival- era quasi palpabile. Ma da professonisti di quel calibro ci si aspetta che entro oggi rimettano insieme uno spettacolo più che degno e si guadagnino quei compensi sbandierati in ogni dove dai moralisti della tastiera (invidiosi), in nome di un politicamente corretto che non tiene conto degli innumerevoli motivi per cui sono così elevati. Sono pronta a spiegarlo, ché l'ottusità proprio non la sopporto, basta chiedere.
Sorvolo su Federico e Stefano (ci voleva anche Peynet, status), che hanno avuto il loro peso come provocazione tenera e sentita, ma poi avrebbero potuto parlare, ché questo si aspettava il pubblico: si sarebbe potuta cogliere l'occasione di aprire un confronto serio.

Sorvolo anche su Maurizio Crozza, non si parlerà d'altro: quello che gli viene rimproverato sui social -condivido- è di aver fatto repertorio e di non saper improvvisare. E quest'ultimo è un peccato mortale.
E tuttavia sospendo il giudizio. Credo ci siano ampie possibilità di recupero. Sempre che si rendano conto e aggiustino velocemente il tiro.

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