Concerti Magazine Mercoledì 13 febbraio 2013

Festival di Sanremo 2013: Crozza contestato nella prima serata. La cronaca

Maurizio Crozza, mattatore nella prima serata del Festival di Sanremo 2013

Magazine - Ore 00.30 Finisce la prima serata del Festival. Doveva essere l'edizione delle canzoni, ma i brani sono passati purtroppo in secondo piano. Vuoi per la carrellata di ospiti, vuoi per il meccanismo di voto, il sistema ha penalizzato alcuni pezzi molto validi ma bisognosi di più ascolti per essere apprezzati davvero. Serata lenta, con un ritmo da migliorare. E una Littizzetto davvero fuori fuoco, che a suggello di una serata di battute sfocate domanda al pallanuotista Tempesti: "Ma voi fate la pipì in piscina?"

Ore 00.11 Chiara Galiazzo, da X Factor al palco dell'Ariston nel giro di tre mesi. Come favorita. L'esperienza dell'amore è un brano che mette in evidenza le sue doti vocali, pur imbrigliandole in una convenzionalità un po' stracca. Il futuro che sarà si muove su binari meno frequentati, risultando più convincente. Bisogna riconoscere all'interprete una grande professionalità, meglio di altri colleghi più navigati e in difficoltà nell'esibirsi dal vivo.
Il portiere della nazionale di pallanuoto Stefano Tempesti annuncia il verdetto del televoto.

Ore 23.48 Il difensore della nazionale e del Torino, Angelo Obgonna, per raccontare la sua storia di integrazione. Il tocco di Fazio per i buoni sentimenti era finora mancato, ma per fortuna si sente appena. Il calciatore annuncia e premia L'italiano Toto Cutugno con il premio città di Sanremo. E poi L'Italiano la canta davvero. Con tanto di Coro dell'Armata Rossa, che chiude l'esibizione con Nel blu dipinto di blu.
Poi largo al promo su Sanremo.

Ore 23.32 Tocca a Maria Nazionale. Quando non parlo è una canzone che non nasconde la sua napoletanità. Esecuzione impeccabile. Poi Fazio imita Bruno Vespa prima di fare posto all'eleganza di E' colpa mia, limata dalla sapiente mano di Mesolella degli Avion Travel. Classico, superclassico. Pure troppo. Vincenzo Montella annuncia il passaggio del secondo brano. Pubblicità e poi linea al TgUno.

Ore 23.25 Il momento di Stefano e Federico, la coppia gay protagonista di un video che ha spopolato su youtube, il racconto per cartelli della loro storia d'amore. Il giorno di San Valentino si sposeranno a New York, ma prima Fazio li ha voluti sul palco dell'Ariston. A Sanremo replicano il video dal vivo. Senza aggiungere una parola. Ed è un'occasione sprecata.
Piccola nota a margine: Federico Novaro è di Imperia, della famiglia dell'Olio Sasso e bisnipote dei letterati Mario e Angiolo Silvio.

Ore 23.08 Il ritorno in scena di Luciana Littizzetto. Poi largo ai Marta sui Tubi con Dispari. Gran pezzo, ma la platea è un po' disorientata. Finalmente qualcosa di nuovo per il palco dell'Ariston. Congratulazioni a Mauro Pagani e alla commissione musicale per la scelta. Ora tocca al secondo brano, Vorrei. Più difficile da metabolizzare, sicuramente merita più di un ascolto.
Per dirla come alla Littizzetto, Benedetta e Cristina Parodi con Marta sui Tubi c'entrano come i cavoli a merenda. Però decretano loro che Vorrei è il brano che continua la gara.

Ore 23.03 Crozza lascia il palcoscenico. Fazio ringrazia il pubblico dell'Ariston per aver aiutato a individuare i contestatori. Pubblicità. (Guarda il video di Maurizio Crozza al Festival di Sanremo 2013)

Ore 22.53 Crozza ce n'ha anche per Mario Monti e Luca Cordero di Montezemolo. Per imitare il presidente Ferrari, sul palco arriva anche Fazio a far da spalla. Un po' di amaro in bocca per il grande riciclo di battute dai precedenti spettacoli (molti trasmessi già su La7) da parte del comico genovese.

Ore 22.39 Dopo Berlusconi, ce n'è anche per Bersani. Par condicio. Sulle note di Via con me, scatta un'irresistibile parodia con le metafore del leader del Pd e sui dubbi amletici delle alleanze difficili. Crozza è in gran forma. E si conferma passando alla parodia del rivoluzionario civile Ingroia. Che non si sveglia neanche per cantare Bella ciao.

Ore 22.22 Silvio B. sul palcoscenico dell'Ariston: inizia lo show di Maurizio Crozza. Come già a Ballarò, lancia mazzette di banconote promettendo di tutto sulle note di For me...Formidable. Si ride, ma ci saranno polemiche. E parecchie ci sono già con diversi contestatori nel pubblico: Crozza accenna ad andarsene. Una persona dal pubblico viene accompagnata fuori. Il comico continua il numero, ma l'atmosfera allegra è difficile da ricreare. Fazio l'aiuta a riprendere il ritmo. E con il monologo sull'Italia ancora da accatastare e sugli Stati disuniti d'Italia, ce la fa quasi subito.

Ore 22.04 Largo a Simona Molinari e Peter Cincotti e a Dr Jekyll e Mr Hyde: canzone freschissima, un duetto dal sapore twist davvero d'antan. Gradevole ma non originalissima. Poi via con il secondo brano, La felicità. Bello lo swing e il pezzo si appiccica al volo, ma il sapore di modernariato brucia un po' di autenticità. La tennista Flavia Pennetta proclama la vincitrice: continua la gara La felicità. Fazio annuncia: "è arrivato Crozza". Nel frattempo, pubblicità.

Ore 21.49 Tocca a Daniele Silvestri e alla sua A bocca chiusa. Un pezzo raffinato e intenso, che il rapido meccanismo del televoto rischia di eliminare troppo in fretta. Poi un bel pezzo in stile Salirò, quel tormentone killer e furbetto che ha reso popolare il cantautore romano: Il bisogno di te è quella che andrà avanti. Sicuramente in radio. "Questo è il figlio che ha meno bisogno di andare avanti - conferma Daniele - L'altra ci terrei di più che rimanesse qui". Alla fine Valeria Bilello annuncia un verdetto piuttosto inaspettato: va avanti lo stile di A bocca chiusa. Pubblicità.

Ora 21.41 Si torna in diretta, con la prima discesa della scala. Alla prima Littizzetto se l'è scampata, stavolta le tocca: ma per l'occasione la scala diventa uno scivolo. Simpatica. Dato lo strapiombo, arriva Felix Baumgartner, l'uomo dei record nei suoi lanci spaziali. Si presenta con un vestito viola, il non plus ultra per un teatro. Magia della scenografia, nel frattempo si forma una scala. Poi il racconto del tuffo dallo spazio e la tirata vagamente femminista di Littizzetto ("solo gli uomini fanno queste cose, ma le donne sotto aspettano"). Il parà la asfalta: "Il bello lassù è che non c'erano donne a parlare". Lapidario.

Ore 21.37 Ilaria D'Amico sul palcoscenico per il voto. Sicuramente la presenza più spontanea vista finora. Con il 62% dei voti, passa la più convenzionale Sai (ci basta un sogno). Pubblicità.

Ore 21.25 Spazio a Raphael Gualazzi, che si piomba sulla tastiera del pianoforte per la sua Senza ritegno. Il ritmo e il tiro ci sono, la voce invece l'ha lasciata in camerino. Per fortuna aggiusta Fabrizio Bosso. Via con il secondo brano, Sai (ci basta un sogno), molto meno virtuosistico, più posato e convenzionale, con piano e archi in evidenza. Voce un po' meglio, ma quanta fatica.

Ore 21.23 Marco Alemanno, molto emozionato nel ricordare il compagno Lucio Dalla. Arriva il verdetto del televoto: passa L'essenziale di Marco Mengoni; sarà questa la canzone che continuerà la gara.

Ore 21.11 Dopo questo lungo preambolo, largo alla gara. Luciana Littizzetto presenta il primo cantante. Si parte con Marco Mengoni e la sua prima canzone: L'essenziale. Brano radiofonico, con ritornello piuttosto usurato ma davvero essenziale, con il marchio di fabbrica dei falsetti.
Subito dopo, via alla seconda canzone, Bellissimo, un po' meno convenzionale ma cantata con maggiore affanno.

Ore 20.54 Per evitare la famigerata scala, Luciana Littizzetto arriva all'Ariston da corso Matteotti, a bordo di un calesse con tanto di cocchiere e lacchè. Una volta sul palco, si ironizza sulla farfallina di Belen, con qualche allusione molto soft all'agenda politica di Monti, Maroni, Meloni, Berlusconi. Tutto nella sua letterina a San Remo: un elenco di buoni propositi per una spalla comica piuttosto sottotono. Vedremo se si riuscirà a superare l'effetto logoro di Che tempo che fa. Pubblicità.

Ore 20.47 Sigla dell'Eurovisione: inizia ufficialmente il Festival di Sanremo numero 63. Fazio solo, a centro palco, racconta il significato di popolare. Dose sindacale di luoghi comuni su Giuseppe Verdi (popolare, patriota, poi parlamentare; le sue canzoni le cantava il figlio del mugnaio, ecc.): da buttare via mezzo secolo di musicologia. Poi largo al Va' pensiero, suggestivo nell'esecuzione del Coro dell'Arena di Verona. Si ammira l'originale disposizione dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo voluta dalla scenografa Francesca Montinaro, che non pochi grattacapi nelle prove ha causato a professori e direttori. Sul podio, Mauro Pagani, direttore musicale di Sanremo 2013.

Ore 20.38 Marco Presta e Antonello Dose danno il via all'anteprima del Festival. Giro registrato nel foyer dell'Ariston, la folla all'esterno e la curiosità dei dietro le quinte. Molto radiofonico, come giustamente nel loro stile.

Ore 20.35. Fabio Fazio e Vincenzo Mollica in collegamento al TgUno. Si scaldano i motori per l'edizione numero 63 del Festival di Sanremo.

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