Cinema Magazine Venerdì 8 febbraio 2013

«Quando Facebook diventa un film horror». Ecco 'Le cose cattive' di Simone Gandolfo

Magazine - Un'attenzione morbosa verso i social network che sfocia nella patologia. Ragazzini persi nella rete e nei blog, adolescenti annoiati davanti a uno schermo che diventano carnefici e vittime inconsapevoli di un serial killer. Si immerge nell'attualità con gli escamotage propri dell'horror, Simone Gandolfo, attore di cinema e fiction che con Evil things - Cose cattive, fa il suo debutto dietro alla macchina da presa. In una pellicola destinata al grande schermo prodotta dall'amico Luca Argentero, con una colonna sonora che vede protagonista Violante Placido.

«Con Luca abbiamo scelto di crescere e di prenderci le nostre responsabilità - spiega Simone accendendosi una sigaretta - Siamo entrambi appassionati di horror e di produzione. Così, un paio di anni, mentre eravamo sul set di una fiction per RaiUno abbiamo iniziato a mettere in piedi il progetto. Ne abbiamo altri in cantiere, anche se per il momento restano top secret».

Com'è nata l'idea di un film horror sui social network?
«La rete mi appassiona e ho sempre fatto un largo uso dei social. Però, due anni fa, c'è stato un episodio che mi ha fatto riflettere sui pericoli del web: avevo da poco girato Ris e non appena andato in prima serata il mio episodio di debutto, il mio profilo Facebook è schizzato da 200 amici a 5000».

Fin qui nulla di strano.
«Già, ma il problema è arrivato subito dopo: tantissimi hanno iniziato a scrivermi per chiedermi se era davvero io. E quando rispondevo di sì, immediatamente mi chiedevano di incontrarmi. Questo mi ha portato a riflettere su quanto è facile adescare e ingannare le persone attraverso la rete: e se fossi stato un serial killer in cerca di vittime? Da qui, l'idea di base del film».

Qual è il pericolo più grosso della rete?
«La sensazione di sicurezza e impunità che aleggia sul web, ma per esperienza posso dire che è vero il contrario: su internet ci si mette spesso a nudo, si mette in mostra la nostra vita nel tentativo di diventare protagonisti quasi con una tendenza voyeuristica. Però, in questo mondo virtuale, si perde l'istinto, la possibilità di vedere e toccare con mano una persona, di valutarne la sincerità o le cattive intenzioni».

Perché farne un film horror?
«Perché è la chiave che mi permette di rivolgermi a un pubblico giovane, di ragazzi, ovvero quelli che rischiano maggiormente nella virtualizzazione delle proprie vite. E poi, perché sono un appassionato del genere: trovo Saw uno dei film più riusciti degli ultimi dieci anni».

Evil things è quindi un monito per i ragazzi?
«Non un monito, ma una riflessione su ciò che potrebbe accadere abusando del proprio libero arbitrio».

Potrebbe interessarti anche: , Bohemian Rhapsody: non la solita recensione del film sui Queen , Gli incredibili 2 e Bao ad Annecy 2018 e a settembre al cinema , Ralph spaccatutto: il sequel ad Annecy 2018 e al cinema , Festival di Annecy 2018: vincitori e premi. C'è anche l'Italia , L'animazione impegnata al Festival Annecy 2018: da Another Day of Life a Funan

Oggi al cinema

Alpha Un'amicizia forte come la vita Di Albert Hughes Azione, Drammatico, Thriller U.S.A., 2018 Dopo una battuta di caccia finita male, un giovane uomo delle caverne lotta contro una serie di ostacoli per ritrovare la strada di casa. Un’emozionante storia di crescita ed iniziazione arricchita dal forte rapporto tra il protagonista e un lupo. Guarda la scheda del film