Magazine Mercoledì 20 febbraio 2013

«Ho 16 anni e sono grassa. Voglio potermi guardare allo specchio»

Gwyneth Paltrow in 'Amore a prima svista'

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Magazine - Salve,
sono una ragazza di 16 anni e sono assurdamente triste.
Il problema principale, quello che sta al centro di tutto è il mio fisico, poi a quello si accerchiano tutti gli altri.
Sono alta 1.70 e peso ben 69 kg. Mi sento grassa, una palla di lardo e molte persone mi prendono in giro, ma loro non capiscono.

Quando sono in casa da sola ripenso ai problemi che ho con la mia famiglia, a mio padre che si arrabbia per tutto quello che faccio, a mia madre che prenderebbe decisioni diverse se non fosse condizionata da lui, a come vado a scuola, al ragazzo che mi piace ma che non mi guarda neanche proprio per colpa del mio peso, io mangio, prendo la prima cosa che mi capita davanti e la butto giù, quasi fosse il problema che se ne va. Il mio aspetto è il mio pensiero fisso da più o meno 2 anni: 2 anni di sofferenza, si perché quando è estate io guardo le gambe delle altre ragazze, sono dritte, snelle, toniche.

E poi ci sono io. Una botte ambulante...Tutto questo mi fa male... Ho un procedimento ben preciso ormai: mi guardo allo specchio in biancheria intima, odio me stessa, decido di smettere di mangiare, rinuncio alla mia decisione, mi guardo allo specchio di nuovo eccetera eccetera eccetera... Va sempre così.

La mia migliore amica è magra da far schifo, le voglio un bene infinito ovviamente, ma a volte la sopprimerei: lei mangia sempre, è insaziabile, ma ha una corporatura diversa dalla mia, lei non ingrassa... perché io sì ? Odio me stessa da tanto tempo, non c'è un minuto della mia schifosa vita in cui io non pensi al mio fisico. basta fare esercizio fisico e mangiare un po' meno! mi dicono i miei, ma non ci riesco a mangiare meno, sono in casa da sola tutto il pomeriggio e mi viene voglia di mangiare tutto.

Sto ingrassando, tanto, tantissimo. Ma oggi mi sono decisa, smetto di mangiare, anche a costo di svenire ogni 5 minuti io devo dimagrire, voglio guardarmi allo specchio e pensare quanto mi stanno bene questi jeans oppure faccio strage oggi o cagate del genere.
Adesso io cambio.

Buongiorno Ragazza di 16 anni assurdamente triste.
Capisco che questa cosa del peso e dell'immagine sia un bel problema, e forse ancora di più alla sua età. Ed ancora di più in questa società dove sembra contare molto l'apparire. Forse.

Mi  ricordo che anche io nel secolo scorso, avevo un problemino simile, poi ho incontrato un amico che era più rotondetto di me ed anche più basso (altro fatto che mi dava da pensare) e lui aveva molto più successo di me. Un brutto colpo! Ma mi ha fatto riflettere. E quindi vorrei che anche lei riflettesse sul fatto che lei dice che al centro di tutto c'è il suo fisico e che a questo si accerchia tutto il resto, ma che, invece, il vero problema potrebbe essere proprio il contrario. Ovvero che il suo aspetto fisico  potrebbe essere il contorno o meglio un facile capro espiatorio, per distorglierla dal vero centro delle sue problematiche .
Ed al centro ci starebbe la sua stima di sè come persona.
E di questa bisognerebbe occuparsi.

Mi spiego: non è bello che lei odi se stessa. Lei dice che si odia a causa del suo fisico, ma io temo che il suo odio abbia origini più profonde, così profonde che si fa fatica ad andarle a scoprire. In questo modo, nel tentativo di trovare una scorciatoia,  invece che andare a guardare nella direzione giusta, anche se scomoda,  si crede di  fare prima a dare la colpa al fisico.  

Ma accanendoci su di un problema che non è il vero problema non si riesce a risolvere nulla. Ed in più ci si arrabbia e ci si avvilisce. No, cosi non funziona, anche  perché, detto in sintesi, ad alcune persone, l'odio verso se stesse fa venire fame. E se si sente questa fame viene da mangiare e ci si mette a trangugiare di tutto e di più, anche se non e' di questo cibo che si ha bisogno.  E il problema non si risolve, ma, anzi, lo si peggiora. E se si pensa che si stia vivendo uno schifo di vita allora tanto vale consolarsi mangiando. Ma è una consolazione che dura poco per poi ritrovarsi ad odiarsi perché si è gonfiati, e non ci si piace e la vita sembra uno schifo.
No cosi non va.

Non ha senso odiarsi e non sopportare di odiarsi, mangiare per sfuggire a questa sensazione e restarci intrappolati .
Se la mettiamo così  non se ne esce più.
A proposito di uscire ,non sarebbe il caso di capire perché lei sta a casa, da sola, tutto il giorno? E perché non condivide nè gli atteggiamenti di suo padre ne' quelli di sua madre? Pensa davvero che se lei fosse più magra cambierebbe tutto? Davvero pensa che se lei fosse più magra incontrerebbe sicuramente l'uomo dei suoi sogni. E che ne sarebbe ricambiata? Pensa davvero che basterebbe essere magre per far cambiare  il rapporto tra lei ed i suoi genitori? O tra suo padre e sua madre? No non credo che lei possa credere davvero che tutto questo c'entri più di tanto con il suo, attuale o futuro, fisico nè che torturarsi con assurdi tentativi di non mangiare sia la risposta.

Per cui la ringrazio di aver scritto, ma sarei ancora più contento che lei mi scrivesse di nuovo raccontandomi che ha incominciato ad uscire volendosi un po' più bene già per come è adesso. E che sta pensando a come amare se stessa e la sua vita, ad amarla così tanto da essere pronta a sentirsi in grado di migliorarla sorridendo e non odiando e magari che si è messa anche a dieta ma in modo equilibrato e che non corre il rischio di svenire ogni 5 minuti.

Certo, non le nascondo che avere un fisico un po' più armonico non guasta, ma non si può dare tutto il merito o tutta  la colpa al fisico. E pensi un po', magari, volendosi un po' più bene ed affrontando la vita con una migliore immagine di sè come persona  cosi com'è adesso,  chissà che non riesca  anche a dimagrire davvero....Anche se le ricordo che la felicità è uno stato mentale e se è vero che si sorride con il corpo, la voglia di sorridere viene da dentro.
E spero che lei si accorga di avere un dentro bellissimo.

Buon 2013
Dott. Marco Emilio Ventura

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