Magazine Martedì 29 gennaio 2013

Happy Birthday, Jane Austen: 200 anni di Orgoglio e pregiudizio

Keira Kneightely è Elizabeth Bennet in 'Orgoglio e Pregiudizio' diretto da Joe Wright

Magazine - Il 28 gennaio 1813 Jane Austen dava alla luce l'opera che la consegnò all'immortalità, il masterpiece che la inserì nell'olimpo dedicato ai Grandi, tra i quali i connazionali William Shakespeare e Charles Dickens: Orgoglio e Pregiudizio

Figlia del pastore anglicano George Austen e di Cassandra Leigh, Jane nasce il 16 dicembre 1775 a Steventon, un piccolo paese nello Hampshire, a Sud-est dell' Inghilterra. L'infanzia trascorsa in un ambiente culturalmente frizzante le permette di sviluppare una solida base linguistica, e completare al meglio la sua formazione. 

Purtroppo si sa ben poco della scrittrice inglese, complice la distruzione dello scambio epistolare avvenuto tra la stessa Jane e la sorella Cassandra: l'autrice di Emma e di Ragione e sentimento ci ha lasciato in eredità solo i suoi capolavori, prime testimonianze dell'età preromantica. 

Dopo aver frequentato Oxford e la Abbey School di Reading, Jane fece ritorno a casa con la sorella e si dedicò alla stesura delle sue prime opere. Nel 1787, e quindi poco più che dodicenne, completò una delle prime raccolte, intitolate Juvenilia. Ma è nel 1799 che cominciano a prendere forma alcune tra le sue opere più famose: Prime Impressioni, Elinor e Marianne (intitolato poi Ragione e sentimentoe appunto Orgoglio e Pregiudizioche venne pubblicato il 28 gennaio 1813. 

La storia sugli intrecci amorosi di Elizabeth Bennet diventa molto popolare e il libro nel giro di pochi richiestissimo: anche la critica si rivelò colpita dall'estro, dalla scorrevolezza del testo, e dai temi impegnativi che la Austen affrontò nel suo capolavoro. «È di gran lunga superiore a quasi tutte le pubblicazione del genere che abbiamo letto ultimamente - Commentava il British Critic nel febbraio 1813 - Ha contenuti davvero eccellenti, la storia è ben raccontata, i personaggi tratteggiati e sostenuti notevolmente bene, ed è scritta con grande spirito e altrettanto vigore».
Il critico britannico concludeva così la recensione: «È superfluo aggiungere che abbiamo letto questi volumi con molta soddisfazione e divertimento, e nutriamo ben pochi dubbi sul fatto che la brillante circolazione di quest'opera indurrà l'autore a tentativi dello stesso genere».

Orgoglio di classe e pregiudizio maschilista, questi i temi innovativi trattati da Jane nella sua opera. Per la prima volta una scrittrice denuncia la condizione di inferiorità alla quale sono sottoposte le donne dell'800, dando il via alla lotta per l'emancipazione femminile grazie alle avventure di Elizabeth e Jane. Matrimoni combinati e fidanzamenti economici iniziano a scricchiolare nella traballante società del XIX secolo: ed è Jane Austen a scrollare con vigore gli orgogli e i pregiudizi della classe borghese britannica. Ma il successo ovviamente non si limitò ai confini dominati da Her Majesty, spopolando in Europa e oltreoceano.
«I sentimenti sparsi nell'opera fanno molto onore alla ragione e al sentimento dell'autrice. La linea da lei tracciata tra la prudenza e la venalità nelle faccende matrimoniali può rivelarsi utile per le nostre gentili lettrici». Suggeriva il Critical review nel marzo 1815. 

Jane Austen ispirò non solo scrittori e scrittrici contemporanei ma, a testimonianza dell'immortalità delle sue parole, è stato ripreso recentemente dalla cinematografia: molto ben riuscito l'omonimo film diretto da Joe Wright, con protagonista Keira Knightely

Universale, moderno, attualissimo: questi alcuni dei pregi legati al volume duecentenario un capolavoro che chiunque dovrebbe leggere almeno una volta nella sua vita. Senza orgoglio e senza pregiudizio.

di Francesco Colombo

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