Frutta di giorno, teatro di sera - Magazine

Attualità Magazine Martedì 26 marzo 2002

Frutta di giorno, teatro di sera

Siamo arrivati proprio alla fine del progetto Genov@giovane. Anche "Lavorare", grazie alle vostre testimonianze, è ora completo. Di seguito leggerete l'ultimo racconto in prima persona che ci è arrivato. Avete partecipato in tanti e ve ne siamo grati. Ci vediamo a maggio in libreria.

(terminal frutta del porto di Genova)
Io (all'autista) : "...ecco, qui c'è il suo documento di trasporto, firmi qui sotto..."
(esce un'impiegata del terminal stretta in un abitino di due taglie più piccolo)
Camionista : "Madonna! Che culo! che gambe! Con quella sul camion non mi fermerei neanche per far benzina!"
Io : "...."
Camionista : "Noi uomini! Siamo proprio delle bestie!"

Io sono un attore. Questo significa che nella vita faccio un altro lavoro. Eccomi quindi ormai da due anni impiegato in una società di import export di frutta. Ananas e banane a profusione. Un piccolo ufficio in cui trascorro più di otto ore della mia vita per cinque giorni settimanali.
Un punto di osservazione privilegiato su una gamma eterogenea e straziante di casi umani, dagli autisti-maniaci in giro tutto l'anno a caricare e scaricare frutta da un porto d'Europa all'altro fino ai miei colleghi/datori di lavoro. Questi ultimi sono poche persone tra i 30 e i 40 anni che sembrano usciti fuori da un brutto film dei fratelli Cohen - solo che raramente i fratelli Cohen fanno un brutto film.
Misogini, sguaiati, tendenzialmente fascisti, gente che non conosce l'esistenza dei congiuntivi, che vive esclusivamente per il lavoro e che sui documenti porta scritto "professione: imprenditore". Insomma, quelli cui generalmente si dice: "non ti regalo un libro perché tanto ne hai già uno".

Uno : "Se l'avesti fatto meglio..."
L'altro (sbigottito) : "Se l'avessi fatto meglio!!"
Uno (con spazientita superiorità) : "Ma no: se l'avessi - io, se l'avesti - tu! Chiaro, no?!" In uno scenario simile è difficile non sentirsi in qualche modo "atipici" ma proprio per questo riesco a trarre le mie belle soddisfazioni: canto alla fotocopiatrice, racconto aneddoti sui miei variopinti vicini di casa (travestiti con occhiali da vista e sudamericani che cucinano 24 ore su 24-il solo condominio al mondo che sa di aglio soffritto), e tengo "a modo mio" i contatti con l'estero: giuro, è un'emozione non da poco poter dire a qualcuno: "aujourd'hui c'est mon anniversaire"!

Io (al telefono) : "...Mi dai il numero di cellulare dell'autista?"
Trasportatore (all'altro capo del paese) : "Scrivi: 3,4,7..."
Io : "...3,4,7..."
Trasportatore : "...1,2,3.."
Io : "stella!!"
Trasportatore : una grassa risata per mezz'ora!

Il lavoro in ufficio è il necessario mezzo di sostentamento ma grazie a Dio la mia vita è soprattutto altro: il teatro, una compagna che adoro e amici interessanti con cui condividere discussioni sui massimi sistemi e su banalità infinite, ridere e commuovermi... musicisti, artisti visivi, teatranti, giornalisti... insomma la mia vita è talmente piena di possibilità e di emozioni che l'unico rimpianto è semplicemente quello di non avere abbastanza tempo per viverle tutte.

Andrea Gado

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