Magazine Venerdì 22 marzo 2002

Donne davanti al mondo

La seconda giornata del , all’auditorium Montale è stata tutta al femminile. Donne con grandi sogni, davanti al mondo. Occhi, orecchie e cervelli in funzione ad alta velocità.

Al centro dell'incontro le donne e i loro viaggi, con ospiti come Renata Pisu, inviata di Repubblica e autrice de , e Carla Perrotti la prima donna ad aver compiuto la traversata di tre deserti: quello del Teneré in Nigeria, del Salar de Uyuni in Bolivia, del Kalahary in Africa e del Taklimakan in Cina. Ma si è parlato anche dell’autobiografia di Ingrid Betancourt, , la candidata alle elezioni presidenziali della Colombia sequestrata il 23 febbraio scorso dai narco-trafficanti. In sala le giornaliste Maria Nadotti e Antonella Viale traduttrice del testo - hanno raccontato la Colombia e i suoi i drammi. Tra cui l’ultimo, un violento scontro a fuoco ai confini del Venezula, avvenuto la scorsa notte, dove hanno perso la vita quaranta persone dell’esercito del Farc - forze armate rivoluzionarie - e di quello Governativo. Drammi di una guerra civile che dura da quarant’anni e che viene per lo più ignorata dalla stampa internazionale.

Sguardi di donne che hanno camminato per il mondo, hanno osservato e raccontato. «Frequentavo l’università di Pechino nel ’57, all’inizio della rivoluzione culturale. Allora gli stranieri erano emarginati, guardati con sospetto. Dopo quattro anni vissuti in quel modo giurai che non avrei più messo piede in quel paese di matti», racconta la Pisu. E continua, «Oggi la Cina sta affrontando una nuova rivoluzione, quella del liberismo economico, che sta cancellando il passato e non solo quello recente di Mao, ma il più antico. La nuova sfida è la democrazia, ma è un divenire angoscioso».

E altri luoghi si svelano attraverso le parole della Perrotti, «quando sono sola in mezzo al deserto l’unica cosa che conta è l’armonia, quella tra il mio corpo, la mia mente e quell’ambiente che mi circonda e che amo», racconta. «La felicità si raggiunge realizzando i sogni dell’infanzia, io sognavo di scoprire luoghi inesplorati. Quando mi sono trovata nel deserto del Kalahary, insieme ai Boscimani, che mi hanno aiutata e condotta, ho capito che ero felice e che avrei dovuto continuare a esplorare quel nulla di sabbia».

Storie di popoli, ed è così che la seconda parte della serata dedicata all’autobiografia della Betancourt, chiamata dalla Nadotti “la cappuccetto rosso colombiana”, con le sue campagne elettorali a base di preservativi e di viagra, si è trasformata in cronaca. Passando dal Piano Colombia del presidente Pastrana, finanziato dagli Stati Uniti, fino ad arrivare alla situazione politica internazionale. «Per sapere quello che sta succedendo nel mondo non si possono non mettere insieme le situazioni politico-economiche di Afghanistan, Iraq, Colombia e Europa», esorta la Nadotti. «Bisogna usare il cervello. E se volete capire meglio quello che sta avvenendo oggi in Colombia, vi consiglio un libro, Notizia di un sequestro di Gabriél Garcia Marquez, scritto nel '96».

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(nella foto in alto: Ingrid Betancourt)
di Daniela Carucci

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