Magazine Giovedì 21 marzo 2002

Biamonti, un anno dopo

Un incontro al per ricordare Francesco Biamonti. Un omaggio doveroso per lo scrittore scomparso a ottobre che, un anno fa, aveva intrattenuto piacevolmente il pubblico del Salotto nel corso di una tavola rotonda su editori e scrittori liguri.
«E nessuno più di Biamonti incarna lo scrittore ligure», introduce Francesco De Nicola, «ma questa sera non siamo qui per analizzare l’opera di Francesco. Ci saranno altri luoghi e altre occasioni per farlo. Oggi vogliamo soprattutto ricordare un grande amico».

Normale, quindi, che Michel David, chiamato a intervenire per raccontare l’amore di Biamonti per la Francia, finisca a ricordare di quando lo scrittore di San Biagio della Cima lo intratteneva parlandogli di ulivi e lo portava per osterie. In particolare una a Sodano, «dove ho mangiato i migliori frisceu della mia vita».
Una passione per la buona cucina che è alla base anche del primo incontro tra Biamonti e . «Una sera eravamo a Ospedaletti per una lettura Giuseppe Conte, Roberto Mussapi e io. Biamonti si aggirava con le tasche piene del manoscritto de L’angelo di Avrigue», rievoca Orengo, del quale è recentemente uscito La curva del Latte per Einaudi.
«Biamonti si separava malvolentieri dalle pagine che scriveva. Ci ha portato in una buona trattoria, perché sapeva come fare star bene la gente. Ci ha mostrato il manoscritto, ma non lo ha mollato».
Per poterlo leggere bisognava salire fino a San Biagio della Cima: «seduti uno di fronte all’altro, lui mi passava una pagina per volta». Nel ricordo di Orengo c’è anche il primo contatto tra Biamonti e Giulio Einaudi, il suo futuro editore: «Einaudi aveva una mimosa malata nella casa di campagna. Ho detto a Francesco di scrivergli una lettera con dei consigli per guarirla». Una lettera poetica, ma anche una vera ed efficace ricetta, che ha fatto guarire la mimosa e nascere l’amicizia tra i due.

Un’amicizia che è confermata anche da Mauro Bersani, che lavora per la casa editrice Einaudi. «Giulio Einaudi stimava tutti i suoi scrittori, ma ne amava pochi. Spesso faceva in modo di non farsi trovare in ufficio quando passavano».
Biamonti era tra i più amati. «Quando aveva una giornata di malumore, Einaudi telefonava a Francesco nel pomeriggio e la sera si vedevano per cenare in un ristorante delle Langhe, a Carrù. Perché Biamonti aveva una tale umanità che finiva per caricare positivamente anche chi gli stava vicino».


Il Salotto del Libro proseguirà venerdì 22 marzo con il seguente programma:
ore 17 Viaggiatrici coraggiose, con Nucci Novi Cappellini, Carla Perrotti, Renata Pisu
ore 18.30 Ingrid Betancourt, una donna contro la corruzione, con Maria Nadotti e Antonella Viale
ore 20 cena con gli autori e "assaggi" di libri a richiesta del pubblico
ore 21 Leader al femminile, con Luisa Famiglietti, Cristina Franzoni, Gianna Schelotto e Paola Toni.
Ingresso libero. Cena 13,50 Euro
di Donald Datti

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