Il senso civico di Giovanni Villani - Magazine

Il senso civico di Giovanni Villani

Attualità e tendenze Magazine Mercoledì 20 marzo 2002

Magazine - Giovanni Villani, attivo nella promozione culturale e dello spettacolo, viene spesso pubblicato nello spazio dedicato agli interventi dei lettori con le sue annotazioni di costume, su quotidiani nazionali (tra cui Stampa, Corriere della Sera e Repubblica) e locali (Secolo XIX, Corriere Mercantile).
mentelocale.it ha deciso di dargli uno spazio, una rubrica dal titolo Il senso civico di Giovanni Villani".

Contrariamente a quel che pensano i più, la democrazia è un cammino difficile e faticoso, alle volte tedioso e non appagante, in cui le vittorie si alternano alle sconfitte.
E il "bisogna saper perdere", titolo di una fortunata canzone dei Rokets all'epoca del beat, è, in Italia, una pratica poco acquisita.
È prassi corrente negli Stati dell'Unione, come in tutte le democrazie parlamentari moderne, l'accettazione del risultato elettorale, qualunque esso sia, a fondamento della democrazia stessa.
Chi perde un'elezione, dal Consiglio di Circoscrizione al Governo nazionale, organizza un'opposizione democratica, il più possibile utile a convincere l'elettorato e riuscire a diventare maggioranza alla votazione successiva.
Non sono ammesse né ammissibili scorciatoie e/o semplificazioni di alcun genere che portino (o semplicemente pensino di portare) ad un sovvertimento di ciò che è uscito dall'urna.
Il confronto delle opinioni, il diritto di critica e di opposizione possono / devono essere franchi ed anche aspri, ma i linguaggi, i comportamenti non debbono mai trasformarsi nell'invettiva gratuita, nella minaccia, nell'intimidazione.
L'avversario politico è un soggetto da controbattere, confrontandosi con la forza delle idee, e non un demonio causa di tutti i mali, un nemico da abbattere a tutti i costi, sennò poi, alla fine, qualcuno si sentirà autorizzato a farlo in tua vece.

Il fondo di Marco Biagi, pubblicato sul Sole 24 Ore con tragica "ironia" della sorte, nel giorno del suo assassinio, è esemplare di un lucido esercizio di opinioni, condivise o meno non è questo il problema, che un'altrettanto lucida mentalità, come quella purtroppo ben conosciuta dei terroristi, ha deciso di spezzare violentemente.
Il suo ignobile omicidio non ha giustificazione alcuna e va condannato senza "distinguo", giri di parole, "bizantini" sì, ma... Serva almeno, se così si può dire, a riflettere sull'indispensabilità, per la buona salute della nostra democrazia, del dibattito parlato e non della convinzione di avere la "verità rivelata in tasca", urlata senza possibilità di confronti con opinioni diverse e magari contrastanti con le nostre.
Proprio questo è il sale della democrazia.

Giovanni Villani


Villani è intervenuto anche sul

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