Concerti Magazine Giovedì 14 marzo 2002

CuBeBa per sognare

Magazine - Il Piper Cubeba è una droga simile al pepe, proviene dalle isole della Malaysia, e si vocifera che i suoi fiori siano assai stimolanti.

Ma se non potete fare un salto a Sumatra per procurarvi i mitici CuBeBa, sappiate che ci sono quelli nostrani. Poco fioriti, ma comunque "eccitanti", fanno musica. Si tratta del gruppo di Paolo Passano e Raffaele Rebaudengo, entrambi ex e post , si presentano al mondo in anteprima nazionale con un concerto al , venerdì 15 marzo alle 22.

«La nostra musica è pop nel senso più ampio del termine», mi dice Paolo, «è popolare perché vuole comunicare con il maggior numero di persone possibile, e perché descrive il mondo usando un linguaggio semplice e, spesso, ironico».

Se a qualcuno venisse in mente di rinchiudere i CuBeBa in un genere musicale, rinunci pure all’impresa, loro spaziano dal rock melodico e latin allo swing, dal blues al funky senza esitazioni.
«La varietà dei generi si unisce alla scelta di eliminare il più possibile l’elettronica», mi racconta Raffaele, «e alla voglia di affidarsi a un sound decisamente acustico, che permetta uno scambio di emozioni più diretto tra ascoltatori ed esecutori».

E i testi sono altrettanto eclettici, si va da pezzi "impegnati" come In questa splendida città del ’95, colonna sonora di Io ballo da sola di Bertolucci, a Un chupito mas storia di un uomo al bar in attesa della sua donna, che ha promesso di tornare, tra bicchieri infiniti di chupito. E poi c’è Papà, pezzo ballabile e giocoso, fino ad arrivare a Chissà perché non funziona, su quei drammatici momenti in cui ai maschietti proprio non gli funziona, «sai, quelle leggende metropolitane…».

Ma Paolo e Raffaele non se la cantano, né se la suonano, raminghi e solitari, insieme a loro ci sono musicisti di ottimo livello, ovvero, Paolo Perduca alle tastiere, Luciano Susto al basso, Rodolfo Cervetto alla batteria e Marco Fadda alle percussioni.

«Abbiamo scelto di inserire nel gruppo musicisti con una grande esperienza, perché ci piace l’idea che ognuno porti il suo lavoro nel gruppo>>, continua Raffaele, «non ci interessa lavorare con dei soldatini che eseguono quello che gli proponi punto e basta, abbiamo voglia che ognuno si esprima con i propri mezzi».

E la chiacchierata termina sul com’è vivere da musicisti a Genova, «l’ambiente musicale è più che stimolante, ci sono musicisti di altissimo livello, che spesso, però, scappano altrove. Quello che manca sono gli ambienti musicali, non ci sono luoghi né occasioni per fare musica».

(nella foto in alto, i CuBeBa)

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