Concerti Magazine Lunedì 17 dicembre 2012

Renzo Rubino a Sanremo 2013: «Faccio musica perché Al Bano mi deve una cena»

Magazine - «Sanremo 2013? Ho una paura dannata di salire su quel palcoscenico: hai 3 minuti per far ascoltare chi sei. Ma per fortuna non ci arrivo da zero».
Se per un giovane è difficile far capire chi è nello spazio di una sola canzone, per un entertainer eclettico come Renzo Rubino quella che gli si propone sul palcoscenico dell'Ariston è davvero un'impresa: vincitore del concorso Area Sanremo, il prossimo febbraio il ragazzo pugliese sarà in gara al Festival 2013 (qui tutti i cantanti e le canzoni in gara).

A dispetto dei suoi 24 anni, il cantante pugliese può vantare già un curriculum solido. E soprattutto - cosa ormai rara - costruito sul campo. Neanche ventenne, Rubino ha iniziato come cantante in un night club di Fasano, si è imbucato come gruppo spalla a un concerto di Al Bano vicino al suo paese - Martina Franca, in Puglia - si è venduto la macchina per andare a Milano. E tentare la fortuna nella città della musica.
«Neanche ce l'ho fatta ad arrivarci: mi sono fermato a Ravenna - se la ride Renzo - La cosa positiva è che a forza di tirare la cinghia, da 125 chili sono passato a 90. Tutta salute!»

Dopo aver suonato un po' dappertutto in giro per l'Italia, oggi Renzo vive a Roma, dove si guadagna da vivere suonando in pub, night, club, ristoranti e ovunque gli si offra la possibilità di salire su un palcoscenico: «Giusto ieri ho suonato in un localino per 30 Eu - spiega Renzo sorridendo - Questa è la dimostrazione che per il momento Sanremo non ha cambiato nulla: faccio le stesse identiche cose di prima. Dopo quella straordinaria vetrina, vedremo. Ma per me la goduria più assoluta è essere arrivata al Festival senza struttura, senza l'aiuto di nessuno».

Sul palcoscenico dell'Ariston Renzo sarà in gara tra i giovani con un pezzo che gli ha arrangiato Marcello Faneschi, storico collaboratore di Domenico Modugno nelle sue tournèe in Sud America. E senza cadere nella blasfemia, i tratti in comune tra le carriere dei due musicisti sono davvero parecchi, almeno a livello di background: anche Renzo, come il primo Modugno, si guadagna da vivere suonando nei locali di Roma. Ed entrambi danno il meglio dal vivo, inventando spettacoli sempre diversi affidandosi all'improvvisazione. Basta ascoltare Pop, il singolo più noto e catchy di Renzo, per capire di che pasta è fatto il ragazzo di Martina Franca.
«È un paragone che mi lusinga - spiega Renzo - perché tra i tanti cantanti a cui la gente sente il bisogno di catalogarmi, soltanto Modugno è quello che mi dà soddisfazione».

Renzo, una vita raminga la tua.
«A vent'anni mi sono venduto la macchina per poter andare a Milano, perché ho capito che se volevo dare una svolta alla mia carriera, dovevo abbandonare la Puglia. Mi sono fermato a Ravenna. E da lì ho girato un po' dappertutto. Lombardia, Toscana, Emilia e Roma, dove adesso vivo. Ma suono ovunque mi chiamino, da Torino alla Sicilia».

Dici di non avere una struttura dietro, ma hai già collaborato con nomi di lusso. E ti segue il vocal coach di Morgan, Andrea Rodini.
«Andrea è il mio fratello artistico: l'ho conosciuto a Milano facendogli ascoltare la mia musica. Fa parte di quelle conoscenze che mi sono costruito nel tempo, cercando di proporre le mie cose ai musicisti. È proprio così che, in Toscana, sono riuscito a entrare in contatto con Fabrizio Bosso. L'ho incontrato dopo un concerto e gli ho detto: "Ciao, sono Renzo, scrivo queste cose". Lui: "Non scrivo con i ragazzini". Poi l'ho convinto ad ascoltare e mi ha risposto: "C'è del materiale su cui lavorare: ci sto". E anche lui ha scelto di investire su di me».

Lo porterai a Sanremo?
«Non lo so ancora, ci stiamo lavorando. Certo, mi farebbe piacere».

Dopo aver preso così bene in giro il mercato discografico in Pop, non temi anche tu di fare la stessa fine?
«Ne ho una paura fottuta! Però mi piace sempre ricordare com'è nata quella canzone: è un episodio molto divertente. In breve: vado da un discografico a fargli ascoltare le mie cose. Lui tutto serio se le sente, mi guarda e mi dice: "pezzi bellissimi, fichissimi, ma... Ci vorrebbe un po' più... Un po' meno..." Insomma, non trovava le parole. Alla fine ha l'illuminazione: "Ci vuole più pop". Io faccio finta di aver capito, raccolgo le mie cose, stringo la mano e me ne vado. Ma cosa fosse 'sto pop mica lo avevo capito».

E poi?
«Arrivo a casa e cerco 'Pop' su Wikipedia: mi è uscito di tutto, dalla Gioconda alle peggiori canzoni del Festival. Basta che una cosa sia popolare per diventare Pop. La bellezza dovrebbe essere pop. Allora ho capito che il discografico intendeva qualcosa di facilmente vendibile. E così ho scritto un pezzo ironico e solo apparentemente semplice: bisogna saperne cogliere il senso».

A Sanremo presenti Il postino (amami uomo). Come lo descriveresti?
«Una canzone che racconta l'altra faccia di Renzo, quella romantica. Lo considero uno dei migliori pezzi ch'io abbia mai scritto. Me l'ha arrangiata Marcello Faneschi: è diventato un lavoro completamente orchestrale. Quando mi ricapita di avere un'orchestra tutta per me?».

Mi racconti quella volta che con il tuo gruppo ti sei imbucato al concerto di Al Bano?
«Eh eh, quella volta è stata proprio divertente: eravamo a suonare a Roma e leggiamo che a due passi da casa mia, Martina Franca, c'era un concerto di Al Bano. Prendiamo e partiamo: volevamo vedere se riuscivamo a suonare con lui: per noi è un idolo della cultura trash. Ci presentiamo con gli strumenti e convinciamo il promoter ad aprirgli il concerto. Il pubblico - che era di una certa età -è rimasto un po' perplesso. Al Bano neanche l'abbiamo incrociato, ma il promoter ci ha invitati a cena, promettendoci che poi ci avrebbe fatto conoscere Al Bano. L'abbiamo aspettato fino alle 4 del mattino, ma lui non si è presentato».

Quindi?
«Quindi faccio questo mestiere perché Al Bano mi deve una cena!»

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

Ricordi? Di Valerio Mieli Drammatico 2018 Lui, docente universitario di Storia romana, è problematico e tormentato proprio come piace a Lei, che gli si manifesta eternamente solare e comprensiva. Lei, insegnante di liceo vive immersa nel presente, ritenendo che "una cosa è già... Guarda la scheda del film